Una notte da poliziotto nel quartiere "caldo" della zona stazione
Reggio Emilia: in servizio con Magdala D’Istria, dirigente della squadra Volanti, siamo andati a “pattugliare” uno dei quartieri più a rischio della città
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REGGIO EMILIA. Quando nel cortile interno della questura reggiana incontriamo Magdala D’Istria, dirigente della squadra Volanti, sono circa le 20. Il buio, visto l’inverno alle porte, è già calato da diverso tempo ma è proprio la notte quella che stiamo cercando. Lo scopo del nostro incontro è quello di immedesimarci nei panni dei poliziotti che ogni giorno, in divisa o in borghese, presidiano la zona stazione, andando assieme a loro a “pattugliare” il quartiere negli orari più critici.
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Saliti su una Fiat Punto della polizia il nostro giro comincia da via Eritrea. Siamo seduti nei sedili posteriori, mentre davanti a noi la D’Istria ci racconta, strada per strada, le differenti situazioni presenti all’interno del quadrilatero della stazione.
«In questa strada – esordisce la dirigente indicando alla sua sinistra – si trova la mensa dove si recano i profughi per mangiare. A quest’ora è abbastanza gestibile perché sono tutti tornati nelle loro abitazioni ma all’ora di pranzo e nel pomeriggio qui si creano grossi assembramenti di stranieri. Generalmente però attorno alle 18.30 torna tutto alla normalità».
Passa appena un minuto e, a metà di via Eritrea, veniamo fermati da un ciclista appena sceso dal treno che ci avverte del furto di una bicicletta in corso.
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E in effetti, negli stalli davanti alla sede delle Poste, troviamo un minuto dopo un uomo intento a tagliare con solerzia il catenaccio di una bicicletta. Passano una ventina di minuti, il tempo che gli agenti e gli altri colleghi giunti di rinforzo risolvessero la questione, e il nostro giro riprende da piazzale Marconi. «In effetti questo è il punto dove le bici sono più appetibili per i ladri – prosegue la dirigente – anche se questo è ancora un orario di arrivo dei pendolari, categoria a cui appartengo anche io, e la piazza è piuttosto frequentata. Se qualcuno nota qualcosa ci avverte, come in questo caso, e riusciamo a intervenire in tempo».
Percorrendo il tratto iniziale di via Turri arriviamo quindi in piazza Secchi. Uno dei punti più critici del quartiere, teatro questa estate di una corposa serie di risse e aggressioni. In questo punto del quartiere, ci viene spiegato, ogni giorno la polizia cerca di effettuare dei posti di controllo, soprattutto in orario serale. «Veniamo molto spesso anche a identificare le persone presenti in piazza – prosegue la D’istria – ma come potere vedere la situazione attualmente è molto tranquilla». In effetti davanti al chiosco chiuso ci sono più che altro bambini e famiglie, intenti a giocare a palla approfittando delle ultime piacevoli serate prima del grande freddo.
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Anche nel parco delle Paulonie, una delle zone a più alta densità di lamentele da parte dei residenti per le problematiche legate allo spaccio, tutte le luci sono accese e nonostante i cancelli aperti all’interno non si nota nessuno. «Sappiamo delle criticità che ci vengono segnalate dai cittadini su questa area verde – spiega ancora la dirigente – e organizziamo servizi di controllo sia in divisa ma soprattutto in borghese. Quando ci viene raccontato di una situazione legata allo spaccio, infatti, è difficile contrastarla se siamo immediatamente visibili. Gli spacciatori scappano prima che ci possiamo avvicinare».
Poi è la volta della strada diventata, suo malgrado, il simbolo del degrado della zona: via Turri. Gli enormi palazzoni in stile popolare svettano, fra panni stesi alle finestre e un paio di persone affacciate a fumare, davanti al nostro finestrino.
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«Là dentro – afferma con decisione indicando gli edifici – durante i nostri interventi siamo sempre entrati senza avere mai problemi. La zona è molto presidiata, soprattutto dopo i fatti di questa estate, e devo dire che i risultati si vedono. Dopo la stretta sui controlli e l’ordinanza anti alcol non abbiamo più avuto segnalazioni per risse in stazione, la maggioranza sono per liti in famiglia ma questo vale anche per il resto della città. Un’altra casistica è quella legata agli stupefacenti, fra cui molte denunce per detenzione di droga per uso personale e sanzioni amministrative».
Dopo un’ora e mezza di pattugliamento e dopo aver visto anche via Paradisi, via Sani e le altre laterali, torniamo infine in questura. Abbiamo scoperto quanto sia fondamentale per la polizia la collaborazione dei cittadini e dei comitati, le difficoltà linguistiche data l’elevata multietnicità della zona e l’importanza del poliziotto di quartiere come punto di riferimento per i residenti. E abbiamo trovato, in effetti, un quartiere migliorato rispetto a questa estate.
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