«Abbiamo urlato la nostra indignazione»
CASTELNOVO MONTI . Così i ragazzi protagonisti della manifestazione di ieri la raccontano, attraverso un resoconto stilato da uno di loro, Federico Cavazzuti: «Più di 500 ragazzi di ogni età hanno...
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CASTELNOVO MONTI . Così i ragazzi protagonisti della manifestazione di ieri la raccontano, attraverso un resoconto stilato da uno di loro, Federico Cavazzuti: «Più di 500 ragazzi di ogni età hanno espresso la loro indignazione contro una scelta incomprensibile, ennesima dimostrazione di incompetenza e ignoranza da parte della nostra classe politica. È innegabile però che la manifestazione sia stata un urlo a gran voce di noi ragazzi: davanti a scuola abbiamo finito oltre 300 fiocchi rosa e azzurri, per simboleggiare i bimbi che (forse) non vedranno mai la luce nelle nostre montagne. Il corteo, lungo quasi un chilometro, si è ritrovato in piazza Gramsci dove il sindaco ci ha accolto, lui stesso si è complimentato con noi senza mancare di dimostraci tutto l’orgoglio che provava: fuori, per le scale, negli altri piani del municipio e nella piazza c’erano oltre il doppio dei ragazzi».
«Tutti insieme, per evitare che qualcuno venisse escluso, siamo scesi in piazza dove tanti hanno fatto domande al sindaco e hanno anche espresso il loro pensiero – prosegue lo studente –. L’ultima tappa di questa manifestazione si è tenuta in centro storico, dove si è ricordato il fondatore dell’ospedale Pasquale Marconi, prima con una toccante testimonianza della nipote Cecilia Gianferrari, che lo ricordava come il nonno mettendo in mostra l’umanità del padre costituente ricordandone l’affetto e gli insegnamenti. Per concludere è stato letto e commentato un brano tratto dal “Medico Scalzo”, dove con una lucidità impressionante, anche a distanza di anni, Marconi sottolinea l’importanza della politica come strumento per servire e non per farsi servire».
«Tutti insieme, per evitare che qualcuno venisse escluso, siamo scesi in piazza dove tanti hanno fatto domande al sindaco e hanno anche espresso il loro pensiero – prosegue lo studente –. L’ultima tappa di questa manifestazione si è tenuta in centro storico, dove si è ricordato il fondatore dell’ospedale Pasquale Marconi, prima con una toccante testimonianza della nipote Cecilia Gianferrari, che lo ricordava come il nonno mettendo in mostra l’umanità del padre costituente ricordandone l’affetto e gli insegnamenti. Per concludere è stato letto e commentato un brano tratto dal “Medico Scalzo”, dove con una lucidità impressionante, anche a distanza di anni, Marconi sottolinea l’importanza della politica come strumento per servire e non per farsi servire».
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