Gazzetta di Reggio

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Ai Gruppi pochi soldi, tanti li rifiutano

di Miriam Figliuolo
Ai Gruppi pochi soldi, tanti li rifiutano

Capelli (Pd): «Il partito non può più aiutarci, valutiamo se usarli». M5s: «Li daremmo ai bisognosi, ma pare impossibile»

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REGGIO EMILIA. Si confermano tempi di “magra” per i gruppi consiliari che, per portare avanti le attività legate al loro ruolo istituzionale, dovranno accontentarsi di 5mila euro. È questa la cifra complessiva che si evince dal documento licenziato dalla Segreteria generale del Comune, sulla la ripartizione delle risorse finanziarie per il funzionamento dei gruppi e dell’ufficio di presidenza del consiglio, secondo quanto stabilisce il nuovo regolamento del consiglio (vedi tabella a fianco).

Anche quest’anno la scelta della maggioranza dei gruppi consiliari è quella di non fare uso di queste risorse che, così, tornerebbero in disponibilità al Comune. E di appoggiarsi, nel caso, al partito di riferimento o autofinanziarsi. Ma i tempi di magra oggi sono per tutti. Così c’è chi sta valutando di contravvenire a questo tacito accordo tra le forze politiche che siedono in consiglio.

A farlo, per primo è il Pd – come spiega il capogruppo Andrea Capelli – che fa proprio la parte del leone nella ripartizione delle risorse, la quale tiene naturalmente conto della “forza” della rappresentanza di ciascun gruppo. Con i suoi 17 consiglieri al partito di maggioranza infatti vanno 599,69 euro per “acquisto di beni” e 1.432,63 euro per “prestazioni di servizio”, entrambi capitoli disciplinati rigidamente dallo stesso regolamento comunale e che prevedono acquisti che vanno dalle ricariche telefoniche all’affitto di sale per i convegni e iniziative o il rimborso spese per i relatori e ospiti.

«Sono tre anni che non spendiamo un euro – dice Capelli – Ma ora il partito non può più garantirci risorse e la disponibilità economica è una questione di democrazia. Ci stiamo ragionando...».

«Noi dell’M5s, come è noto, non usiamo risorse pubbliche», spiega Alessandra Guatteri, leader del gruppo consiliare (in tutto sei membri) al quale vanno per i due capitoli di spesa 280,47 e 670,02 euro. «Ci piacerebbe destinare questi soldi – continua – ad associazioni che si occupano di persone bisognose. Ma pare non si possa...».

A non avere dubbi invece è Claudio Bassi (Forza Italia) che spenderà i 188,01 euro più 449,13 euro «credo in un’iniziativa che riguardi un quartiere – dice – Penso alla zona Stazione e alle tante lamentele che vengono da qui. Ma poi questi soldi finiranno subito e ci metteremo le mani in tasca noi. Il partito? Ha altri problemi a cui pensare».

Va ben oltre Cinzia Rubertelli (Grande Reggio - Progetto Reggio): «Offro queste cifre (139,85 euro più 334,08 euro per un unico consigliere, ndr) per risolvere il problema degli impianti scadenti in sala del Tricolore: l’audio è pessimo. Oppure perché installino, come deciso su mozione di Bassi, i boccioni dell’acqua nella sala commissioni».

«L’utilizzo di quei soldi è pericolosissimo – sottolinea Gianluca Vinci (Lega Nord) – Non è chiaro cosa si possa fare. Il regolamento, anche quello regionale in materia, non è una fonte normativa. I magistrati se ne sono fregati di quelli. Io non li uso».

Cesare Bellentani, della lista civica Magenta è categorico, ma per altri motivi: «Sono contrario a usarli, non mi piace proprio come concetto. Le attività? Ci sono i volontari e ci autofinanziamo». Per entrambi sono disponibili sempre 139,85 euro più 334,08 euro.

Così come per Lucia Lusenti di Sinistra Italiana che però non riusciamo a rintracciare. Più povero, con 135,57 euro più 323,85 euro, Art.1 Mdp. Il capogruppo Lanfranco De Franco dice: «Io non sarei contrario, ma non lo useremo. Un po’ per il tacito accordo tra i gruppi. Un po’ perché i criteri sono troppo stringenti: si prevedono ricariche telefoniche, ma oggi abbiamo tutti un abbonamento. Continueremo anche a devolvere al partito il 10% del nostro gettone».

«Non mi sono neppure interessata – chiude il giro Roberta Rigon (Gruppo misto) – La mia scelta è rifiutarli. Potremmo usarli per una banca dati di documentazione giuridica per i consiglieri. Ma non so se sia fattibile».

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