«Non credo al malore mio padre stava bene dev’essere scivolato»
di Ambra Prati
Gattatico: la figlia di Giuliano Ferrari, morto nel canale «Mi aveva detto: per quest’anno è l’ultimo giorno di pesca»
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GATTATICO. «Giovedì pomeriggio mio papà mi ha salutato alle 14 dicendo: è l’ultima volta che vado a pescare, ormai i canali sono a secco. Ricomincerò l’anno prossimo». È stata davvero l’ultima volta per Giuliano Ferrari, 80 anni, il pescatore di Poviglio caduto nel canale di via Grisendi e ritrovato in acqua verso le 19.30 senza vita, sotto l’arcata di un ponte della bonifica.
La famiglia non crede nell’ipotesi del malore e ipotizza piuttosto che Giuliano, che godeva di buona salute, sia scivolato inavvertitamente sul greto, come farebbe pensare il punto di discesa con la vegetazione calcata. Quel che è certo è che ha battuto la testa (aveva una profonda ferita alla tempia sinistra), forse contro un sasso. Forse ha perso i sensi ed è caduto in acqua, in quel punto alta appena una cinquantina di centimetri, non sufficiente per annegare ma fatale per chi è privo di sensi. In quella stradina di campagna – lì o a Casalpò, o al cavo Fiuma – Ferrari c’era andato tutta estate, dal primissimo pomeriggio alle 17, come d’abitudine.
Giovedì a lanciare l’allarme è stato un altro anziano di Castelnovo Sotto, che percorre quella strada più volte al giorno in bici: lo ha visto alle 16.30, poi alle 18, vedendo la Fiat Punto parcheggiata e la canna, ma nessuno in giro. Il ciclista ha chiesto aiuto a un agricoltore della vicina azienda Salati, e insieme hanno guardato meglio.
«Non si vedeva nulla, era già buio – racconta l’agricoltore –. Mi sono sporto e il corpo era sotto il ponticello». Poi sono arrivati ambulanze, pompieri, carabinieri. Quando, alle 19, non vedendo arrivare il padre abitudinario, che pranzava e cenava tutti i giorni da lei, e constatando che il cellulare era spento, l’unica figlia, Simona Ferrari, 49 anni, è andata a cercarlo. «Mi sono messa in auto con mio marito, al quale mio padre era molto affezionato. Abbiamo girato un po’, poi a Olmo abbiamo visto le sirene. Lo stavano tirando su». Inutili i tentativi dei sanitari: Giuliano era già morto. Dopo il riconoscimento sul posto, la salma è stata portata al cimitero di Coviolo, a disposizione del pm Stefania Pigozzi, che dovrà decidere se far eseguire l’autopsia. Per fissare il funerale occorrerà attendere il nulla osta della magistratura.
«Domenica prossima, il 15 ottobre, avrebbe compiuto 81 anni: stavamo preparando una festa in famiglia», prosegue la figlia. Giuliano Ferrari, originario di Sant’Ilario, viveva da almeno mezzo secolo a Poviglio in via Corelli 23, nel quartiere dei musicisti. Ex elettricista per l’Enel, una decina di anni fa era andato in pensione, ma aveva dovuto affrontare la lunga malattia invalidante della moglie Bice, ex infermiera a Montecchio, scomparsa due anni fa. Poi Giuliano si era dedicato al mestiere di nonno. «Era addetto a ritirare da scuola i miei tre figli (Matteo, Marco e Marcello). Portava il minore a calcio, all’Antax Poviglio». Il calcio era una sua passione di gioventù: ex giocatore della Povigliese, Giuliano ha allenato diverse squadre e, tifoso del Milan, non si perdeva una partita. Ferrari era molto attivo e aveva parecchi altri hobby: oltre alla pesca, giocava a biliardo in una squadra del Kaleidos, ma anche al bocciodromo di Sant’Ilario. Era un ballerino di liscio (non si perdeva una sagra estiva, come appunto quella del grano di Olmo) e giocava a carte al bar della polisportiva. «Era molto socievole, positivo, sdrammatizzava sempre».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La famiglia non crede nell’ipotesi del malore e ipotizza piuttosto che Giuliano, che godeva di buona salute, sia scivolato inavvertitamente sul greto, come farebbe pensare il punto di discesa con la vegetazione calcata. Quel che è certo è che ha battuto la testa (aveva una profonda ferita alla tempia sinistra), forse contro un sasso. Forse ha perso i sensi ed è caduto in acqua, in quel punto alta appena una cinquantina di centimetri, non sufficiente per annegare ma fatale per chi è privo di sensi. In quella stradina di campagna – lì o a Casalpò, o al cavo Fiuma – Ferrari c’era andato tutta estate, dal primissimo pomeriggio alle 17, come d’abitudine.
Giovedì a lanciare l’allarme è stato un altro anziano di Castelnovo Sotto, che percorre quella strada più volte al giorno in bici: lo ha visto alle 16.30, poi alle 18, vedendo la Fiat Punto parcheggiata e la canna, ma nessuno in giro. Il ciclista ha chiesto aiuto a un agricoltore della vicina azienda Salati, e insieme hanno guardato meglio.
«Non si vedeva nulla, era già buio – racconta l’agricoltore –. Mi sono sporto e il corpo era sotto il ponticello». Poi sono arrivati ambulanze, pompieri, carabinieri. Quando, alle 19, non vedendo arrivare il padre abitudinario, che pranzava e cenava tutti i giorni da lei, e constatando che il cellulare era spento, l’unica figlia, Simona Ferrari, 49 anni, è andata a cercarlo. «Mi sono messa in auto con mio marito, al quale mio padre era molto affezionato. Abbiamo girato un po’, poi a Olmo abbiamo visto le sirene. Lo stavano tirando su». Inutili i tentativi dei sanitari: Giuliano era già morto. Dopo il riconoscimento sul posto, la salma è stata portata al cimitero di Coviolo, a disposizione del pm Stefania Pigozzi, che dovrà decidere se far eseguire l’autopsia. Per fissare il funerale occorrerà attendere il nulla osta della magistratura.
«Domenica prossima, il 15 ottobre, avrebbe compiuto 81 anni: stavamo preparando una festa in famiglia», prosegue la figlia. Giuliano Ferrari, originario di Sant’Ilario, viveva da almeno mezzo secolo a Poviglio in via Corelli 23, nel quartiere dei musicisti. Ex elettricista per l’Enel, una decina di anni fa era andato in pensione, ma aveva dovuto affrontare la lunga malattia invalidante della moglie Bice, ex infermiera a Montecchio, scomparsa due anni fa. Poi Giuliano si era dedicato al mestiere di nonno. «Era addetto a ritirare da scuola i miei tre figli (Matteo, Marco e Marcello). Portava il minore a calcio, all’Antax Poviglio». Il calcio era una sua passione di gioventù: ex giocatore della Povigliese, Giuliano ha allenato diverse squadre e, tifoso del Milan, non si perdeva una partita. Ferrari era molto attivo e aveva parecchi altri hobby: oltre alla pesca, giocava a biliardo in una squadra del Kaleidos, ma anche al bocciodromo di Sant’Ilario. Era un ballerino di liscio (non si perdeva una sagra estiva, come appunto quella del grano di Olmo) e giocava a carte al bar della polisportiva. «Era molto socievole, positivo, sdrammatizzava sempre».
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