Un altro incendio doloso: data alle fiamme una Golf
I carabinieri indagano su un episodio avvenuto la scorsa notte a Sant’Ilario. La squadra mobile prosegue gli accertamenti sul suv distrutto a Reggio Emilia
REGGIO EMILIA. Ancora un’auto data alle fiamme. Nella notte tra sabato e ieri una Golf è stata bruciata in via Donelli a Sant’Ilario.
La vettura, di proprietà di una donna di 48 anni, originaria della provincia di Catanzaro, era parcheggiata in strada e sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme, oltre ai carabinieri del paese.
L’ipotesi è che il mezzo sia stato incendiato dopo essere stato danneggiato. Per i militari alla base del gesto potrebbero esserci dissidi di natura familiare, anche se al momento non pare ci siano sospettati e dunque non si esclude alcuna pista.
Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta e, come avviene sempre in questi casi, è stata inoltrata una segnalazione alla Dda di Bologna. I roghi dolosi infatti vengono sottoposti al vaglio dei magistrati specializzati nel contrasto alla mafia.
Sulla vicenda di Sant’Ilario, avvenuta verso mezzanotte e mezza, indagano i carabinieri. La squadra mobile di Reggio invece è alle prese con l’incendio avvenuto la notte prima, nel quartiere di San Prospero Strinati, dove è andato distrutto il suv Bmw X5 dell’imprenditore edile cutrese Francesco Ranieri. Per il 45enne si tratta del terzo episodio del genere che subisce sia Cutro che a Reggio. Un accanimento sul quale gli investigatori vogliono fare piena luce.
L’incendio di Reggio, dove la matrice dolosa è considerata molto probabile, è avvenuto in via Andreini. Il rogo è avvenuto all’una e mezza. Le fiamme hanno avvolto il suv Bmw X5 che si trovava sotto una tettoia, di fianco all’abitazione dell’imprenditore. Il box è rimasto pesantemente danneggiato da quanto accaduto.
L’intervento dei vigili del fuoco è stato rapido ed altrettanto in fretta i pompieri hanno spento il rogo. Un incendio però devastante, che ha distrutto il costoso veicolo, rendendolo di fatto inutilizzabile.
Ad agosto un altro rogo aveva danneggiato in via Zambonini l’auto della moglie di un imputato di Aemilia. Un fatto decisamente allarmante, che aveva subito acceso i fari dell’Antimafia sulla situazione reggiana. In quel caso inoltre era evidente il desiderio di rivendicare la matrice dolosa: vicino alla vettura, infatti, era stata trovata la tanica che conteneva la benzina con la quale era stato appiccato l’incendio alla piccola utilitaria, una Fiat Punto nera. Un messaggio chiarissimo.
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