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Alle Fiere una cordata che vale 1 miliardo

di Enrico Lorenzo Tidona
Alle Fiere una cordata che vale 1 miliardo

È la somma dei fatturati delle aziende originarie degli 11 imprenditori che puntano forte sulle aree in ottica Mediopadana

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REGGIO EMILIA  Se mettiamo insieme i nove imprenditori reggiani e i due “forestieri” che hanno vinto la gara per la gestione delle Fiere, si ammonticchiano soldi per quasi un miliardo, pari ai fatturati aggregati nel 2016 dalle aziende dalle quali gli 11 capitani coraggiosi hanno generato negli anni la loro ricchezza. C’è l’imprenditore in lizza per la successione a capo degli industriali reggiani, Giannicola Albarelli, 50 anni, già vice della Confindustria locale e a capo della Reggiana Riduttori, premiata ditta che fattura 54 milioni nel 2016.

Ma c’è soprattutto il promotore dell’iniziativa che ha formato la cordata, Stefano Aleotti, 61 anni, tiratore libero sullo scacchiere reggiano, vulcanico imprenditore che ha ceduto la maggioranza della sua amata Cellular Line (157 milioni di ricavi e 8,7 milioni di utile nel 2016) insieme al socio storico Piero Foglio tramite la holding Ginetta spa: un’operazione da 270 milioni di euro, girati quota parte nella sua passionaccia per auto e moto d’epoca, messe a reddito con Ruote da Sogno, autosalone da mille e una notte, divenuto cornice peraltro delle feste più glamour a Reggio, che fanno traballare la storica sobrietà locale.

Aleotti, che sembra vivere una seconda giovinezza imprenditoriale, esprime anche il vice presidente di Terminal One, Paolo Chiussi, commercialista e uomo di fiducia in alcune società detenute.

C’è poi il blocco degli imprenditori vicini al patron della Landi Renzo, Stefano Landi, attuale presidente della Camera di Commercio, interlocutore privilegiato per l’affare delle Fiere anche perché socio di Reggio Emilia Fiere insieme a Comune e Provincia, proprietaria dei terreni. Si tratta di Pietro Bernardelli, 67 anni, patron della Grissin Bon (sponsor della Pallacanestro Reggiana) insieme al figlio Marco (43 anni), azienda che fattura 66 milioni di euro e utile 2016 per 2,4 milioni. Nella newco ideata da Aleotti & Co. c’è anche Ivan Paterlini, vice presidente della Pallacanestro Reggiana, patron della AEB inglobata poi in Landi Renzo spa, presente nominalmente con la sua Gestimm.

Ognuno partecipa infatti per parte propria ma la portata è ben più ampia delle semplici holding di famiglia. Una potenza di fuoco notevole soprattutto se posta davanti agli altri concorrenti che hanno partecipato alla gara per la gestione delle Fiere, come la cooperativa “La Bussola”, che voleva assicurarsi il secondo anno di gestione, persa per poche migliaia di euro. I nuovi giocatori hanno puntato nella società veicolo Terminal One una fiche addirittura di 500mila euro a testa, in teoria per gestire per un anno le Fiere di Reggio. Una compagine sociale davvero robusta, messa in piedi in poco tempo ma che ha tutti gli ingredienti per andare ben oltre l’affitto e puntare potenzialmente all’acquisizione dell’area vicina alla Mediopadana, come dice il nome della società: un “terminal” dove sviluppare non solo eventi ma parcheggi, ristorazione e noleggio auto.

La mappa si amplia prendendo in considerazioen un altro socio forte di Terminal One, Ivano Corghi, 73 anni, alfiere dell’industria reggiana che partecipa con la sua finanziaria Fin.Cor., ma conosciuto da tutti per essere il patron della Walvoil, azienda reggiana di prodotti oleodinamici con 192 milioni di ricavi l’anno passato e un utile monstre di 22 milioni di euro, dopo essere passata nel 2015 sotto l’egida dell’Interpump di Fulvio Montipò, altro campione negli investimenti a Reggio, come Palazzo Busetti, nuovo polo dello shopping in centro storico.

All’età di 74 anni si rimette in gioco per la sua città anche Renato Brevini, presente in Terminal One con la Brevini Riduttori, ma per tutti nome tutelare della politica industriale locale, che mantiene cariche nel gruppo di famiglia (oltre 200 milioni di fatturato), la cui maggioranza è stata ceduta al colosso americano Dana. La dinastia Brevini, con la cassaforte Interfind spa, conta attività per quasi mezzo miliardo di euro.

Dalla logistica e dal trasporto navale ci sono poi con Snatt Real Estate Carlo Fagioli e Giovanni Fagioli, quest’ultimo 52enne, a capo di oltre 25 società solo in Italia per un giro d’affari di quasi 300 milioni e 800 dipendenti, che con le sue navi solcano i mari internazionali tramite l’attività della Finaval spa, società operativa a Castelnovo Sotto.

Il pedigree imprenditoriale attorno alla Terminal One è rafforzato poi da Luciano Rabboni, classe 1938, il più anziano nella cordata, che con Vittorio (45 anni) e Dario (43 anni) guida la Pregel, azienda di prodotti alimentari per gelati a Gavasseto da 80 milioni di fatturato e 12 milioni di utile. Ci sono poi gli outsiders, come Maurizio Venturi (54 anni) e Marco Venturi (54 anni) della Ve-ca, piccola azienda di stampaggi di Cavriago.

Infine ci sono due imprenditori da fuori provincia, come Gianluigi Bertini, 56 anni, finanziere bresciano che partecipa con la sua Jolly spa - socio fondatore della Guber, azienda di gestione del credito, nonché membro del cda dell’istituto bancario Credito Lombardo Veneto - portato dentro da Guido Prati, figura centrale dell’operazione Fiere, nominato presidente di Terminal One, commercialista della Baldi Finance, anello di congiunzione tra i soci della newco, l’industria locale, l’amministrazione e la politica della città. Spazio poi per Emanuele Malvolti, sassolese con aziende in Spagna di import e export vini. In Italia possiede la reggiana Luxury Wine srl.
 

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