Le donne del Pd «Contro Maria Sergio c’è accanimento»
Solidarietà e sostegno sottoscritto da 36 esponenti Dem «Quelle del pentito sono illazioni gravi perché fuorvianti»
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REGGIO EMILIA. «Esprimiamo con forza e determinazione la nostra solidarietà ed il sostegno a Maria Sergio come donna ma anche come professionista e come dirigente pubblica». Dopo il segretario del Pd di Reggio Emilia Andrea Costa, sono le donne del partito provinciale a scendere in campo per difendere Maria Sergio, moglie del sindaco Luca Vecchi, accusata dal pentito di 'ndrangheta Antonio Valerio di «favoritismi» quando era dirigente all'urbanistica del Comune.
«L'ingegner Sergio – affermano le donne Dem – è vittima di un accanimento sul piano personale e professionale con toni di particolare aggressività. Un attacco di questo tipo rivolto ad una donna produce un effetto diffamatorio ancora più eclatante, poichè è indirizzato a chi troppo spesso trova ostacoli di ogni tipo al proprio percorso professionale». Per questo motivo, aggiungono, «esprimiamo pieno apprezzamento e sostegno alla magistratura per il grande impegno nel ricercare la verità e la giustizia attraverso il processo Aemilia ma al tempo stesso siamo attente a ciò che viene detto e che succede in aula».
Nel merito delle dichiarazioni del pentito poi, «quando colpiscono chi ricopre un ruolo pubblico o di responsabilità con illazioni fuorvianti, non circostanziate, prive di elementi fattuali, si tratta di un atto di gravità rilevante poichè si attacca la reputazione personale per colpire quella pubblica. Screditare in maniera reiterata le persone oneste è un metodo che l'associazione di stampo mafioso conosce bene e usa per intimidire e spaventare»,
Insomma, mandano a dire le donne democratiche, «ci sentiamo parte di una comunità, al fianco delle istituzioni che ogni giorno lavorano per il bene comune, e dunque non intendiamo tollerare atteggiamenti che hanno lo scopo, nemmeno troppo velato, di creare ad arte dubbi tra i cittadini sull'onestà delle persone e delle istituzioni, perchè la democrazia e la legalità della nostra città vanno presidiate».
Da ultimo le Dem ribattono al M5s, che con i suoi parlamentari è tornato a chiedere le dimissioni di Maria Sergio, oggi dirigente urbanistica in Comune a Modena. «Prendiamo atto che non tutte le forze politiche del parlamento trattano la vicenda con adeguata responsabilità e che anzi, forti dell'immunità parlamentare, non perdono occasione per insinuare, colpire, screditare, usando le parole della 'ndrangheta come sedicenti prove di non si sa bene cosa, per il puro gusto di alzare in maniera irresponsabile il livello dello scontro politico. Adesso però basta, si è passata la misura tollerabile».
Trentasei in tutto le firme in calce al documento: tra le firmatarie anche senatrici, deputate e amministratrici pubbliche.
«L'ingegner Sergio – affermano le donne Dem – è vittima di un accanimento sul piano personale e professionale con toni di particolare aggressività. Un attacco di questo tipo rivolto ad una donna produce un effetto diffamatorio ancora più eclatante, poichè è indirizzato a chi troppo spesso trova ostacoli di ogni tipo al proprio percorso professionale». Per questo motivo, aggiungono, «esprimiamo pieno apprezzamento e sostegno alla magistratura per il grande impegno nel ricercare la verità e la giustizia attraverso il processo Aemilia ma al tempo stesso siamo attente a ciò che viene detto e che succede in aula».
Nel merito delle dichiarazioni del pentito poi, «quando colpiscono chi ricopre un ruolo pubblico o di responsabilità con illazioni fuorvianti, non circostanziate, prive di elementi fattuali, si tratta di un atto di gravità rilevante poichè si attacca la reputazione personale per colpire quella pubblica. Screditare in maniera reiterata le persone oneste è un metodo che l'associazione di stampo mafioso conosce bene e usa per intimidire e spaventare»,
Insomma, mandano a dire le donne democratiche, «ci sentiamo parte di una comunità, al fianco delle istituzioni che ogni giorno lavorano per il bene comune, e dunque non intendiamo tollerare atteggiamenti che hanno lo scopo, nemmeno troppo velato, di creare ad arte dubbi tra i cittadini sull'onestà delle persone e delle istituzioni, perchè la democrazia e la legalità della nostra città vanno presidiate».
Da ultimo le Dem ribattono al M5s, che con i suoi parlamentari è tornato a chiedere le dimissioni di Maria Sergio, oggi dirigente urbanistica in Comune a Modena. «Prendiamo atto che non tutte le forze politiche del parlamento trattano la vicenda con adeguata responsabilità e che anzi, forti dell'immunità parlamentare, non perdono occasione per insinuare, colpire, screditare, usando le parole della 'ndrangheta come sedicenti prove di non si sa bene cosa, per il puro gusto di alzare in maniera irresponsabile il livello dello scontro politico. Adesso però basta, si è passata la misura tollerabile».
Trentasei in tutto le firme in calce al documento: tra le firmatarie anche senatrici, deputate e amministratrici pubbliche.
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