Barista 29enne morta Oggi il via libera all’esame autoptico
Carpineti, il medico legale dovrà chiarire i dubbi sulla morte Intanto tutta la montagna si interroga e si stringe ai genitori
2 MINUTI DI LETTURA
CARPINETI. Tante domande e tanti dubbi. Le notizie sulla morte di Sara Teneggi stanno generando tantissima attenzione nel territorio appenninico. A Carpineti in primis, dove la 29enne trovata morta in casa nel pomeriggio dell’8 ottobre scorso era nata e cresciuta, ma in tutta la montagna. Oggi sarà conferito al medico legale l’incarico per l’autopsia. Esame fondamentale per chiarire cosa sia realmente accaduto
La Teneggi era un volto noto anche per via del suo lavoro di barista. La curiosità è mischiata all’amarezza per una morte a soli 29 anni, oltretutto avvenuta in circostanze ancora da chiarire, con tanti punti opachi da decifrare. A partire dall’utilizzo di droga nel giorno del decesso e non solo.
Nei giorni scorsi la procura di Reggio Emilia ha iscritto nel registro degli indagati tre persone, al seguito di indagini dei carabinieri in tutta la zona montana, indagini che hanno portato anche a controlli e attività nella zona di Cavola.
I tre indagati sono un albanese 36enne, arrestato per spaccio di cocaina, un milanese che vive in montagna e il compagno della stessa 29enne, residente a Casina.
Questo passo è per molti residenti la “conferma” che la morte della Teneggi non è purtroppo “solo” una tragica fatalità, ma il brutto epilogo di una vicenda piuttosto triste di fragilità. Le notizie sui giornali e siti internet sono sempre le prime ad essere lette assieme a quelle sulla battaglia per il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna. Le ultime rivelazioni portano tante persone a chiedere altri dettagli seguendo il solito, fisiologico copione: «Ma la conoscevi? Che tipo era? Ma chi sono le persone coinvolte? Io li conosco?».
Domande che si pongono direttamente al bar, in piazza o nei negozi così come nei messaggi sui cellulari, altra grande arena di discussione contemporanea. D’altronde, in un “mondo” ristretto come quello appenninico, è difficile trattenere la curiosità parlando di fatti avvenuti a pochi chilometri da casa, coinvolgendo ragazze e ragazzi che magari si sono incontrati per anni a scuola, al lavoro o nei locali.
I nuovi elementi che emergono man mano dall’inchiesta contribuiscono ad accentuare il movimento. Il discorso non si ferma solo al territorio carpinetano, ma a gran parte delle aree limitrofe, a partire da Casina, Toano e Castelnovo Monti. Gli abitanti con qualche anno in più si concentrano anche sui genitori di Sara, due agricoltori ben noti per la loro pluridecennale attività di allevatori nella zona di Bebbio, grandissimi lavoratori. Oggi alle prese con qualcosa di impossibile da gestire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La Teneggi era un volto noto anche per via del suo lavoro di barista. La curiosità è mischiata all’amarezza per una morte a soli 29 anni, oltretutto avvenuta in circostanze ancora da chiarire, con tanti punti opachi da decifrare. A partire dall’utilizzo di droga nel giorno del decesso e non solo.
Nei giorni scorsi la procura di Reggio Emilia ha iscritto nel registro degli indagati tre persone, al seguito di indagini dei carabinieri in tutta la zona montana, indagini che hanno portato anche a controlli e attività nella zona di Cavola.
I tre indagati sono un albanese 36enne, arrestato per spaccio di cocaina, un milanese che vive in montagna e il compagno della stessa 29enne, residente a Casina.
Questo passo è per molti residenti la “conferma” che la morte della Teneggi non è purtroppo “solo” una tragica fatalità, ma il brutto epilogo di una vicenda piuttosto triste di fragilità. Le notizie sui giornali e siti internet sono sempre le prime ad essere lette assieme a quelle sulla battaglia per il punto nascite dell’ospedale Sant’Anna. Le ultime rivelazioni portano tante persone a chiedere altri dettagli seguendo il solito, fisiologico copione: «Ma la conoscevi? Che tipo era? Ma chi sono le persone coinvolte? Io li conosco?».
Domande che si pongono direttamente al bar, in piazza o nei negozi così come nei messaggi sui cellulari, altra grande arena di discussione contemporanea. D’altronde, in un “mondo” ristretto come quello appenninico, è difficile trattenere la curiosità parlando di fatti avvenuti a pochi chilometri da casa, coinvolgendo ragazze e ragazzi che magari si sono incontrati per anni a scuola, al lavoro o nei locali.
I nuovi elementi che emergono man mano dall’inchiesta contribuiscono ad accentuare il movimento. Il discorso non si ferma solo al territorio carpinetano, ma a gran parte delle aree limitrofe, a partire da Casina, Toano e Castelnovo Monti. Gli abitanti con qualche anno in più si concentrano anche sui genitori di Sara, due agricoltori ben noti per la loro pluridecennale attività di allevatori nella zona di Bebbio, grandissimi lavoratori. Oggi alle prese con qualcosa di impossibile da gestire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
