Nuovi treni regionali per i pendolari
Presentati a Bologna dal ministro Delrio e dai vertici Fs e Trenitalia: 86 convogli in arrivo sui binari emiliano-romagnoli
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REGGIO EMILIA . #Trenidaincubo, come la campagna lanciata dalla Gazzetta? E se davvero cambiasse la musica? Le premesse, in questo caso, sembrano esserci tutte. Anche se si dovrà pazientare ancora un po’. Da Trenitalia lanciano anche un hastag: #Lamusicastacambiando. Il motivo? Sui binari emiliano-romagnoli sono in arrivo due nuovi treni dal nome più che mai evocativo, Rock e Pop, presentati ieri mattina in grande stile in piazza Maggiore a Bologna. Nel maggio 2019, in Emilia-Romagna arriveranno infatti 86 nuovi convogli: 39 Rock e 47 Pop, attualmente in costruzione. Ma chiunque abbia voglia di vederli in anteprima può recarsi a Bologna fino a domani, dove cittadini e pendolari potranno salire a bordo e scoprire tutte le caratteristiche.
Alla presentazione, ieri sono intervenuti Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, Renato Mazzoncini, ad di Fs Italiane, Tiziano Onesti e Orazio Iacono, rispettivamente presidente e neo ad di Trenitalia, che hanno dato il via al “road show” dei nuovi treni, da Bologna destinati ad approdare anche nelle altre piazze italiane. Presenti anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione, Raffaele Donini, assessore ai Trasporti, Maurizio Manfellotto e Michele Viale, ad delle imprese costruttrici dei due treni, Hitachi Rail Italy e Alstom Italia.
«In Italia c’era bisogno di una rivoluzione – commenta soddisfatto Delrio – L’Italia ha un ritardo storico sul pendolarismo e sui diritti della mobilità dei cittadini quindi bisognava correre. Gli amministratori locali dell’Emilia-Romagna, che hanno fatto in questi anni un lavoro quotidiano, sono stati bravi perché hanno dimostrato che questa rivoluzione è possibile. Già abbiamo alcune decine di treni nuovi in circolazione, ne avvieremo diverse decine nei prossimi mesi. È una bellissima cosa che fa parte di un progetto industriale di Paese».
Delrio ha rivendicato come lo Stato non avesse «mai messo soldi per il rinnovo del parco mezzi rotabile, che fosse gomma o ferro. Noi abbiamo messo a disposizione adesso quasi sette miliardi di euro per rinnovare il materiale rotabile del trasporto ferroviario. E questa è una novità assoluta. Nel 2014 nelle fabbriche italiane, che producono i treni, c'era desolazione e sconforto perché mancavano commesse. Le Ferrovie dello Stato sono diventate committenti e oggi ci sono centinaia di operai che lavorano negli stabilimenti italiani per produrre i treni per i cittadini italiani».
Sul fronte del trasporto regionale «la musica sta cambiando, sostituiremo nei prossimi anni il 50% della flotta regionale di tutta Italia. Il 20% l'abbiamo già sostituito negli ultimi due anni, quindi ci troveremo con una flotta che sarà sicuramente la migliore d'Europa – aggiunge l’ad di Fs, Renato Mazzoncini – L'obiettivo è produrre lo stesso cambio di brand che hanno avuto i vecchi treni a lunga percorrenza, i vecchi Intercity, quando son diventate Frecce. Un cambio che si è molto basato sulla qualità dei nuovi treni e sulla qualità del servizio. Quindi abbiamo già iniziato negli ultimi due e tre anni per aumentare la puntualità, il comfort e la pulizia e adesso il grande salto con i treni nuovi».
Attrezzati con wi-fi, trasporto disabili e biciclette, i nuovi, treni attualmente in costruzione, cominceranno a circolare tra Piacenza e Rimini, passando anche per Reggio, sia sulla linea che corre lungo la via Emilia sia sulle altre tratte locali. «L’obiettivo di avere tutti i treni nuovi sul trasporto regionale entro la fine del mandato in Regione è un obiettivo realizzabile», afferma Raffaele Donini, assessore regionale ai Trasporti. Proprio l’Emilia-Romagna sarà infatti la prima regione italiana nella quale circoleranno i nuovi convogli: a livello nazionale, le nuove flotte dei treni regionali – 300 Rock prodotti da Hitachi Rail Italy e 150 Pop prodotti da Alstom – compongono una maxi fornitura da 450 nuovi convogli di una commessa da oltre 4 miliardi di euro che, per valore economico e numero di treni, non ha precedenti in Italia. L’obiettivo di Trenitalia è quello di avere un ritmo di consegna fino a 13 treni al mese, in coerenza con i Contratti di servizio che le Regioni hanno sottoscritto e sottoscriveranno con l’impresa di trasporto del Gruppo FS Italiane.
