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«A Reggio un atelier unico in Italia»

«A Reggio un atelier unico in Italia»

Carla Gozzi, da stilista a coach style: «Piccoli e grandi cambiamenti sono di casa» 

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REGGIO EMILIA. Un’incredibile esperienza nel campo della moda. Un gusto innato per l'eleganza e la bellezza. Una passione infinita per tutto ciò che ha a che fare con lo stile. Un sesto senso che, unito all’intelligenza, le consente di prendere la decisione giusta al momento giusto. Tra le scelte vincenti l'apertura a Reggio, nel 2011, della sua accademia di stile: Carla's Academy. Diventando, in una parola, style coach.

Carla, qual è stato il sogno che ti ha portato a fondare l'Accademia?

«L'obiettivo, da subito, è stato quello di formare e selezionare assistenti per me e per il mio team. Attraverso i corsi che tengo qui in accademia, ho individuato e formato quelli che poi sono diventati ambasciatori provenienti da regioni diverse che collaborano costantemente con il quartier generale di Reggio Emilia pur muovendosi neli territori di appartenenza. Tutti diventati consulenti ma con peculiarità dovute alle loro esperienze precedenti. Tra gli ambasciatori ci sono esperti di bellezza, copywriter, stilisti, social fashion media».

In pratica, che tipo di corsi si tengono in accademia?

«Innanzitutto si tratta di corsi semestrali a numero chiuso a cui possono accedere privati così come piccole aziende che intendono iniziare una carriera nel mondo della moda. I corsi sono rivolti sia a professionisti del settore bellezza, parrucchieri e truccatori, che desiderano completare la propria conoscenza e poter offrire un servizio completo, che a neofiti. A conclusione dei corsi viene rilasciato l’attestato di partecipazione».

Poi, all'inizio del 2017, un altro passo avanti...

«Sì, quando ho capito che la formula funzionava, ci ho creduto fino in fondo. E all'inizio dell'anno è nato “6th floor department“: un atelier di consulenza unico in Italia che si rivolge, così come i corsi, sia al pubblico che al privato. Si rivolgono a me donne e uomini che vogliono cambiare il loro stile ma anche piccole aziende che intendono motivare i loro dipendenti. In entrambi i casi sia per “lui“ che per “lei“ la possibilità di piccole o grandi trasformazioni; dal make up al cambio del look e di un'immagine coordinata. Il tutto vissuto in una cornice intima, esclusiva e allo stesso tempo rilassante».

Immagino che spesso, dietro la richiesta di una nuova immagine, ci sia anche un'identità da ritrovare, una fragilità da superare. E allora come affronti i casi più problematici?

«Succede che vengano madri con figlie anoressiche, piuttosto che donne con problemi di forte sovrappeso. In questi e in altri casi mi faccio affiancare da specialisti che possono essere psicologi piuttosto che esperti di nutrizione. Si creano tra l'altro rapporti molto coinvolgenti e non solo professionali. Infatti non di rado capita che il team di lavoro resti in contatto con quelli che all’inizio erano semplicemente clienti e poi finiscono per essere molto di più».(c.c.)
 

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