Banda nel mirino di “Striscia” e “Le Iene”
In tivù le denunce dei truffati. Nel servizio di Fabio e Mingo, però, il delinquente era una comparsa
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA. Al buon esito dell’inchiesta che ieri ha portato i carabinieri di Reggio Emilia a smantellare una banda seriale di truffatori attivi in tutta Italia, ha contribuito anche una puntata della trasmissione “Striscia la notizia” andata in onda il 29 settembre 2014. L’argomento era la truffa della inesistente offerta di lavoro messa in pratica più volte dal sodalizio criminale in tutta Italia. «Tuttavia - spiega il colonnello Antonio Buda, comandante provinciale dei carabinieri reggiani - nel servizio fu utilizzato un soggetto risultato poi essere soltanto un attore e non il reale responsabile, allora già noto agli investigatori ed oggi destinatario di provvedimento cautelare».
Una truffa nella truffa finita nel servizio di Fabio e Mingo, volti celebri della trasmissione satirica, che per quel caso furono allontanati. A dare una mano consistente, secondo quanto riferito ancora dai carabinieri reggiani, è stata un’altra premiata trasmissione di denuncia come “Le Iene”. In un servizio avevano messo in luce come il denaro, versato dalle vittime sulle Postepay, a distanza di pochi minuti dall’accredito, venisse poi sistematicamente riciclato nelle sale slot della nostra regione, con una puntata andata in onda su Italia Uno il 2 maggio 2014.
La lunga attività di indagine ha permesso di individuare gli associati al sodalizio assicurando alla giustizia sia gli autori materiali delle truffe, sia tutti i responsabili che, in oltre 4 anni di attività illecita, erano riusciti a rimanere nell’ombra, approfittando di passaggi di danaro a catena su carte di credito appositamente attivate, diventando così i destinatari finali ed oscuri dei proventi illeciti. (e.l.t.)
Una truffa nella truffa finita nel servizio di Fabio e Mingo, volti celebri della trasmissione satirica, che per quel caso furono allontanati. A dare una mano consistente, secondo quanto riferito ancora dai carabinieri reggiani, è stata un’altra premiata trasmissione di denuncia come “Le Iene”. In un servizio avevano messo in luce come il denaro, versato dalle vittime sulle Postepay, a distanza di pochi minuti dall’accredito, venisse poi sistematicamente riciclato nelle sale slot della nostra regione, con una puntata andata in onda su Italia Uno il 2 maggio 2014.
La lunga attività di indagine ha permesso di individuare gli associati al sodalizio assicurando alla giustizia sia gli autori materiali delle truffe, sia tutti i responsabili che, in oltre 4 anni di attività illecita, erano riusciti a rimanere nell’ombra, approfittando di passaggi di danaro a catena su carte di credito appositamente attivate, diventando così i destinatari finali ed oscuri dei proventi illeciti. (e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
