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Sicurezza a Reggio Emilia, «La zona stazione è la più controllata»

di Leonardo Grilli
Sicurezza a Reggio Emilia, «La zona stazione è la più controllata»

Il vicesindaco Sassi alla commissione in via Paradisi. Cavallini (associazione AccQua): «Perso il polso della realtà» 

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REGGIO EMILIA. Due commissioni consiliari congiunte, il vicesindaco di Reggio Emilia, una fetta consistente del consiglio comunale e una ventina di residenti sul piede – o quasi – di guerra. Venerdì sera, nella sede dell’associazione AccQua in via Paradisi, si sono riunite la prima e la terza commissione in un appuntamento congiunto per fare discutere delle attività dell’amministrazione e degli strumenti per affrontare e governare le criticità presenti nel quartiere stazione. Un appuntamento atteso da tempo dai residenti e dai comitati.

In un contesto piuttosto teso ma garbato – la discussione è stata interrotta solo una volta da un cittadino che ha urlato “risorse in questa zona? Diteci quali!” – è toccato al vice di Vecchi e assessore al Welfare, Matteo Sassi, avere a che fare con la platea. Che, come da prassi durante le commissioni pubbliche, poteva assistere ma non intervenire. Il pubblico, però, ha avuto un portavoce: Luciano Cavallini, presidente dell’associazione AccQua e promotore di questa iniziativa.

Che, interpretando gli umori dei reggiani della zona stazione, ha usato parole tutt’altro che lusinghiere nei confronti del Comune. «A tre anni dalle elezioni del 2014 – ha esordito Cavallini – rispetto ai programmi elettorali il quartiere viaggia a passo ridotto nelle attenzioni della politica. Una situazione verificata con mano dai dialoghi che abbiamo avuto con i consiglieri comunali, consiglieri che non hanno il polso della situazione reale della zona. Dovete scendere in basso e fare politica assieme alla gente mentre qui, invece, tutti abbiamo l’impressione che le decisioni siano sempre calate dall’alto». Un punto di vista non condiviso da Sassi che, nel suo intervento, ha anzi elencato le azioni sociali e infrastrutturali che l’amministrazione Vecchi ha compiuto – e compierà nel prossimo futuro – fra via Eritrea e via Turri.

«Si narra di un Comune assente in zona stazione. Conosco, in vero, una realtà opposta, cioè quella di un Comune e di istituzioni presenti in questo quartiere in maniera assidua, senza pari in altre parti della città per livello del dettaglio e impiego di risorse umane. Comprendo le preoccupazioni dei residenti ma sul tema sicurezza e ordine pubblico, non vi è un solo mese in cui le istituzioni non si riuniscano nei comitati per definire azioni concrete».

E il primo esempio citato dall’assessore è quello dei controlli sulle residenze fittizia avviati dalla polizia municipale: «Ad oggi abbiamo 146 appartamenti controllati, 447 persone residenti interessate dal controllo, 60 soggetti segnalati per cancellazione di residenza, 30 soggetti oggetto di verifiche ulteriori. Si tratta di una stretta sul fronte degli abusi e dell’illegalità. È poi nei progetti di medio-lungo periodo anche il trasferimento dello stesso Comando dei vigili nella zona stazione». Un’altra criticità, incancrenita in anni di inefficienza, è quella dei bilanci dei condomini. «Ci sono realtà – prosegue Sassi – che arrivano anche a 500mila euro di morosità nelle utenze. Ormai, e solo per questo quartiere, mi ritrovo a fare l’amministratore di condominio per cercare di risolvere, assieme agli altri soggetti coinvolti, i problemi spinosi che hanno a che fare coi bilanci di condominio. E dei successi li abbiamo ottenuti, come nel caso dei debiti condominiali per le utenze centralizzate di gas e acqua».

Lunga la lista di servizi elencati dal vicesindaco, dalla sede della Municipale in via Turri al lavoro di Officina educativa, passando per lo Spazio civico di via Turri 27 e in via Paradisi il campo per il calcetto ora gestito da una società sportiva. Poi è stato il turno delle opere messe in calendario dalla Giunta. «In via Turri 49 – continua l’assessore – è in avvio il cantiere di riqualificazione dello spazio pubblico Reggio Est, chiuso da qualche giorno, per renderlo più vivibile.

Qui entro l’anno inizierà un nuovo progetto di accompagnamento educativo e scolastico rivolto ai bambini delle primarie e ai ragazzi delle secondarie di primo grado». Nel breve termine inoltre, secondo quanto spiegato da Sassi, toccherà al parco delle Paulonie, teatro quotidiano di spaccio: «Le risorse già ci sono, lo riqualificheremo con nuove luci, giochi, e probabilmente lo chiuderemo nelle ore notturne». Infine anche la mensa di via Eritrea, dove oggi si fermano a pranzo circa 350 profughi, non sarà più la stessa. «Ci sarà una riduzione degli avventori, i richiedenti asilo di altri paesi della provincia resteranno a mangiare nei loro comuni di appartenenza».
 

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