Rapina in panetteria, condannato a 2 anni
Sentenza con rito abbreviato per il 34enne Guglielmo Drammis, che rubò l’incasso di “Pane più”
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REGGIO EMILIA. Il 31 marzo dell’anno scorso aveva puntato un coltello contro una dipendente di una panetteria per farsi consegnare l’incasso. Ma ora, per il 34enne Guglielmo Drammis, è arrivata la condanna con rito abbreviato a due anni di reclusione e alla multa di 800 euro, sentenza divenuta irrevocabile proprio a ottobre.
Ad arrestare il ragazzo è stata la polizia di stato che, all’epoca dei fatti, è accorsa presso la “Pane più” di via Papa Giovanni, dove era stata segnalata una rapina da parte di un uomo incappucciato. Le successive indagini della Squadra Mobile reggiana si sono poi concentrate su Drammis, un nome a quel tempo ben noto alle forze dell’ordine. Quindi l’arresto e infine la condanna a due anni di carcere.
Ma il nome di Guglielmo Drammis non è la prima volta che finisce al centro della cronaca. A giugno del 2015, ad esempio, in viale Risorgimento era stato infatti sorpreso dai carabinieri con 11 grammi di eroina, contenuti in un involucro che custodiva nella tasca dei pantaloni. In quella circostanza, all’allora 32enne era stato sequestrato il telefono cellulare, che non ha mai smesso di suonare durante tutti i controlli.
Un anno prima, però, il suo nome era comparso per altre ragioni. Aveva, infatti, fatto discutere la sua presenza come scrutinatore durante le elezioni amministrative nel seggio numero 7 per una ragione specifica: il fatto che ci fosse anche il padre come presidente dello stesso seggio.
La questione – sua, ma non solo sua – aveva fatto parlare di “parentopoli” nei seggi elettorali, come di qualcosa di poco opportuno. Tanto che c’era stata più di un’iniziativa contro questa possibilità da parte di esponenti di forze politiche diverse, che invocavano un cambiamento delle regole di nomina di scrutatori, presidenti e segretari di seggio.
Adesso questa nuova vicenda, ma di natura giudiziaria. Subito dopo il colpo a “Pane Più”, le indagini si sono concentrate subito sulla figura del giovane Drammis, già monitorato in relazioni ad altri episodi che, in quel periodo, avevano visto come protagonista la zona della città in cui si trova proprio la panetteria, in via Papa Giovanni. Su di lui, inoltre, alla Mobile risultavano già precedenti per reati contro il patrimonio. Nel processo, con rito abbrevviato, Drammis avrebbe ammesso il fatto. Di qui la condanna alla pena della reclusione di due anni e alla multa di 800 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ad arrestare il ragazzo è stata la polizia di stato che, all’epoca dei fatti, è accorsa presso la “Pane più” di via Papa Giovanni, dove era stata segnalata una rapina da parte di un uomo incappucciato. Le successive indagini della Squadra Mobile reggiana si sono poi concentrate su Drammis, un nome a quel tempo ben noto alle forze dell’ordine. Quindi l’arresto e infine la condanna a due anni di carcere.
Ma il nome di Guglielmo Drammis non è la prima volta che finisce al centro della cronaca. A giugno del 2015, ad esempio, in viale Risorgimento era stato infatti sorpreso dai carabinieri con 11 grammi di eroina, contenuti in un involucro che custodiva nella tasca dei pantaloni. In quella circostanza, all’allora 32enne era stato sequestrato il telefono cellulare, che non ha mai smesso di suonare durante tutti i controlli.
Un anno prima, però, il suo nome era comparso per altre ragioni. Aveva, infatti, fatto discutere la sua presenza come scrutinatore durante le elezioni amministrative nel seggio numero 7 per una ragione specifica: il fatto che ci fosse anche il padre come presidente dello stesso seggio.
La questione – sua, ma non solo sua – aveva fatto parlare di “parentopoli” nei seggi elettorali, come di qualcosa di poco opportuno. Tanto che c’era stata più di un’iniziativa contro questa possibilità da parte di esponenti di forze politiche diverse, che invocavano un cambiamento delle regole di nomina di scrutatori, presidenti e segretari di seggio.
Adesso questa nuova vicenda, ma di natura giudiziaria. Subito dopo il colpo a “Pane Più”, le indagini si sono concentrate subito sulla figura del giovane Drammis, già monitorato in relazioni ad altri episodi che, in quel periodo, avevano visto come protagonista la zona della città in cui si trova proprio la panetteria, in via Papa Giovanni. Su di lui, inoltre, alla Mobile risultavano già precedenti per reati contro il patrimonio. Nel processo, con rito abbrevviato, Drammis avrebbe ammesso il fatto. Di qui la condanna alla pena della reclusione di due anni e alla multa di 800 euro.
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