Genitoni rinnova l’appello e Cavana lascia il consiglio
CASTELNOVO MONTI . Risponde alle critiche del sindaco Enrico Bini il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Castelnovo, Massimiliano Genitoni, che ribadisce la proposta di dimissioni collettive del...
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CASTELNOVO MONTI . Risponde alle critiche del sindaco Enrico Bini il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Castelnovo, Massimiliano Genitoni, che ribadisce la proposta di dimissioni collettive del consiglio comunale, presentate però solo dal collega di partito Roberto Cavana, come protesta contro la chiusura del Punto nascite del Sant’Anna. E annuncia anche l’intenzione di non ricandidarsi.
La prima risposta di Genitoni è sul suo impegno a difesa del punto nascite: «Mi sono da subito attivato con il nostro gruppo consigliare a sostegno del nascente comitato cittadino “Salviamo le Cicogne di Montagna” – afferma il capogruppo M5s – al tempo stesso oltre a richiedere l’aiuto dei nostri consiglieri regionali Gianluca Sassi e Rafaella Sensoli abbiamo iniziato azioni ufficiali sia nel consiglio comunale sia nel consiglio dei comuni presentando il documento redatto dal comitato, trovando però resistenze ad approvarlo. Abbiamo quindi iniziato ad attivarci per creare una rete di comuni solidali alla nostra causa nell’intera provincia. Ho insistito in prima persona perché si svolgesse un incontro ufficiale tra il sindaco e una rappresentanza del comitato, al quale poi ho partecipato. Abbiamo messo in contatto il comitato con i comitati nazionali per elaborare azioni più efficaci sul territorio. Sono sempre stato presente agli incontri organizzati dal comitato e dal sindaco ma ad un certo punto non mi sono stato più convocato dal primo cittadino. Quindi dire che non mi sono impegnato su questo tema è falso».
«Tornando al merito della questione – ha poi concluso Genitoni – mi permetto di rinnovare l’invito a una azione di protesta nei confronti della Regione con le dimissioni dell’intero consiglio per due ragioni: visti i risultati ottenuti non penso che rimanendo in carica potremmo ottenerne dei migliori riguardo a un servizio fondamentale per i nostri cittadini quale il punto nascita. Inoltre le lotte per la salvaguardia dei diritti hanno sempre implicato di prendere posizioni nette. Quando gli operai pensano di essere stati privati di un diritto scioperano contro l’azienda in lavorano e non contro ignoti. Nel nostro caso l’azienda è la Regione e il “padrone” è il Pd che la governa. Rimanere sarebbe essere complici». Per finire un’anticipazione sulla sua ricandidatura: «Rassicurando sia il sindaco sia i cittadini riguardo ai miei presunti “ritorni politici”: non ho intenzione di ricandidarmi. Ho un lavoro che impegna molto del mio tempo e una famiglia che merita il resto».
Intanto però l'unico ad essersi dimesso è proprio un pentastellato, il medico Roberto Cavana, peraltro in consiglio comunale dal 28 settembre in sostituzione della dimissionaria Simona Sentieri. «Qualcuno dirà che è una strumentalizzazione – spiega Cavana – ma mi sono dimesso per coerenza e rispetto dei cittadini che hanno fatto la fiaccolata per il punto nascite. E sarei pronto a farne una ancora più grande per l’. Non è nel mio dna prendere in giro la gente».
La prima risposta di Genitoni è sul suo impegno a difesa del punto nascite: «Mi sono da subito attivato con il nostro gruppo consigliare a sostegno del nascente comitato cittadino “Salviamo le Cicogne di Montagna” – afferma il capogruppo M5s – al tempo stesso oltre a richiedere l’aiuto dei nostri consiglieri regionali Gianluca Sassi e Rafaella Sensoli abbiamo iniziato azioni ufficiali sia nel consiglio comunale sia nel consiglio dei comuni presentando il documento redatto dal comitato, trovando però resistenze ad approvarlo. Abbiamo quindi iniziato ad attivarci per creare una rete di comuni solidali alla nostra causa nell’intera provincia. Ho insistito in prima persona perché si svolgesse un incontro ufficiale tra il sindaco e una rappresentanza del comitato, al quale poi ho partecipato. Abbiamo messo in contatto il comitato con i comitati nazionali per elaborare azioni più efficaci sul territorio. Sono sempre stato presente agli incontri organizzati dal comitato e dal sindaco ma ad un certo punto non mi sono stato più convocato dal primo cittadino. Quindi dire che non mi sono impegnato su questo tema è falso».
«Tornando al merito della questione – ha poi concluso Genitoni – mi permetto di rinnovare l’invito a una azione di protesta nei confronti della Regione con le dimissioni dell’intero consiglio per due ragioni: visti i risultati ottenuti non penso che rimanendo in carica potremmo ottenerne dei migliori riguardo a un servizio fondamentale per i nostri cittadini quale il punto nascita. Inoltre le lotte per la salvaguardia dei diritti hanno sempre implicato di prendere posizioni nette. Quando gli operai pensano di essere stati privati di un diritto scioperano contro l’azienda in lavorano e non contro ignoti. Nel nostro caso l’azienda è la Regione e il “padrone” è il Pd che la governa. Rimanere sarebbe essere complici». Per finire un’anticipazione sulla sua ricandidatura: «Rassicurando sia il sindaco sia i cittadini riguardo ai miei presunti “ritorni politici”: non ho intenzione di ricandidarmi. Ho un lavoro che impegna molto del mio tempo e una famiglia che merita il resto».
Intanto però l'unico ad essersi dimesso è proprio un pentastellato, il medico Roberto Cavana, peraltro in consiglio comunale dal 28 settembre in sostituzione della dimissionaria Simona Sentieri. «Qualcuno dirà che è una strumentalizzazione – spiega Cavana – ma mi sono dimesso per coerenza e rispetto dei cittadini che hanno fatto la fiaccolata per il punto nascite. E sarei pronto a farne una ancora più grande per l’. Non è nel mio dna prendere in giro la gente».
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