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«La Provincia è al collasso organici ormai al minimo»

«La Provincia è al collasso organici ormai al minimo»

Sciopero dei dipendenti di Palazzo Allende, per il 2018 mancano oltre 11 milioni I sindacati bocciano la riforma: «La carenza di personale è drammatica» 

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REGGIO EMILIA . «La situazione del personale della Provincia di Reggio Emilia sta divenendo drammatica». È una bocciatura senza appello quella espressa ancora una volta ieri dai sindacati reggiani durante lo sciopero dei dipendenti della Provincia di Reggio, falcidiata nella struttura e nelle risorse dalla riforma che l’ha indebolita senza però cancellarla come doveva essere in principio. Con il passaggio delle funzioni alla Regione e i prepensionamenti il personale è sceso dalle oltre 350 unità del 2014 alle attuali 200, di questi solo 46 si occupano dei servizi per l’impiego in Provincia. «Servizi oggi affidati all’Agenzia Regionale per il Lavoro - dicono i sindacati - L’età media supera i 51 anni. Oggi rimangono solo 35 tra operai e sorveglianti stradali addetti alla manutenzione delle strade, 1 ogni 26 chilometri di strade. L’ultima assunzione di ruolo risale al 2010. Se non si sbloccheranno al più presto assunzioni e finanziamenti le strade rischieranno, per garantire la sicurezza dei veicoli, ulteriori limitazioni nel transito (già oggi su alcune strade vige il limite dei 30 o 50 chilometri all’ora fuori dai centri abitati). È evidente che è una situazione non sostenibile». Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno da sempre contestato il merito e le modalità della riforma di questi enti, perché, «anche se persuasi della necessità della loro riorganizzazione, non hanno condiviso un approccio che è sembrato più propagandistico, che di merito, e che di fatto ha portato alla totale paralisi dell’azione amministrativa di Province e Città Metropolitane. Per questo i sindacati propongono come possibile soluzione quella di cogliere l’occasione della prossima legge di Bilancio per rivedere le modalità e l’entità dei tagli fin qui inflitti» ribadiscono Paolo Consolini della Fp Cgil, Davide Battini della Cisl Fp e Mauro Chiarini della Uil Dpl.

«Al di là dei sacrifici, anche personali, che la riforma ha comportato per molti dipendenti, a livello istituzionale segnaliamo da tempo la necessità che il Governo assicuri alle “nuove” Province le risorse economiche indispensabili allo svolgimento delle funzioni rimaste in carico all’ente dopo la Legge 56/2014» ha detto anche il presidente dell’ente, Giammaria Maghi, dopo aver incontrato ieri una delegazione dei dipendenti della Provincia.

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