Gli anestesisti: il punto nascite di Scandiano va chiuso
Fra due anni scade la deroga concessa dal ministero e i rianimatori chiedono che siano «monitorati i requisiti di sicurezza»
SCANDIANO. Plaudono alla chiusura dei punti nascita: «Una buona notizia per la sicurezza delle donne». E guardano ancora più in là auspicando «un controllo puntuale per le strutture in deroga». Perché per gli anestesisti-rianimatori «centralizzare le nascite permette di rispondere con cure adeguate e percorsi nascita personalizzati e sicuri alle esigenze delle mamme». E quindi i punti nascite di Mirandola (Modena), Cento (Ferrara) e Scandiano, attualmente aperti grazie alla deroga negata a Castelnovo Monti, devono essere sottoposti «a stretto monitoraggio affinché i requisiti di sicurezza siano sempre garantiti». Insomma, in poche parole, se fra due anni non dovessero raggiungere il numero di 500 parti l’anno, la sezione emiliana dell’associazione Anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica (Aaroi-emac) punta alla loro chiusura.
La deroga che consente al punto nascite del Magati di continuare a operare ha una durata di due anni. Passato questo periodo la Commissione nascite regionale e quella nazionale si dovranno occupare di nuovo del caso. E il peso maggiore, come si è visto nel caso di Castelnovo Monti, lo avranno i numeri. Attualmente il Magati potrebbe essere bocciato per un nulla. Nel 2016 si sono registrati 490 parti. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’accordo Stato-Regioni del 2010 fissano in almeno 1.000 nascite all’anno il parametro standard per il mantenimento dei punti nascita e in 500 parti la soglia minima definita di sicurezza.
Per ora la Commissione nascite nazionale (e anche quella regionale che ha chiesto la deroga) ha sorvolato sui dieci parti in meno rispetto al limite minimo. Ma il trend del punto nascite di Scandiano è negativo. Nel loro ultimo documento unitario, i direttori di strutture complesse, semplici dipartimentali, coordinatrici infermieristiche e ostetriche dell'Ausl reggiana non solo hanno sostenuto le motivazioni per la chiusura dei piccoli punti nascite, ma hanno anche sottolineato come «da diversi anni si registri un rilevante calo della natalità (del 16,2% negli ultimi 6 anni), tale decremento non è omogeneo su tutto il territorio reggiano concentrandosi maggiormente nei punti nascita di Scandiano e Castelnovo Monti (rispettivamente del 30,8 e del 25,6%.).
Se si dovesse confermare quel meno 30,8%, salvare la struttura scandianese sarà difficile se non impossibile. E i medici, ancor più che la Regione e l’amministrazione dell’Ausl, saranno i primi a chiederne la chiusura.
E su questo fronte, tra i più attenti ci saranno gli anestesisiti-rianimatori sempre «a disposizione per spiegare ancora una volta alle comunità che i piccoli punti nascite, sebbene più vicini a casa, siano ad alto rischio per la sicurezza della donna e del bambino».
«La battaglia da fare – spiega Teresa Matarazzo, vice presidente nazionale dell’Aaroi-emac – è quella culturale di formazione e di informazione con le donne, future mamme, e di programmazione di un percorso nascita che permetta di superare in sicurezza i disagi possibili legati alle situazioni geografiche più difficili. È importante far capire che un parto in una struttura che registra 124, 153 o 196 parti all’anno non ha le garanzie di sicurezza richieste a livello nazionale e internazionale».
Da qui non solo la velata richiesta di chiusura «affinché i requisiti di sicurezza vengano sempre garantiti senza ricorrere ad espedienti fantasiosi come la turnazione», ma un diktat a Regione e Ausl: «Se proprio devono rimanere aperti – sottolinea la Matarazzo –, i punti nascite di Scandiano, Mirandola e Cento dovranno rispettare gli standard clinici e organizzativi, a partire dal numero adeguato di personale e l’imprescindibile presenza dell’anestesista dedicato in sede H24 per le eventuali urgenze e magari arrivare finalmente a offrire il servizio di parto in analgesia epidurale».
Insomma, il punto nascite del Magati va chiuso, ma assumendo più anestesisti sarà garantita la sicurezza richiesta.
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