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Frode fiscale, Wally Bonvicini resta dentro

Frode fiscale, Wally Bonvicini resta dentro

Cadelbosco: il Riesame respinge la scarcerazione della reggiana arrestata dalla Finanza di Parma

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CADELBOSCO. Resta in carcere Wally Bonvicini, la presidente dell’associazione antiusura Federitalia arrestata lo scorso 16 settembre con l’accusa di aver architettato frodi milionarie ai danni del Fisco in concorso con altre persone.

L’imprenditrice originaria di Cadelbosco, aveva presentato istanza di scarcerazione al Riesame tramite il suo avvocato Luca Berni. Richiesta che il Riesame ha però respinto.

Un altro degli arrestati, il friulano Sante Scian, è invece finito ai domiciliari.

La reggiana è finita al centro di una maxi inchiesta delle fiamme gialle, con otto arresti, 26 indagati e il sequestro di 7 milioni di euro, 49 società, 12 immobili e 2 siti internet. Un sodalizio criminale di valenza internazionale che, grazie all’aiuto di professionisti e un notaio, e avendo come copertura niente meno che un’associazione antiusura, la Federitalia, con sede a Parma, riusciva a evitare ai propri clienti, con congrua remunerazione, di pagare le tasse.

Strumento chiave per mettere in atto l’evasione era la costituzione di trust: negozi giuridici ad hoc che facevano confluire i patrimoni dei clienti in società estere (in Slovenia, Croazia e Senegal) e a soggetti terzi, rendendoli di fatto non più aggredibili dall’autorità giudiziaria o dai creditori. Un meccanismo ben congegnato, per permettere ai soci di evadere bellamente, pur in presenza di solidi patrimoni.

Oppure, in diversi casi accertati dalla Finanza, il gruppo approfittava della debolezza psicologica di imprenditori in difficoltà finendo per spolparli delle ultime risorse. Li convincevano a ricorrere ai loro servigi con la prospettiva di una sicura restituzione dei soldi sborsati sotto forma di vitalizi mensili, non tracciabili fiscalmente. Peccato però che poi, al momento giusto, i salvatori si rendessero irreperibili.

A Reggio sono stati effettuati diversi sequestri tra i numerosissimi disposti nella stessa operazione.

Diversi i reati contestati dalla procura di Parma: si va dalla sottrazione fraudolenta al pagamento di imposta, alla mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, fino alla calunnia.

Wally Bonvicini è nata a Cadelbosco 65 anni fa e si è trasferita nel Parmense nel ’76. Fondatrice dell’associazione FederItalia «a tutela dei diritti dei cittadini», per la quale partecipava spesso a conferenze e convegni in giro per l’Italia, Bonvicini ne è anche presidente. Il sito di FederItalia secondo gli inquirenti faceva da paravento alle attività illecite. La donna nel 2012 è stata anche a capo di una lista civica alle elezioni amministrative di Parma.

La reggiana nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva respinto le accuse.

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