Finisce in carcere il rapinatore della villa
Quattro anni e 6 mesi al 33enne che, con la complicità del maggiordomo, rubò nella casa di Parma e picchiò il proprietario
2 MINUTI DI LETTURA
SANT’ILARIO. È stato arrestato e condotto in carcere per scontare la pena uno degli autori della violenta rapina commessa la notte del 15 luglio a casa del faccendiere Aldo Pietro Ferrari a Martorano di Parma.
Il 33enne Constantin Ciprian Cruceru, moldavo con passaporto rumeno, deve scontare 3 anni e 2 mesi per la rapina (pena patteggiata) e un altro anno e 4 mesi per il reato di uso di atto falso (utilizzava l’alias di Ion Timotin).
Complessivamente quindi 4 anni e 6 mesi di reclusione a cui vanno detratti i periodi di detenzione cautelare in regime di arresti domiciliari.
I militari di Sant’Ilario, dove l’uomo risiede, hanno applicato nelle scorse ore l’ordine di carcerazione dopo che la condanna è diventata definitiva.
La violenta rapina di Martorano era stata commessa dal moldavo e da un connazionale. Per quella vicenda è finito nei guai anche il maggiordomo infedele, un uomo di Ramiseto, condannato a 2 anni e 8 mesi.
I rapinatori avevano legato al letto e picchiato il padrone di casa, Aldo Pietro Ferrari, sorpreso nel sonno. Poi avevano rubato tutto: gioielli e soldi. Il bottino di quel raid era stato molto ingente.
Dopo mesi di indagini i responsabili, erano stati individuati dalla sezione antirapine della squadra Mobile di Parma.
Gli accertamenti avevano portato anche al sequestro, in un anfratto posto in un garage di Cella, di una borsa sportiva sigillata contenente un ingente quantitativo di gioielli, coltelli, orologi, ben 10.000 euro in contanti e altre banconote in lire.
Dopo la rapina il moldavo aveva cambiato nome, probabilmente per depistare gli inquirenti. Al momento dell’arresto aveva fornito false generalità e per questo si è preso un ulteriore condanna, questa volta dal tribunale di Reggio.
Oltre ai due esecutori materiali che hanno patteggiato una pena di tre anni e due mesi oltre a mille euro di multa, nell’inchiesta era finito anche un 65enne originario di Ramiseto, maggiordomo “infedele” della vittima. L’uomo infatti finito in manette nell’aprile dell’anno scorso a dicembre delle stesso anno è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per aver architettato la violenta rapina.
La vittima della rapina, lo spezzino 72enne Aldo Pietro Ferrari, è imputato nel processo Aemilia. Un anno fa il faccendiere è stato arrestato per una maxi truffa dalla Finanza di Parma.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il 33enne Constantin Ciprian Cruceru, moldavo con passaporto rumeno, deve scontare 3 anni e 2 mesi per la rapina (pena patteggiata) e un altro anno e 4 mesi per il reato di uso di atto falso (utilizzava l’alias di Ion Timotin).
Complessivamente quindi 4 anni e 6 mesi di reclusione a cui vanno detratti i periodi di detenzione cautelare in regime di arresti domiciliari.
I militari di Sant’Ilario, dove l’uomo risiede, hanno applicato nelle scorse ore l’ordine di carcerazione dopo che la condanna è diventata definitiva.
La violenta rapina di Martorano era stata commessa dal moldavo e da un connazionale. Per quella vicenda è finito nei guai anche il maggiordomo infedele, un uomo di Ramiseto, condannato a 2 anni e 8 mesi.
I rapinatori avevano legato al letto e picchiato il padrone di casa, Aldo Pietro Ferrari, sorpreso nel sonno. Poi avevano rubato tutto: gioielli e soldi. Il bottino di quel raid era stato molto ingente.
Dopo mesi di indagini i responsabili, erano stati individuati dalla sezione antirapine della squadra Mobile di Parma.
Gli accertamenti avevano portato anche al sequestro, in un anfratto posto in un garage di Cella, di una borsa sportiva sigillata contenente un ingente quantitativo di gioielli, coltelli, orologi, ben 10.000 euro in contanti e altre banconote in lire.
Dopo la rapina il moldavo aveva cambiato nome, probabilmente per depistare gli inquirenti. Al momento dell’arresto aveva fornito false generalità e per questo si è preso un ulteriore condanna, questa volta dal tribunale di Reggio.
Oltre ai due esecutori materiali che hanno patteggiato una pena di tre anni e due mesi oltre a mille euro di multa, nell’inchiesta era finito anche un 65enne originario di Ramiseto, maggiordomo “infedele” della vittima. L’uomo infatti finito in manette nell’aprile dell’anno scorso a dicembre delle stesso anno è stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione per aver architettato la violenta rapina.
La vittima della rapina, lo spezzino 72enne Aldo Pietro Ferrari, è imputato nel processo Aemilia. Un anno fa il faccendiere è stato arrestato per una maxi truffa dalla Finanza di Parma.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
