Giovane assolto: non è il rapinatore in bici
Correggio, il 23enne era stato accusato nel 2015 di aver aggredito un uomo e avergli rubato 380 euro
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CORREGGIO. Era accusato di un reato assai grave: rapina pluriaggravata, commessa secondo l’accusa a Correggio la sera del 20 settembre del 2015. Una imputazione per la quale il pm Claudio Santangelo aveva chiesto 4 anni di carcere. Il gup Angela Baraldi ha invece assolto ieri il 23enne originario di Assago, ma che era a Correggio per lavoro, per non aver commesso il fatto.
I difensori dell’imputato, gli avvocati Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella, hanno portato davanti al gup una serie di dubbi rispetto alla ricostruzione fatta dall’uomo rapinato di 380 euro. Due testimoni hanno confermato che i fatti non si erano svolti come descritto dalla vittima.
Tutto è partito al bar Barzellette di Correggio, dove l’uomo aveva detto di essere stato oggetto di vessazioni da parte di un gruppo di giovani che avevano cercato di sfilargli il portafogli. L’imputato milanese poi indicato dalla vittima, ha invece affermato che l’uomo aveva offerto al gruppo di ragazzi diversi “giri” al bar di bevande analcoliche, salvo poi dire loro che non aveva intenzione alcuna di saldare il conto.
L’uomo aveva anche raccontato di essersi poi allontanato dal bar verso l’1.30 del mattino in sella alla sua bicicletta elettrica. Una volta giunto a Mandrio sarebbe stato raggiunto da due persone sempre in bicicletta, che l’avrebbero fermato coprendogli la testa con un panno per poi rubargli il portafogli e scappare via sempre in bici.
Durante il processo sono stati prodotti anche i filmati interni del bar in cui si vedeva l’uomo in compagnia del gruppo di ragazzi, con i quali effettivamente si era intrattenuto per diverso tempo.
Pochi giorni dopo l’uomo è andato dai carabinieri indicando due dei ragazzi accusandoli dell’efferata rapina in concorso. Durante l’udienza sono state quindi evidenziate una serie di anomalie, partendo proprio dalle telecamere a circuito chiuso del bar dove i fatti venivano rappresentati in modo diverso.
A indurre l’uomo all’identificazione del 23enne «potrebbe essere stata la maglia verde – hanno affermato legali del giovane – la vittima potrebbe essersi confusa».
Enrico Lorenzo Tidona
I difensori dell’imputato, gli avvocati Domenico Noris Bucchi e Luigi Scarcella, hanno portato davanti al gup una serie di dubbi rispetto alla ricostruzione fatta dall’uomo rapinato di 380 euro. Due testimoni hanno confermato che i fatti non si erano svolti come descritto dalla vittima.
Tutto è partito al bar Barzellette di Correggio, dove l’uomo aveva detto di essere stato oggetto di vessazioni da parte di un gruppo di giovani che avevano cercato di sfilargli il portafogli. L’imputato milanese poi indicato dalla vittima, ha invece affermato che l’uomo aveva offerto al gruppo di ragazzi diversi “giri” al bar di bevande analcoliche, salvo poi dire loro che non aveva intenzione alcuna di saldare il conto.
L’uomo aveva anche raccontato di essersi poi allontanato dal bar verso l’1.30 del mattino in sella alla sua bicicletta elettrica. Una volta giunto a Mandrio sarebbe stato raggiunto da due persone sempre in bicicletta, che l’avrebbero fermato coprendogli la testa con un panno per poi rubargli il portafogli e scappare via sempre in bici.
Durante il processo sono stati prodotti anche i filmati interni del bar in cui si vedeva l’uomo in compagnia del gruppo di ragazzi, con i quali effettivamente si era intrattenuto per diverso tempo.
Pochi giorni dopo l’uomo è andato dai carabinieri indicando due dei ragazzi accusandoli dell’efferata rapina in concorso. Durante l’udienza sono state quindi evidenziate una serie di anomalie, partendo proprio dalle telecamere a circuito chiuso del bar dove i fatti venivano rappresentati in modo diverso.
A indurre l’uomo all’identificazione del 23enne «potrebbe essere stata la maglia verde – hanno affermato legali del giovane – la vittima potrebbe essersi confusa».
Enrico Lorenzo Tidona
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