Reggio Emilia ricorda le vittime sul lavoro
L’associazione Anmil celebra la giornata internazionale con una messa e un convegno all’hotel Posta
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REGGIO EMILIA. È all'insegna dello slogan “Cambiamo la storia” l’Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro (Anmil) promuove oggi a Reggio e in tutta Italia la 67esima Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, istituzionalizzata nella seconda domenica di ottobre nel 1998 su richiesta dell’associazione stessa.
Mentre la celebrazione nazionale quest’anno sarà ospitata dalla città di Cagliari, dove parteciperanno le massime istituzioni in materia, la sezione di Reggio Emilia ha previsto l’organizzazione delle manifestazioni locali a partire dalle 9.30 con la messa in suffragio dei caduti sul lavoro nella Basilica della Ghiara, con a a seguire la deposizione delle corone di alloro presso i monumenti ai Caduti delle due guerre in piazza dei Martiri del 7 Luglio.
Alle 11 poi la cerimonia civile nella sala delle adunanze dell’hotel Posta, in piazza del Monte, dove interverranno le autorità locali, il direttore della sede Inail di Reggio Emilia , Carmelo Faliti e il nuovo presidente territoriale Anmil di Reggio Emilia, Marco Lamberti.
Oratore ufficiale sarà il presidente regionale Anmil Ilario Fantini e al termine della cerimonia verranno consegnati da parte dell’Inail i brevetti e distintivi agli invalidi del lavoro aventi diritto.
Purtroppo, stando agli ultimi dati Inail, la situazione resta allarmante con un andamento altalenante delle denunce sia degli infortuni da malattie professionali sia di quelli con esito mortale. Già nei primi sette mesi dell’anno sia gli infortuni che i morti sul lavoro sono cresciuti in misura, rispettivamente, dell’1,3% e del 5,2% rispetto allo stesso periodo 2016. In particolare, tra il primo gennaio e il 30 luglio 2017 sono stati denunciati circa 380.000 infortuni, con un incremento di quasi 5.000 unità rispetto ai 375.000 circa dello stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita degli infortuni sul lavoro risulta più consistente tra quelli cosiddetti “in occasione di lavoro”, aumentati di quasi 3.000 casi, rispetto a quelli “in itinere” (+2.000 casi circa). Ancora più preoccupante l’andamento delle denunce degli infortuni mortali che dai 562 casi dei primi 7 mesi 2016 sono passati ai 591 dell’analogo periodo 2017: vale a dire 29 vittime del lavoro in più.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Mentre la celebrazione nazionale quest’anno sarà ospitata dalla città di Cagliari, dove parteciperanno le massime istituzioni in materia, la sezione di Reggio Emilia ha previsto l’organizzazione delle manifestazioni locali a partire dalle 9.30 con la messa in suffragio dei caduti sul lavoro nella Basilica della Ghiara, con a a seguire la deposizione delle corone di alloro presso i monumenti ai Caduti delle due guerre in piazza dei Martiri del 7 Luglio.
Alle 11 poi la cerimonia civile nella sala delle adunanze dell’hotel Posta, in piazza del Monte, dove interverranno le autorità locali, il direttore della sede Inail di Reggio Emilia , Carmelo Faliti e il nuovo presidente territoriale Anmil di Reggio Emilia, Marco Lamberti.
Oratore ufficiale sarà il presidente regionale Anmil Ilario Fantini e al termine della cerimonia verranno consegnati da parte dell’Inail i brevetti e distintivi agli invalidi del lavoro aventi diritto.
Purtroppo, stando agli ultimi dati Inail, la situazione resta allarmante con un andamento altalenante delle denunce sia degli infortuni da malattie professionali sia di quelli con esito mortale. Già nei primi sette mesi dell’anno sia gli infortuni che i morti sul lavoro sono cresciuti in misura, rispettivamente, dell’1,3% e del 5,2% rispetto allo stesso periodo 2016. In particolare, tra il primo gennaio e il 30 luglio 2017 sono stati denunciati circa 380.000 infortuni, con un incremento di quasi 5.000 unità rispetto ai 375.000 circa dello stesso periodo dell’anno precedente.
La crescita degli infortuni sul lavoro risulta più consistente tra quelli cosiddetti “in occasione di lavoro”, aumentati di quasi 3.000 casi, rispetto a quelli “in itinere” (+2.000 casi circa). Ancora più preoccupante l’andamento delle denunce degli infortuni mortali che dai 562 casi dei primi 7 mesi 2016 sono passati ai 591 dell’analogo periodo 2017: vale a dire 29 vittime del lavoro in più.
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