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I bidelli sono malati alunni e genitori fuori dalla scuola

Guastalla: un operatore prolunga la malattia, uno va in ferie Proteste e ironia per l’episodio alle elementari di Pieve

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GUASTALLA. Per una serie di coincidenze, ieri mattina i bambini che frequentano la scuola primaria di Pieve sono entrati in classe con circa mezz'ora di ritardo rispetto all'orario normale, e dato che i genitori portano sempre i loro figli con qualche minuto di anticipo rispetto all'inizio delle lezioni – perché poi devono scappare al lavoro – c'è chi ha aspettato quasi un'ora per lasciare il proprio figlio a scuola, e chi ha dovuto avvisare il datore di lavoro del ritardo.

Cosa è successo? Tutto colpa di un lucchetto che un operatore scolastico, sabato scorso, al termine delle lezioni, ha agganciato al cancello d'entrata della scuola senza alcun motivo apparente, e per di più senza dare le chiavi alla dirigente scolastica, ignara di tutto. Per far entrare i bambini a scuola è stato necessario l'intervento di un funzionario dell'ufficio tecnico del Comune di Guastalla, che con una cesoia ha tagliato il lucchetto.

Per circa un 'ora tra operatori scolastici e dirigente dell'isituto comprensivo è stato un giro continuo di telefonate. La ritardata apertura ha spazientito i genitori, che hanno subito diffuso la notizia su Facebook, dove non sono state risparmiate critiche e battute ironiche.

La dirigente scolastica Concetta Stramacchia si è dichiarata dispiaciuta e amareggiata, e ha inviato un comunicato per giustificare l'episodio: «In relazione all’apertura ritardata del plesso di scuola primaria di Pieve, la mancata apertura del plesso nell’orario previsto è il frutto di una concatenazione di eventi non prevedibili. L’apertura dell’edificio è generalmente demandata ai collaboratori scolastici, che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) hanno comunicato la loro assenza per malattia e non erano reperibili. Gli stessi collaboratori avevano provveduto alla chiusura del plesso sabato al termine delle lezioni, apponendo un lucchetto ulteriore senza informare la dirigenza e senza che la dirigenza avesse copia delle chiavi del medesimo. Tale evento imprevisto non ha permesso un’apertura nella tempistica abituale, ma l’istituto è riuscito comunque a fronteggiare l’imprevisto e a risolvere la situazione in tempi rapidi. Si ribadisce che l’evento rappresenta un fatto isolato, frutto di circostanze fortuite e non prevedibili, che è stato gestito al meglio delle possibilità. Si ritiene, inoltre, che non si possano emettere giudizi di valore sull’efficienza dell’istituzione sulla base di questo fatto isolato».

Dei 3 operatori scolastici in servizio alla scuola di Pieve, uno era già a casa da 3 giorni e doveva rientrare ieri, ma ha prolungato la malattia; un altro doveva sostenere una visita e ha chiesto un giorno di ferie. Il terzo operatore doveva prendere servizio nel pomeriggio. Resta da capire chi e perché, sabato, abbia messo un lucchetto al cancello, cosa non richiesta e non da prassi. La dirigente Stramacchia aspetta una risposta. (m.p.)

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