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Minacciò lo zio e il nonno ma ora può tornare a casa

Minacciò lo zio e il nonno ma ora può tornare a casa

Gualtieri, il 33enne Davide Rovesti era finito in cella per le aggressioni ai parenti Il giudice lo scarcera e dispone la misura cautelare dell’obbligo di firma

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GUALTIERI. Il 19 giugno scorso era stato arrestato perché durante un litigio in famiglia era arrivato ad usare violenza anche verso l’anziano nonno e a danneggiare un’auto. Il suo carattere irascibile lo aveva portato prima a squarciare le gomme dell’auto dello zio minacciandolo di morte, poi ad aggredire il nonno che gli aveva chiesto il perché del gesto sconsiderato e a danneggiare a sua volta anche l’auto di quest'ultimo. Dopo l’arresto tornò a casa ma, non presentandosi alla polizia giudiziaria come disposto, è stato incarcerato.

Ora, dopo la prigionia partita ad agosto, si alleggerisce la misura cautelare nei confronti del 33enne Davide Rovesti di Gualtieri, difeso dall’avvocato Domenico Noris Bucchi, e che era già stato arrestato per lesioni e danneggiamento aggravato. Il giudice ha sostituito la misura del carcere con un meno afflittivo obbligo di firma, che ha riportato Rovesti nella sua abitazione di Gualtieri. Non solo: il giudice ha deciso di risentire il nonno per cercare di fare luce una volta per tutte sulla vicenda che ha fatto molto scalpore vista la violenza usata contro i familiari.

All’epoca dei fatti, i carabinieri di Gualtieri hanno proceduto all’arresto dell’uomo, al quale era stata concessa poi la misura cautelare più “leggera” dell’obbligo di presentarsi giornalmente alla polizia giudiziaria. Ma dopo qualche giorno il 33enne era tornato ad alterarsi. Aveva smesso di presentarsi alla polizia giudiziaria e le conseguenti segnalazioni di tali inadempienze, effettuate dai carabinieri di Gualtieri, corredate anche da rapporti relativi al perdurare dei suoi atteggiamenti irrispettosi e violenti, avevano indotto l’autorità giudiziaria ad emettere un provvedimento di inasprimento della misura cautelare già in atto.

Ricevuto il provvedimento dal tribunale di Reggio, ai carabinieri di Gualtieri non era rimasto altro che arrestare nuovamente il 33enne di Gualtieri e condurlo alla casa circondariale di Reggio Emilia, dove è rimasto fino a poche ore fa.

La vicenda era iniziata su indicazione di un cittadino che a giugno aveva allertato i carabinieri. Il residente aveva segnalato infatti l’aggressione ai danni di un 85enne. Un comportamento particolarmente violento di un giovane che poco prima aveva spinto a terra l’anziano causandogli lesioni all’anca, alla testa e al fianco, giudicate poi guaribili in cinque giorni.

Il motivo? Il nonno aveva raggiunto il nipote al bar per chiedergli per quale motivo avesse danneggiato l’auto dello zio. In effetti i carabinieri hanno potuto accertare che nelle ore precedenti il 33enne aveva squarciato le ruote dell’auto dello zio e di sua moglie. Prima dell’atto vandalico aveva addirittura minacciato di morte lo stesso zio puntandogli contro un coltello. Per tutta risposta, alla domanda dell’anziano, il giovane ha reagito spingendolo a terra e poi, non contento, utilizzando un disco da bilanciere del peso di due chili, ha sfondato il parabrezza dell'auto del nonno parcheggiata davanti al locale. (e.l.t.)

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