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casalgrande, i 5 stelle 

«Sul piano estrattivo, noi coesi e Pd spaccato in due»

«Sul piano estrattivo, noi coesi e Pd spaccato in due»

CASALGRANDE. Continua il botta e risposta tra il gruppo consiliari del Pd e quello dell’M5s sulle modalità di discussione in consiglio comunale della variante parziale al vigente Pae (Piano delle...

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CASALGRANDE. Continua il botta e risposta tra il gruppo consiliari del Pd e quello dell’M5s sulle modalità di discussione in consiglio comunale della variante parziale al vigente Pae (Piano delle attività estrattive comunali).

«Dispiace, ma non sorprende – dice ora l’M5S in risposta alla replica del Pd sul loro primo intervento, che rimarcava le divisioni dimostrate dalla maggioranza – il tentativo da parte del capogruppo Francesco Magnani (Pd) di spostare l’attenzione dalla sostanza delle nostre osservazioni, anche con simpatici accostamenti manzoniani che centrano tanto come i cavoli a merenda. Stravagante la teoria espressa relativa al contenuto della mail “che dovrebbe rimanere privato”. Perché tanto risentimento, sul fatto che abbiamo raccontato fatti accaduti? Riteniamo che chi ricopre ruoli istituzionali, lo debba fare con responsabilità e totale trasparenza. Ammettiamo anche di non aver compreso bene il senso della sua mail. Ma se, come lui sostiene, doveva rimanere cosa privata, perché utilizzare una chat ideata per le comunicazioni a favore di tutti i gruppi consiliari?».

Le divisioni, nonostante la replica Pd, ci sono state eccome, dicono dall’M5S: «Ad ogni modo, abbiamo ritenuto doveroso segnalare l’anomalia che vede un portavoce di uno schieramento politico annunciare decisioni personali non condivise col suo gruppo, oltretutto in grave disaccordo col sindaco, lo stesso che a suo tempo, si era impegnato a sostenere. Sul punto in questione (emendamento Daviddi), riconosciamo tuttavia al capogruppo della maggioranza di essersi espresso col buon senso. Sembra quasi, però, che la cosa ora lo imbarazzi, nonostante, grazie anche al suo voto e a quello di tutte le opposizioni, si sia potuto salvaguardare un’area protetta, patrimonio collettivo il cui uso sarebbe stato altrimenti placidamente concesso per un interesse privato».

«Per quanto riguarda la “questione puramente tecnica” – continua l’opposizione sul filo dell’ironia – che avrebbe motivato l’astensione di alcuni consiglieri e del sindaco, dopo che lo stesso si era convintamente speso per salvare la delibera originaria, a poco è valso attardarsi nel loro consueto “briefing” pre-consiliare. Evidentemente, vista poi la spaccatura, qualcuno non ha capito bene quanto puramente tecnica fosse la questione».

Ricordando inoltre che l’appuntamento in commissione «serve di solito ad illustrare la proposta che sarà oggetto di voto e non è detto né necessario fare immediatamente delle obiezioni», l’M5S rimarca: «Per quanto ci riguarda noi abbiamo avuto una posizione coesa: sulla base di quanto ci ha riferito il nostro rappresentante e la linea che abbiamo poi deciso di adottare».

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