«Stop immediato, assistenza immutata»
CASTELNOVO MONTI. Ieri l’Ausl ha inoltrato una nota operativa dalla quale si evince che la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti è immediata. «Chiude il punto nascita dell’ospedale Sant’Anna...
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CASTELNOVO MONTI. Ieri l’Ausl ha inoltrato una nota operativa dalla quale si evince che la chiusura del punto nascite di Castelnovo Monti è immediata. «Chiude il punto nascita dell’ospedale Sant’Anna – si legge nella nota Ausl – dopo il parere sfavorevole espresso dalla Commissione Percorso Nascita nazionale, con la motivazione che non vi sono le condizioni di sicurezza sufficienti, visto il numero di parti largamente inferiore ai 500 all’anno. A Castelnovo consultori e ambulatori continueranno a garantire le attività di assistenza alla gravidanza, ecografie, corsi di preparazione alla nascita, assistenza in puerperio, sostegno all’allattamento. Nulla cambia per quanto riguarda l’attività ginecologica. L’Azienda Usl invita le future mamme, anche quelle seguite da ginecologi privati, a mettersi in contatto con il Servizio Salute Donna di Castelnovo (tel. 0522-61.73.37) per comunicare lo stato di gravidanza, usufruire dei servizi sul territorio ed entrare in un monitoraggio utile a garantire assistenza in caso di bisogno». Conclude la nota: «Per l’ospedale di Castelnovo è previsto un progetto di miglioramento, pari ad un investimento di 3.8 milioni di euro, che riguarda investimenti strutturali in conto capitale per 2.8 milioni di euro per l’ampliamento e la ristrutturazione del Pronto Soccorso; investimenti in spesa corrente di 1 milione di euro all’anno per il potenziamento degli organici medici e infermieristici, in funzione dell’istituzione di una struttura semplice dipartimentale di urologia con due medici urologi dedicati a tempo pieno; l’attivazione, già avvenuta, della chirurgia senologica; la riorganizzazione dell’attività chirurgica per le specialità di chirurgia ortopedica, chirurgia otorinolaringoiatrica dell’orecchio (impianti cocleari), chirurgia ginecologica, chirurgia videolaparoscopica, con un aumento stimato di 150-200 sedute operatorie in più all’anno». Il progetto prevede un aumento di personale di 16 unità, di cui 6 medici e 10 infermieri.
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