Aiuta la polizia e cattura lo spacciatore
Durante un rocambolesco inseguimento, un impiegato dà un passaggio in auto a un agente. Nigeriano in manette
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REGGIO EMILIA. Ha dato un passaggio in auto a un poliziotto, ha inseguito uno spacciatore in mezzo al traffico, gli ha tagliato la strada e infine lo ha bloccato a terra, permettendo all’agente di arrestarlo. Sembra il trailer di un film d’azione hollywoodiano ma a volte la realtà supera la fantasia. Questa scena, infatti, si ambienta fra le strade e i parchi reggiani e vede per protagonista un normale impiegato, di ritorno a lavoro dalla pausa pranzo, e un solerte poliziotto impegnato nell’inseguimento di uno spacciatore, beccato poco prima a cedere una dose di droga a un acquirente reggiano.
La vicenda si è svolta attorno alle 13 di venerdì, quando gli agenti del reparto Prevenzione crimine e quelli della Mobile della questura erano impegnati in un’azione di controllo antidroga nel parco Baden Powell – ex parco Le Querce – nei pressi di via Martiri di Cervarolo. È qui che i poliziotti reggiani hanno notato, a pochi metri da loro, un evidente cessione di stupefacente fra un ragazzo di colore e un altro uomo. A quel punto gli agenti si sono divisi in due gruppi. Il primo ha rintracciato l’acquirente, un italiano trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana segnalato come consumatore. Il secondo invece si è messo sulle tracce dello spacciatore che però, una volta vistosi scoperto, ha cominciato a scappare in tutta fretta. Una corsa precipitosa che è durata diversi minuti. Lo straniero infatti ha cominciato a scappare lungo via Manara con alle calcagna un poliziotto, leggermente distanziato. Ed è a questo punto che è intervenuto l’aiuto decisivo di un automobilista. Un normale impiegato che, in macchina, stava tornando in ufficio dopo la pausa pranzo.
L’agente è salito sull’auto dell’uomo, che aveva già notato l’inseguimento in corso dal finestrino, chiedendogli di dargli una mano ad acciuffare lo straniero. E grazie all’abilità di questo cittadino, al termine di una fuga rocambolesca, il malvivente è stato alla fine arrestato. Si tratta di Osas Omoruyi, un nigeriano dell’89, trovato in possesso di 103 grammi di marijuana suddivisi in 39 dosi e 300 euro, con ogni probabilità guadagnati grazie allo spaccio. A raccontare l’arresto “hollywoodiano” è lo stesso impiegato che, per comprensibili ragioni di sicurezza personale, ha preferito restare anonimo.
«Stavo tornando dalla pausa pranzo quando su via Manara, di fronte al distributore, ho visto che c’era un poliziotto che stava correndo e ho capito che stava inseguendo qualcuno. Così mi sono fermato per fargli attraversare la strada ma lui è salito in macchina chiedendomi di accompagnarlo alla rotonda successiva. E io non ci ho pensato un attimo». Così, accese le quattro frecce, «ho cercato di sbrigarmi il più possibile evitando il traffico e alla rotonda che incrocia con via Wybicki abbiamo beccato di nuovo lo straniero e il poliziotto è sceso per rincorrerlo nuovamente a piedi. A quel punto avrei anche potuto fermarmi».
Ma così non è stato, anzi. «Ho continuato in macchina per seguire il balordo e gli ho tagliato la strada salendo sul marciapiede in via Mutilati del Lavoro. Lui mi ha girato attorno continuando a fuggire e allora sono sceso e l’ho rincorso finché, in un condominio, gli sono saltato addosso e l’ho placcato. Pochi secondi dopo è arrivato anche il poliziotto che lo ha arrestato. Mi piacerebbe che tutti i reggiani si comportassero così, magari rischiando un po’ meno, e avessero rispetto per il lavoro delle forze dell’ordine. Ma non sono un eroe».
