Alle ex Reggiane la scuola di cinema e tv
Palomar, casa di produzione del commissario Montalbano, pronta a sbarcare al Tecnopolo per allestire i propri studi
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REGGIO EMILIA. E se le ex Reggiane diventassero una piccola Cinecittà? L’idea potrebbe non essere affatto azzardata. Fra gli spazi del Tecnopolo, infatti, starebbe per approdare Palomar, una delle più importanti case di produzione televisive e cinematografiche italiane, che avrebbe messo nel mirino il capannone 17 delle ex Officine per realizzare al suo interno dei veri studi cinematografici.
Una trattativa avviata attraverso la Stu Reggiane, la società di trasformazione urbana che si occupa della riqualificazione delle ex Officine in funzione del Tecnopolo. E già entro il 2018 Palomar potrebbe sbarcare a Reggio Emilia, dove in alcuni spazi attualmente disponibili delle ex Officine impianterebbe dei corsi di formazione alla scrittura creativa per il cinema, la tv e il teatro di posa sul modello della torinese scuola Holden di Alessandro Baricco, ma con la prospettiva di realizzare i propri studi cinematografici nel 2019, quando il capannone 17 sarà finalmente interamente riqualificato.
Fondata nel 1986 dal bolognese Carlo Degli Esposti, partner di Sky, Mediaset e Rai, la casa televisiva e cinematografica conta oltre cento produzione di successo internazionale, sia per il grande schermo che la tv. A cominciare dalla seguitissima serie televisiva del commissario Montalbano, passando per Braccialetti Rossi, il recentissimo Maltese e le fiction su Perlasca, Bartali e Giovanni Falcone. Sul versante cinematografico, invece, fra i titoli spiccano Acciaio (con la regia di Stefano Mordini), Quando c’era Berlinguer (con la regia di Walter Veltroni) e Il giovane favoloso (con la regia di Mario Martone), la pellicola sulla vita di Giacomo Leopardi, interpretato da Elio Germano, che nel 2015 ha fatto incetta di premi, conquistando fra gli altri quattro David di Donatello, un Nastro d’argento, un Globo d’Oro e vari riconoscimenti alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Un bouquet di produzioni che ora potrebbe trovare il suo centro gravitazionale proprio qui a Reggio, che grazie alla presenza della stazione Mediopadana e alla facilità di collegamenti con Milano avrebbe battuto la concorrenza con altre città come Bari e Catania.
Un progetto che, oltre a rinnovare la vocazione cinematografica delle ex Reggiane, già location di videoclip e scene anche dell’ultimo film di Luciano Ligabue, Made in Italy, prodotto da Fandango, andrebbe a riempire un ulteriore tassello di quel Parco dell’Innovazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, troverebbe proprio nella cultura una delle sue peculiarità, come previsto anche nella realizzazione del capannone 15, concepito per diventare un luogo dedicato alla musica. (e.spa.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una trattativa avviata attraverso la Stu Reggiane, la società di trasformazione urbana che si occupa della riqualificazione delle ex Officine in funzione del Tecnopolo. E già entro il 2018 Palomar potrebbe sbarcare a Reggio Emilia, dove in alcuni spazi attualmente disponibili delle ex Officine impianterebbe dei corsi di formazione alla scrittura creativa per il cinema, la tv e il teatro di posa sul modello della torinese scuola Holden di Alessandro Baricco, ma con la prospettiva di realizzare i propri studi cinematografici nel 2019, quando il capannone 17 sarà finalmente interamente riqualificato.
Fondata nel 1986 dal bolognese Carlo Degli Esposti, partner di Sky, Mediaset e Rai, la casa televisiva e cinematografica conta oltre cento produzione di successo internazionale, sia per il grande schermo che la tv. A cominciare dalla seguitissima serie televisiva del commissario Montalbano, passando per Braccialetti Rossi, il recentissimo Maltese e le fiction su Perlasca, Bartali e Giovanni Falcone. Sul versante cinematografico, invece, fra i titoli spiccano Acciaio (con la regia di Stefano Mordini), Quando c’era Berlinguer (con la regia di Walter Veltroni) e Il giovane favoloso (con la regia di Mario Martone), la pellicola sulla vita di Giacomo Leopardi, interpretato da Elio Germano, che nel 2015 ha fatto incetta di premi, conquistando fra gli altri quattro David di Donatello, un Nastro d’argento, un Globo d’Oro e vari riconoscimenti alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Un bouquet di produzioni che ora potrebbe trovare il suo centro gravitazionale proprio qui a Reggio, che grazie alla presenza della stazione Mediopadana e alla facilità di collegamenti con Milano avrebbe battuto la concorrenza con altre città come Bari e Catania.
Un progetto che, oltre a rinnovare la vocazione cinematografica delle ex Reggiane, già location di videoclip e scene anche dell’ultimo film di Luciano Ligabue, Made in Italy, prodotto da Fandango, andrebbe a riempire un ulteriore tassello di quel Parco dell’Innovazione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, troverebbe proprio nella cultura una delle sue peculiarità, come previsto anche nella realizzazione del capannone 15, concepito per diventare un luogo dedicato alla musica. (e.spa.)
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