«È un affare privato: la politica resti fuori»
«Il sistema emiliano-romagnolo è in salute, ora veloci verso un’unica società fieristica regionale». Così parlò due settimane fa Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, che ha...
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«Il sistema emiliano-romagnolo è in salute, ora veloci verso un’unica società fieristica regionale». Così parlò due settimane fa Palma Costi, assessore regionale alle Attività produttive, che ha tracciato così il progetto di creazione di una holding regionale delle fiere, sul cui panorama irrompe ora Reggio Emilia, che torna in auge con il progetto di rilancio prospettato dagli 11 imprenditori capeggiati da Stefano Aleotti. Per Costi, visti i bilanci tutti col segno più, «ora occorre accelerare il progetto di unificazione affinché i tre poli di Bologna, Parma e Rimini insieme possano collaborare con altre grandi fiere europee e competere nel mondo». «La politica ha la testa girata indietro» dice invece Enrico Banfi (in foto), presidente della fiera Ornitoloigca e strenuo difensore del sistema fieristico reggiano. «La Regione continua a fare progetti pubblici con soldi dei privati. Le principali fiere reggiane ancora attive sono in utile e non hanno mai ricevuto contributi pubblici. Questa credo che sia la strada da seguire anche in futuro. A Reggio sta proprio succedendo questo: imprenditori privati che vanno avanti con le loro gambe e i loro soldi. Poi, è certo, se la vendita dell’area delle Fiere avverrà nel 2019, cadrà giusta giusta con il cambio di amministrazione a Reggio Emilia. Una passaggio incerto essendo elettivo, sul quale la futura amministrazione dovrà valutare l’eventuale ampliamento di destinazione dell’area. Per ora è certo che lì si possono fare fiere e congressi, questi ultimi poco sviluppati a Reggio Emilia nonostante la forte richiesta cresciuta con la centralità mediopadana creata attorno alla stazione» (e.l.t.)
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