Prelievo d’organi, intervento da record
Al Santa Maria Nuova 50 professionisti impegnati a seguito della morte cerebrale contemporanea di due pazienti
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REGGIO EMILIA . Impegno straordinario al Santa Maria Nuova per l’équipe di prelievo organi, a seguito della quasi contemporanea morte cerebrale, avvenuta il 4 ottobre scorso, di due pazienti ricoverati. La Rianimazione e l’ospedale tutto si sono preparati ad affrontare una situazione rara ed estremamente impegnativa. «A livello organizzativo la dilazione di una delle due osservazioni di morte sarebbe stata più agevole –spiega Laura Favilli, medico anestesista del Santa Maria Nuova e coordinatore locale per i prelievi e trapianti di organi – ma avrebbe comportato il rischio reale di perdere la possibilità di prelievo di organi da uno dei pazienti».
La legislazione italiana prevede, infatti, che alla diagnosi di morte cerebrale seguano sei ore di osservazione, all'inizio e alla fine delle quali è prevista l’esecuzione di un elettroencefalogramma sul quale la Commissione di specialisti appositamente nominata dalla direzione ospedaliera esprime il proprio parere.
È stato deciso, quindi, di mettere in campo uno sforzo organizzativo straordinario che ha coinvolto circa 50 professionisti ospedalieri tra rianimatori, anestesisti, cardiologi, medici di direzione sanitaria e di laboratorio, personale di sala operatoria, pneumologi, neurologi, oculisti, chirurghi vascolari, tecnici di elettrofisiologia, il centro trasfusionale, diversi infermieri e operatori sanitari.
«A questi professionisti vanno senz'altro aggiunti coloro i quali hanno operato al di fuori del nostro ospedale nell'organizzazione delle donazioni – continua Favilli – mi riferisco al centro riferimento trapianti di Bologna, ai chirurghi di Bologna, Modena, Udine, Cesena, agli autisti e al personale tecnico».
Le procedure di donazione si sono concluse 30 ore dopo il decesso dei donatori e hanno consentito di prelevare e trapiantare in altrettanti pazienti in lista d'attesa un cuore, due fegati e quattro reni. Le cornee e la cute dei donatori, inoltre, sono state trasferite nelle rispettive banche della nostra regione in attesa di essere destinate. «A tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato va il mio ringraziamento e la mia stima. Siamo stimolati a proseguire su questa strada – conclude Favilli –. Il percorso della donazione non è facile ma l'impegno professionale e umano è sicuramente ricompensato dalla certezza di avere contribuito a restituire salute a diverse persone. Un pensiero particolare va alle famiglie dei donatori che, pur in un momento di grande dolore, hanno saputo compiere un gesto di generosità e alto valore sociale».
«Sono stati coinvolti oltre cinquanta professionisti dell’Ospedale Santa Maria Nuova – commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi –. Questo misura la complessità e la delicatezza di questi interventi che hanno permesso di salvare due persone e altre ancora potranno essere aiutate. Dobbiamo quindi essere grati tutti noi come cittadini verso i nostri professionisti per l’abnegazione messa in campo e per la qualità organizzativa che hanno mostrato. La mia è la soddisfazione di tutto il nostro servizio sanitario».
La legislazione italiana prevede, infatti, che alla diagnosi di morte cerebrale seguano sei ore di osservazione, all'inizio e alla fine delle quali è prevista l’esecuzione di un elettroencefalogramma sul quale la Commissione di specialisti appositamente nominata dalla direzione ospedaliera esprime il proprio parere.
È stato deciso, quindi, di mettere in campo uno sforzo organizzativo straordinario che ha coinvolto circa 50 professionisti ospedalieri tra rianimatori, anestesisti, cardiologi, medici di direzione sanitaria e di laboratorio, personale di sala operatoria, pneumologi, neurologi, oculisti, chirurghi vascolari, tecnici di elettrofisiologia, il centro trasfusionale, diversi infermieri e operatori sanitari.
«A questi professionisti vanno senz'altro aggiunti coloro i quali hanno operato al di fuori del nostro ospedale nell'organizzazione delle donazioni – continua Favilli – mi riferisco al centro riferimento trapianti di Bologna, ai chirurghi di Bologna, Modena, Udine, Cesena, agli autisti e al personale tecnico».
Le procedure di donazione si sono concluse 30 ore dopo il decesso dei donatori e hanno consentito di prelevare e trapiantare in altrettanti pazienti in lista d'attesa un cuore, due fegati e quattro reni. Le cornee e la cute dei donatori, inoltre, sono state trasferite nelle rispettive banche della nostra regione in attesa di essere destinate. «A tutti coloro che hanno lavorato per questo risultato va il mio ringraziamento e la mia stima. Siamo stimolati a proseguire su questa strada – conclude Favilli –. Il percorso della donazione non è facile ma l'impegno professionale e umano è sicuramente ricompensato dalla certezza di avere contribuito a restituire salute a diverse persone. Un pensiero particolare va alle famiglie dei donatori che, pur in un momento di grande dolore, hanno saputo compiere un gesto di generosità e alto valore sociale».
«Sono stati coinvolti oltre cinquanta professionisti dell’Ospedale Santa Maria Nuova – commenta l’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi –. Questo misura la complessità e la delicatezza di questi interventi che hanno permesso di salvare due persone e altre ancora potranno essere aiutate. Dobbiamo quindi essere grati tutti noi come cittadini verso i nostri professionisti per l’abnegazione messa in campo e per la qualità organizzativa che hanno mostrato. La mia è la soddisfazione di tutto il nostro servizio sanitario».
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