Terremoto, vademecum per limitare il panico
Reggio Emilia, in piazza Martiri del 7 luglio tappa della campagna “Io non rischio”. Ecco i suggerimenti della Protezione civile, tra consigli pratici e interventi mirati
REGGIO EMILIA. Volenti o nolenti anche noi reggiani siamo in un’area a rischio terremoti. Ogni tanto qualche scossa si fa sentire e ci rammenta l’utilità di qualche precauzione e la necessità di sapere ciò che conviene fare.
È quanto hanno rammentato, in piazza Martiri del 7 luglio, i volontari del servizio Protezione civile che a Reggio Emilia è associato alla Polizia municipale, le Guardie giurate ecologiche volontarie di Reggio e il Gruppo volontari Città del Tricolore con l'associazione Nubilaria di Novellara.
Se ci si trova in un luogo chiuso, per esempio, conviene inserirsi nel vano di una porta di un muro portante (il più robusto), oppure sotto una grossa trave. Meglio infilarsi sotto un letto o un tavolo resistente. Restando al centro della stanza si corre il rischio di essere colpiti da intonaci, mobili, controsoffitti. Inoltre è meglio non precipitarsi fuori ma attendere la fine della scossa.
Se si è all’esterno? Allontanarsi da edifici, lampioni, alberi, linee elettriche. Attenzione a vasi, tegole e altri materiali. Non fermarsi poi sui ponti, occhio a frane e perdite di gas.
E dopo? Verificare le condizioni di salute delle persone a noi vicine e, se serve, prestare loro soccorso. Prima di uscire conviene chiudere gas, acqua, luce, e indossare le scarpe. Uscendo evitare l‘ascensore ma fare attenzione alle scale che potrebbero essere danneggiate. Limitare poi l’uso del telefono e della propria auto per non intralciare i mezzi di soccorso. Infine raggiungere le aree di attesa previste dal piano di emergenza comunale.
Ma si può fare qualcosa anche prima che il terremoto si faccia sentire. È un altro dei suggerimenti forniti ieri ai passanti dal vice presidente del Gruppo Tricolore Luca Iodice e dai colleghi all’insegna del principio “Io non rischio”. Si in effetti si può ridurre la vulnerabilità degli edifici, pubblici e privati: case, scuole, ospedali, luoghi della cultura.
Con adeguate opere edilizie che hanno il beneficio di godere di una notevole detrazione fiscale. Senza considerare gli accorgimenti interni. Come tenere lontani da letti e divani i mobili pesanti, fissare bene alle pareti scaffali, librerie e altri mobili alti; appendere quadri e specchi con ganci chiusi. Mettere gli oggetti pesanti sui ripiani più bassi e fissare gli altri con nastro adesivo. In cucina usare fermi per bloccare gli sportelli. Imparare dove si trovano i rubinetti di gas, acqua e interruttore generale della luce.
Tenere a portata di mano una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, assicurandosi che in famiglia sappiano tutti dove si trovano. Informarsi sul Piano di emergenza del proprio Comune.
Prevenire dunque per ridurre le emergenze. (l.v.)
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