Investito dopo la rissa: ora è in coma
Il marocchino di 23 anni operato nella notte. L’autista non ha colpe. Sentiti diversi testimoni per individuare i picchiatori
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REGGIO EMILIA. È stato operato alla testa, in piena notte, tramite un intervento in extremis che viene definito dagli stessi medici del Santa Maria come “salvavita”. Un’operazione che ha portato ora alla stabilizzazione del 23enne di origine marocchina investito venerdì sera alle 19.40 in viale Piave mentre fuggiva dopo una rissa tra due gruppi di nordafricani in via Eritrea. I medici gli hanno salvato quindi la vita ma le sue condizioni rimangono gravissime. Il paziente è in coma farmacologico e con prognosi riservata. Le prossime ore saranno quindi quelle decisive per il ragazzo che è schizzato in strada venendo travolto. Le sue condizioni erano subito parse gravissime. Il trauma cranico è stato lacerante, causato dalla botta presa col capo contro il parabrezza della Bmw 320 guidata da un automobilista modenese di 42 anni che si è visto piombare davanti all’auto il marocchino, che è stato così investito sfondando il vetro anteriore.
Sull’accaduto, ora, indagano la polizia municipale sul versante dell’incidente, e la polizia su quello della rissa. L’unica cosa certa, al momento, è l’assenza di responsabilità da parte dell’automobilista, che non è riuscito a schivare il ragazzo che ha attraversato incautamente la strada. Il fascicolo aperto in procura è affidato al sostituto procuratore Valentina Salvi, che sta acquisendo le informative della questura. La polizia ha sentito in queste ore diversi testimoni per individuare alcuni dei partecipanti alla rissa: due gruppi di quattro-cinque persone nordafricane che si sono affrontate a mani nude, apparentemente quindi per futili motivi o precedenti rancori. Nessuno di loro era infatti armato. Una scena violenta esplosa davanti agli occhi dei passanti e degli avventori dei locali che puntellano via Eritrea. Il conducente dell’auto che ha investito il giovane era sotto shock per quanto accaduto, nonostante indipendente dalla sua volontà. «Sono sceso, è arrivata una persona che mi ha urlato: “Cosa hai fatto a mio fratello”. Forse ha detto che era un parente, non so, non ricordo più...» ha raccontato il guidatore. Il grave incidente ha bloccato la circolazione facendo intervenire ambulanza e automedica inviate dal 118, oltre alle pattuglie di municipale e volanti. «Si sono spinti. Erano tre neri e tre marocchini – dice un testimone – poi hanno iniziato a lanciarsi delle sedie, uno ha preso anche un segnale stradale. Hanno fatto un po’ avanti e indietro, si sono inseguiti».
La scena si è svolta in direzione della stazione, già teatro di numerosi episodi simili. Poi a un tratto da questo gruppo di litiganti si è staccato il ragazzo investito dall’auto.
Enrico Lorenzo Tidona
Sull’accaduto, ora, indagano la polizia municipale sul versante dell’incidente, e la polizia su quello della rissa. L’unica cosa certa, al momento, è l’assenza di responsabilità da parte dell’automobilista, che non è riuscito a schivare il ragazzo che ha attraversato incautamente la strada. Il fascicolo aperto in procura è affidato al sostituto procuratore Valentina Salvi, che sta acquisendo le informative della questura. La polizia ha sentito in queste ore diversi testimoni per individuare alcuni dei partecipanti alla rissa: due gruppi di quattro-cinque persone nordafricane che si sono affrontate a mani nude, apparentemente quindi per futili motivi o precedenti rancori. Nessuno di loro era infatti armato. Una scena violenta esplosa davanti agli occhi dei passanti e degli avventori dei locali che puntellano via Eritrea. Il conducente dell’auto che ha investito il giovane era sotto shock per quanto accaduto, nonostante indipendente dalla sua volontà. «Sono sceso, è arrivata una persona che mi ha urlato: “Cosa hai fatto a mio fratello”. Forse ha detto che era un parente, non so, non ricordo più...» ha raccontato il guidatore. Il grave incidente ha bloccato la circolazione facendo intervenire ambulanza e automedica inviate dal 118, oltre alle pattuglie di municipale e volanti. «Si sono spinti. Erano tre neri e tre marocchini – dice un testimone – poi hanno iniziato a lanciarsi delle sedie, uno ha preso anche un segnale stradale. Hanno fatto un po’ avanti e indietro, si sono inseguiti».
La scena si è svolta in direzione della stazione, già teatro di numerosi episodi simili. Poi a un tratto da questo gruppo di litiganti si è staccato il ragazzo investito dall’auto.
Enrico Lorenzo Tidona
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