Sentiti anche i ringraziamenti di Raffaella Abbate, vice dirigente della Mobile: «È stato un gesto molto coraggioso e ho personalmente fatto i complimenti al cittadino. Il contributo della popolazione è fondamentale per noi».
Processato per direttissima il nigeriano, difeso dall’avvocato Carmine Migale, ha ricevuto ieri dal giudice Cristina Beretti il divieto di dimora nel Comune di Reggio.
Leonardo Grilli
La vicenda si è svolta attorno alle 13 di venerdì, quando gli agenti del reparto Prevenzione crimine e quelli della Mobile della questura erano impegnati in un’azione di controllo antidroga nel parco Baden Powell – ex parco Le Querce – nei pressi di via Martiri di Cervarolo. È qui che i poliziotti reggiani hanno notato, a pochi metri da loro, un evidente cessione di stupefacente fra un ragazzo di colore e un altro uomo. A quel punto gli agenti si sono divisi in due gruppi. Il primo ha rintracciato l’acquirente, un italiano trovato in possesso di alcuni grammi di marijuana segnalato come consumatore. Il secondo invece si è messo sulle tracce dello spacciatore che però, una volta vistosi scoperto, ha cominciato a scappare in tutta fretta. Una corsa precipitosa che è durata diversi minuti. Lo straniero infatti ha cominciato a scappare lungo via Manara con alle calcagna un poliziotto, leggermente distanziato. Ed è a questo punto che è intervenuto l’aiuto decisivo di un automobilista. Un normale impiegato che, in macchina, stava tornando in ufficio dopo la pausa pranzo.
L’agente è salito sull’auto dell’uomo, che aveva già notato l’inseguimento in corso dal finestrino, chiedendogli di dargli una mano ad acciuffare lo straniero. E grazie all’abilità di questo cittadino, al termine di una fuga rocambolesca, il malvivente è stato alla fine arrestato. Si tratta di Osas Omoruyi, un nigeriano dell’89, trovato in possesso di 103 grammi di marijuana suddivisi in 39 dosi e 300 euro, con ogni probabilità guadagnati grazie allo spaccio. A raccontare l’arresto “hollywoodiano” è lo stesso impiegato che, per comprensibili ragioni di sicurezza personale, ha preferito restare anonimo.
«Stavo tornando dalla pausa pranzo quando su via Manara, di fronte al distributore, ho visto che c’era un poliziotto che stava correndo e ho capito che stava inseguendo qualcuno. Così mi sono fermato per fargli attraversare la strada ma lui è salito in macchina chiedendomi di accompagnarlo alla rotonda successiva. E io non ci ho pensato un attimo». Così, accese le quattro frecce, «ho cercato di sbrigarmi il più possibile evitando il traffico e alla rotonda che incrocia con via Wybicki abbiamo beccato di nuovo lo straniero e il poliziotto è sceso per rincorrerlo nuovamente a piedi. A quel punto avrei anche potuto fermarmi».
Ma così non è stato, anzi. «Ho continuato in macchina per seguire il balordo e gli ho tagliato la strada salendo sul marciapiede in via Mutilati del Lavoro. Lui mi ha girato attorno continuando a fuggire e allora sono sceso e l’ho rincorso finché, in un condominio, gli sono saltato addosso e l’ho placcato. Pochi secondi dopo è arrivato anche il poliziotto che lo ha arrestato. Mi piacerebbe che tutti i reggiani si comportassero così, magari rischiando un po’ meno, e avessero rispetto per il lavoro delle forze dell’ordine. Ma non sono un eroe».
Sentiti anche i ringraziamenti di Raffaella Abbate, vice dirigente della Mobile: «È stato un gesto molto coraggioso e ho personalmente fatto i complimenti al cittadino. Il contributo della popolazione è fondamentale per noi».
Processato per direttissima il nigeriano, difeso dall’avvocato Carmine Migale, ha ricevuto ieri dal giudice Cristina Beretti il divieto di dimora nel Comune di Reggio.
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