Pop e Rock, spiega ancora Mazzoncini, hanno una accelerazione del 50% superiore a quella dei treni attualmente in servizio: questo consentirà di ridurre i tempi di percorrenza e di modificare gli orari e di consumare il 30% di energia in meno. «È una sfida e una scommessa che abbiamo fatto tutti insieme con la gara del ferro, con la quale – ricorda il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – abbiamo anche garantito ossigeno fresco per il lavoro e l'impresa».
Alla presentazione, ieri sono intervenuti Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture, Renato Mazzoncini, ad di Fs Italiane, Tiziano Onesti e Orazio Iacono, rispettivamente presidente e neo ad di Trenitalia, che hanno dato il via al “road show” dei nuovi treni, da Bologna destinati ad approdare anche nelle altre piazze italiane. Presenti anche Stefano Bonaccini, presidente della Regione, Raffaele Donini, assessore ai Trasporti, Maurizio Manfellotto e Michele Viale, ad delle imprese costruttrici dei due treni, Hitachi Rail Italy e Alstom Italia.
«In Italia c’era bisogno di una rivoluzione – commenta soddisfatto Delrio – L’Italia ha un ritardo storico sul pendolarismo e sui diritti della mobilità dei cittadini quindi bisognava correre. Gli amministratori locali dell’Emilia-Romagna, che hanno fatto in questi anni un lavoro quotidiano, sono stati bravi perché hanno dimostrato che questa rivoluzione è possibile. Già abbiamo alcune decine di treni nuovi in circolazione, ne avvieremo diverse decine nei prossimi mesi. È una bellissima cosa che fa parte di un progetto industriale di Paese».
Delrio ha rivendicato come lo Stato non avesse «mai messo soldi per il rinnovo del parco mezzi rotabile, che fosse gomma o ferro. Noi abbiamo messo a disposizione adesso quasi sette miliardi di euro per rinnovare il materiale rotabile del trasporto ferroviario. E questa è una novità assoluta. Nel 2014 nelle fabbriche italiane, che producono i treni, c'era desolazione e sconforto perché mancavano commesse. Le Ferrovie dello Stato sono diventate committenti e oggi ci sono centinaia di operai che lavorano negli stabilimenti italiani per produrre i treni per i cittadini italiani».
Sul fronte del trasporto regionale «la musica sta cambiando, sostituiremo nei prossimi anni il 50% della flotta regionale di tutta Italia. Il 20% l'abbiamo già sostituito negli ultimi due anni, quindi ci troveremo con una flotta che sarà sicuramente la migliore d'Europa – aggiunge l’ad di Fs, Renato Mazzoncini – L'obiettivo è produrre lo stesso cambio di brand che hanno avuto i vecchi treni a lunga percorrenza, i vecchi Intercity, quando son diventate Frecce. Un cambio che si è molto basato sulla qualità dei nuovi treni e sulla qualità del servizio. Quindi abbiamo già iniziato negli ultimi due e tre anni per aumentare la puntualità, il comfort e la pulizia e adesso il grande salto con i treni nuovi».
Attrezzati con wi-fi, trasporto disabili e biciclette, i nuovi, treni attualmente in costruzione, cominceranno a circolare tra Piacenza e Rimini, passando anche per Reggio, sia sulla linea che corre lungo la via Emilia sia sulle altre tratte locali. «L’obiettivo di avere tutti i treni nuovi sul trasporto regionale entro la fine del mandato in Regione è un obiettivo realizzabile», afferma Raffaele Donini, assessore regionale ai Trasporti. Proprio l’Emilia-Romagna sarà infatti la prima regione italiana nella quale circoleranno i nuovi convogli: a livello nazionale, le nuove flotte dei treni regionali – 300 Rock prodotti da Hitachi Rail Italy e 150 Pop prodotti da Alstom – compongono una maxi fornitura da 450 nuovi convogli di una commessa da oltre 4 miliardi di euro che, per valore economico e numero di treni, non ha precedenti in Italia. L’obiettivo di Trenitalia è quello di avere un ritmo di consegna fino a 13 treni al mese, in coerenza con i Contratti di servizio che le Regioni hanno sottoscritto e sottoscriveranno con l’impresa di trasporto del Gruppo FS Italiane.
Pop e Rock, spiega ancora Mazzoncini, hanno una accelerazione del 50% superiore a quella dei treni attualmente in servizio: questo consentirà di ridurre i tempi di percorrenza e di modificare gli orari e di consumare il 30% di energia in meno. «È una sfida e una scommessa che abbiamo fatto tutti insieme con la gara del ferro, con la quale – ricorda il presidente della Regione, Stefano Bonaccini – abbiamo anche garantito ossigeno fresco per il lavoro e l'impresa».
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