Avvistato un lupo nella Bassa
di Andrea Vaccari
La foto scattata a Castelnovo Sotto pubblicata su Facebook. Reggioni: «I casi sono in aumento»
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CASTELNOVO SOTTO . I lupi scendono sempre più a valle, e a quanto pare non si limitano alla fascia pedecollinare della provincia. Una tendenza ormai sempre più frequente e confermata da un avvistamento avvenuto ieri mattina nella campagna di Castelnovo Sotto, in località San Savino, nei pressi di via Limido.
Una cittadina castelnovese ha infatti segnalato “l’incontro ravvicinato” con una foto pubblicata sul gruppo Facebook “Sei di Castelnovo Sotto se...”.
Erano circa le 8 di mattina e, secondo il racconto della donna, l’animale ha attraversato la strada in modo fulmineo, dando appena il tempo all’automobilista di scattare una fotografia da lontano. Dall’immagine in effetti si riesce a scorgere una sagoma che potrebbe benissimo essere quella di un lupo. Non vi è la certezza, ma nel corso della giornata si sono accumulate altre testimonianze che hanno dato conferma dell’avvistamento.
Sul tema abbiamo interpellato Willy Reggioni, coordinatore del Wolf Apennine Center, del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. «Ormai sono frequenti gli incontri con i lupi anche in pianura. Questi animali – spiega – stanno cercando di occupare questi territori in quanto la collina risulta ormai satura, e per questo si spostano verso la periferia, operando una sorta di colonizzazione. Ma ciò non deve stupire, ormai la presenza del lupo è un fenomeno che si verifica in tutta l’Emilia, anche oltre il Po, verso Cremona e Pavia. La pianura non è esattamente il territorio perfetto per il lupo, non è la sua prima scelta, ma qui trova cibo e riesce a sopravvivere. Negli ultimi mesi abbiamo organizzato diversi incontri anche in pianura per sensibilizzare la popolazione su questo fenomeno lento ma eclatante».
Alla luce dell’aumento della presenza dei lupi nelle nostre zone, diventa necessario essere a conoscenza dei comportamenti da tenere nei casi in cui questi animali si trovino a transitare nei pressi di aree abitate: è fondamentale mantenere la distanza con il lupo, evitando di avvicinarli, ed evitare situazioni in cui persone (consapevolmente o inconsapevolmente) alimentano i lupi, a volte direttamente, a volte lasciando cibo incustodito.
Anche la pratica dei cani alla catena di notte senza sorveglianza o alcuna forma di protezione (pratica peraltro vietata dalla normativa regionale) è assolutamente da evitare.
«Queste semplici regole vanno osservate – prosegue Reggioni – per continuare la convivenza con i lupi senza problemi. È fondamentale evitare qualsiasi pratica di abituazione che possa alterare il rapporto tra uomo e lupo. L’animale non deve sentirsi attirato verso le case».
Altro aspetto sul quale sta lavorando il Wac – attraverso il progetto Life Mirco Lupo – è l’ibridazione: l’incrocio con il cane è potenzialmente dannoso per il lupo in quanto potrebbe fargli ereditare caratteri genetici che poco si sposano con la sua attitudine selvatica».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una cittadina castelnovese ha infatti segnalato “l’incontro ravvicinato” con una foto pubblicata sul gruppo Facebook “Sei di Castelnovo Sotto se...”.
Erano circa le 8 di mattina e, secondo il racconto della donna, l’animale ha attraversato la strada in modo fulmineo, dando appena il tempo all’automobilista di scattare una fotografia da lontano. Dall’immagine in effetti si riesce a scorgere una sagoma che potrebbe benissimo essere quella di un lupo. Non vi è la certezza, ma nel corso della giornata si sono accumulate altre testimonianze che hanno dato conferma dell’avvistamento.
Sul tema abbiamo interpellato Willy Reggioni, coordinatore del Wolf Apennine Center, del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. «Ormai sono frequenti gli incontri con i lupi anche in pianura. Questi animali – spiega – stanno cercando di occupare questi territori in quanto la collina risulta ormai satura, e per questo si spostano verso la periferia, operando una sorta di colonizzazione. Ma ciò non deve stupire, ormai la presenza del lupo è un fenomeno che si verifica in tutta l’Emilia, anche oltre il Po, verso Cremona e Pavia. La pianura non è esattamente il territorio perfetto per il lupo, non è la sua prima scelta, ma qui trova cibo e riesce a sopravvivere. Negli ultimi mesi abbiamo organizzato diversi incontri anche in pianura per sensibilizzare la popolazione su questo fenomeno lento ma eclatante».
Alla luce dell’aumento della presenza dei lupi nelle nostre zone, diventa necessario essere a conoscenza dei comportamenti da tenere nei casi in cui questi animali si trovino a transitare nei pressi di aree abitate: è fondamentale mantenere la distanza con il lupo, evitando di avvicinarli, ed evitare situazioni in cui persone (consapevolmente o inconsapevolmente) alimentano i lupi, a volte direttamente, a volte lasciando cibo incustodito.
Anche la pratica dei cani alla catena di notte senza sorveglianza o alcuna forma di protezione (pratica peraltro vietata dalla normativa regionale) è assolutamente da evitare.
«Queste semplici regole vanno osservate – prosegue Reggioni – per continuare la convivenza con i lupi senza problemi. È fondamentale evitare qualsiasi pratica di abituazione che possa alterare il rapporto tra uomo e lupo. L’animale non deve sentirsi attirato verso le case».
Altro aspetto sul quale sta lavorando il Wac – attraverso il progetto Life Mirco Lupo – è l’ibridazione: l’incrocio con il cane è potenzialmente dannoso per il lupo in quanto potrebbe fargli ereditare caratteri genetici che poco si sposano con la sua attitudine selvatica».
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