Ordinati undici nuovi diaconi
Ieri pomeriggio durante la messa celebrata in cattedrale dal vescovo Camisasca
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REGGIO EMILIA. Ieri pomeriggio, in cattedrale, undici nuovi diaconi permanenti sono stati ordinati dal vescovo Camisasca. Dall’unità pastorale “Pieve di Scandiano” arrivano Claudio Boretti, Pietro Cavazzoli, Vittorio Lucchi, Aronne Montecchi, Enrico Turrini; dall’unità pastorale “San Giovanni Paolo II” di Reggio provengono Pietro Ferrari, Franco Franchini, Eugenio Menozzi e Matteo Ponticelli; Roberto Candini appartiene all’unità pastorale “Sacra Famiglia” di Albinea, Borzano e Montericco, mentre Fernando Tognoni è della vicina unità di Quattro Castella, Roncolo, Montecavolo e Salvarano. Nella stessa celebrazione sono stati ammessi tra i candidati al diaconato Marco Gandolfi e Mauro Volponi dell’unità pastorale di Sant’Ilario d’Enza e Calerno.
«Cari fratelli e sorelle che partecipate a questa liturgia – ha detto il vescovo nell’omelia – e, soprattutto cari fratelli, che riceverete ora l’Ordine del diaconato, cerchiamo di non rimanere alla superficie di quanto sta accadendo davanti ai nostri occhi. Si compie un passo piccolo nella storia del mondo, ma grande per le vostre persone: consegnatevi interamente nelle braccia del Figlio di Dio, affinché vi renda servi della sua missione nel mondo. Da oggi, in ogni giorno della vostra vita futura, dovrete entrare di nuovo in questo mistero. Dovrete continuamente domandare la grazia di trapassare con gli occhi della fede la fragile superficie delle cose per entrare nella solida bellezza dell’Alleanza. Non c’è niente di più glorioso per l’uomo che essere preso a servizio da Dio. Gesù ha parlato di se stesso come del servitore e voi oggi siete immedesimati a questo suo compito».
«Cari fratelli e sorelle che partecipate a questa liturgia – ha detto il vescovo nell’omelia – e, soprattutto cari fratelli, che riceverete ora l’Ordine del diaconato, cerchiamo di non rimanere alla superficie di quanto sta accadendo davanti ai nostri occhi. Si compie un passo piccolo nella storia del mondo, ma grande per le vostre persone: consegnatevi interamente nelle braccia del Figlio di Dio, affinché vi renda servi della sua missione nel mondo. Da oggi, in ogni giorno della vostra vita futura, dovrete entrare di nuovo in questo mistero. Dovrete continuamente domandare la grazia di trapassare con gli occhi della fede la fragile superficie delle cose per entrare nella solida bellezza dell’Alleanza. Non c’è niente di più glorioso per l’uomo che essere preso a servizio da Dio. Gesù ha parlato di se stesso come del servitore e voi oggi siete immedesimati a questo suo compito».
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