Eroina alla Mediopadana condannato il corriere
di Enrico Lorenzo Tidona
Quattro anni e sei mesi di carcere per il 46enne pakistano arrestato a marzo Arrivato a Reggio in alta velocità, in pancia aveva 60 ovuli importati dalla Grecia
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Pochi controlli e alta velocità di spostamento. Un mix vincente agli occhi di un pakistano di 46 anni, Zahoor Haq, che il 25 marzo non ha fatto però bene i suoi calcoli una volta arrivato nella stazione Mediopadana di Reggio. L’uomo partito dalla Grecia portava in corpo una bomba ad orologeria formata da ben 60 ovuli di eroina. A Roma aveva preso il treno Frecciarossa 9572 giungendo alla Mediopadana dove è stato però fermato e controllato dalla polizia ferroviaria. Ieri, davanti al gup Angela Baraldi, l’uomo difeso dall’avvocato Federico De Belvis, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere dopo aver pienamente confessato il reato nel processo la cui pubblica accusa era affidata al sostituto procuratore Claudio Santangelo.
L’imputato aveva ingerito 60 ovuli per un peso di quasi mezzo chilo di eroina, che una volta suddivisi avrebbero portato a oltre duemila dosi da spacciare. Già davanti al giudice per l’indagine preliminare, il corriere della droga si era scusato più volte con le lacrime agli occhi, affermando di essere disoccupato e di dover mantenere, in Grecia, la famiglia con quattro figli. Il 46enne vive infatti ad Atene e una volta giunto a Roma ha viaggiato in treno ai 300 chilometri l’ora su un Frecciarossa finché non è giunto a Reggio e nella stazione Mediopadana, dove è incappato in un controllo della Polfer, che presidia lo scalo ora luogo di passaggio anche di traffici illeciti. Probabilmente al parcheggio c’era qualcuno ad attenderlo ma gli agenti sono riusciti a bloccare questo ingente traffico di eroina con punto d’arrivo la nostra città. Per il corriere della droga il pm Claudio Santangelo aveva subito chiesto la misura cautelare in carcere. Sia sulla convalida dell’arresto che sulla misura cautelare il giudice De Luca aveva disposto l’arresto in carcere. Quando è stato fermato dai poliziotti il pakistano si è subito comportato in modo sospetto. Ad una prima perquisizione sono stati trovati in suo possesso solo due telefonini, però la successiva radiografia ha svelato cosa avesse ingurgitato, cioè mezzo chilo di eroina suddivisa in sessanta ovuli.
L’idea di fondo è che la stazione dell’alta velocità possa essere utilizzata anche dai corrieri della droga per spostamenti effettuati in tempo breve dalle grandi città dello smercio verso le città della Pianura Padana. Traffici ora sotto la lente di ingrandimento della polizia ferroviaria, che effettua controlli anche sulla stazione di Mancasale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’imputato aveva ingerito 60 ovuli per un peso di quasi mezzo chilo di eroina, che una volta suddivisi avrebbero portato a oltre duemila dosi da spacciare. Già davanti al giudice per l’indagine preliminare, il corriere della droga si era scusato più volte con le lacrime agli occhi, affermando di essere disoccupato e di dover mantenere, in Grecia, la famiglia con quattro figli. Il 46enne vive infatti ad Atene e una volta giunto a Roma ha viaggiato in treno ai 300 chilometri l’ora su un Frecciarossa finché non è giunto a Reggio e nella stazione Mediopadana, dove è incappato in un controllo della Polfer, che presidia lo scalo ora luogo di passaggio anche di traffici illeciti. Probabilmente al parcheggio c’era qualcuno ad attenderlo ma gli agenti sono riusciti a bloccare questo ingente traffico di eroina con punto d’arrivo la nostra città. Per il corriere della droga il pm Claudio Santangelo aveva subito chiesto la misura cautelare in carcere. Sia sulla convalida dell’arresto che sulla misura cautelare il giudice De Luca aveva disposto l’arresto in carcere. Quando è stato fermato dai poliziotti il pakistano si è subito comportato in modo sospetto. Ad una prima perquisizione sono stati trovati in suo possesso solo due telefonini, però la successiva radiografia ha svelato cosa avesse ingurgitato, cioè mezzo chilo di eroina suddivisa in sessanta ovuli.
L’idea di fondo è che la stazione dell’alta velocità possa essere utilizzata anche dai corrieri della droga per spostamenti effettuati in tempo breve dalle grandi città dello smercio verso le città della Pianura Padana. Traffici ora sotto la lente di ingrandimento della polizia ferroviaria, che effettua controlli anche sulla stazione di Mancasale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
