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delitto delle forche, la famiglia montruccoli 

«Non è una gara sulla sofferenza Hykaj a casa? Era un pericolo»

di Miriam Figliuolo
«Non è una gara sulla sofferenza Hykaj a casa? Era un pericolo»

QUATTRO CASTELLA . È stato un «sollievo enorme» per la famiglia Montruccoli apprendere del rigetto da parte della Corte d’Assise, della richiesta della difesa (avvocato Claudio Taormina) del 29enne,...

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QUATTRO CASTELLA . È stato un «sollievo enorme» per la famiglia Montruccoli apprendere del rigetto da parte della Corte d’Assise, della richiesta della difesa (avvocato Claudio Taormina) del 29enne, condannato a 20 anni per l’omicidio di Marco Montruccoli – avvenuto la notte del 2 febbraio 2015 alle Forche di Puianello –, e su cui pende anche un provvedimento di custodia cautelare. La mamma della vittima Mara Guidetti e la moglie Veronica Pignoli, rimasta sola con tre figli dai 5 ai 14 anni, reagiscono alle dichiarazioni avanzate ieri dalla moglie dell’imputato Daniela Gritshi.

Troppo forte il dolore – «Non una ferita, ma una tortura che ci lacera ogni giorno», dice la mamma di Marco. «Speriamo che la linea di questo rigetto venga mantenuta, se ci dovessero essere altre istanze da parte della difesa – rimarca la Pignoli evidenziando i suoi timori – Alla moglie di Hykaj dico che questa non deve essere una gara a chi soffre di più. Se, poi, proprio dobbiamo considerare il dolore dei bambini: io ne ho tre privati per sempre del padre. Hykaj deve pagare. Tutto questo dolore è stato determinato da lui; è stato lui a infliggere a Marco 14 coltellate uccidendolo. Per questo spero sempre in una pena certa e definitiva. Poi nei confronti della famiglia, la moglie e il figlio piccoli, noi non nutriamo alcun risentimento».

Parole pronunciate, anche nel caso dei familiari di Montruccoli come per Daniela Gritshi, moglie dell’omicida, con estrema dignità e pacatezza. Solo alla fine la voce si spezza dalla commozione: «Il nostro non è più un vivere...», sussurra la mamma di Marco.

«Ho letto le dichiarazioni di Daniela davanti alla tomba di mio figlio. Mi dispiace per il bambino. La verità è che anche loro, moglie e figlio, sono vittime di Hykaj che li ha sempre abbandonati – dice la donna – Se proprio dobbiamo fare paragoni i miei nipoti lo sono di più perché hanno sempre vissuto davvero accanto al padre. Marco era sempre presente, non ha mai abbandonato i bambini, fin dalle contrazioni della moglie in sala parto. Se anche Hykaj fosse stato presente al momento della nascita del figlio ora Marco sarebbe vivo. Invece quella stessa notte lo ha ammazzato con una crudeltà incredibile, mentre mio figlio era a terra, spero già morto. Ed era a mani nude come è stato anche dimostrato in aula. Chi sbaglia deve pagare!».

«Hykaj è cambiato in cella? – conclude – Meglio per lui. Ma questo non cambia quello cha ha fatto». Entrambe, moglie e madre di Marco Montruccoli, non si stancano di sottolineare la «profonda riconoscenza» nei confronti del pm Maria Rita Pantani, e degli avvocati Francesca Guazzi e Giovanni Tarquini.

«Con il rigetto – commenta quest’ultimo – abbiamo scongiurato un rischio reale: che Hykaj, con una condanna così pesante, si desse alla macchia. Abbiamo pieno rispetto per la sofferenza del suo bimbo, ma lo stesso rispetto lo chiediamo per i tre figli orfani di Marco. Il rigetto è ineccepibile anche perché considera il rischio di reiterazione del reato, alla luce dell’indole aggressiva di Hykaj».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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