Casalinghe e disoccupati ecco le signore della truffa
Al vertice una donna: tra gli indagati dei pregiudicati, due legati a un camorrista Parte dei proventi veniva poi riciclata tramite le sale slot dell’Emilia-Romagna
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REGGIO EMILIA. Donne, casalinghe, madri ma soprattutto affariste, specializzatesi alle truffe che corrono sul web ai danni anche di famiglie e gente in difficoltà. Con loro disoccupati e pregiudicati. È questa l’associazione messa in luce dall’inchiesta “Deep Impact” su centinaia di truffe orchestrate da Reggio Emilia.
Truffe odiose: una vittima ha cercato una sistemazione per le vacanze al mare, l’ha trovata e ha pagato. Poi ha preso i due figli, uno dei quali disabile, ed è partita per la tanto sospirata vacanza al mare, salvo trovare altre persone in quella che doveva essere prenotata per lei. Una beffa costata centinaia di chilometri a vuoto, la caparra e le vacanze saltate anche per tante altre persone, che al tentativo di contattare il presunto “proprietario” di casa venivano sfidati dagli autori della truffa che con sms di offese di ogni tipo li informavano con assurda spudoratezza di essere “cascati” nel loro raggiro vantandosi anche con frasi del tipo «vai pure a denunciarmi tanto non mi prenderanno mai».
Non sapevano, infatti, di essere monitorati dai carabinieri reggiani, che ieri hanno fatto scattare le manette a sei persone con l’accusa di associazione a delinquere, truffa aggravata, estorsione, sostituzione di persona e falso in atto pubblico. In carcere è finita Franca Ceglia, 49 anni, considerata la regista del sodalizio criminale che agiva da nord a sud calpestando la buona fede e i diritti di centinaia di “clienti”. La donna, originaria di Giffoni Valle Piana (Salerno) e domiciliata a Reggio Emilia, è stata seguita dietro le sbarre dal figlio Damiano Leone (29 anni) e da Giorgio Barone (29 anni). Vincenza Ceglia (53 anni residente a Scandiano) e Erika Culeddu (28 anni di Reggio) sono invece ai domiciliari, mentre per Antonietta Flaminio, 25 anni residente a Scandiano, è stato disposto l’obbligo di firma e di dimora. La holding criminale, in oltre due anni di indagini, con un pool ad hoc della procura di Reggio e un “filo diretto” con le stazioni dei carabinieri di mezza Italia, ha individuato così quelle che sono state soprannominate le “signore della truffa”. Dodici persone indagate oltre ai 6 arresti, legate per buona parte da vincoli di parentela e, nel caso di due indagati, c’è una parentela diretta con un esponente della camorra. Le tipologie di truffe utilizzate, anche online erano in totale sei. Oltre alle case vacanze, i carabinieri hanno infine appurato come, in alcuni casi, il denaro, versato dalle vittime sulle Postepay, a distanza di pochi minuti dall’accredito, venisse poi sistematicamente riciclato nelle sale slot, generalmente in Emilia Romagna.
Enrico Lorenzo Tidona
Truffe odiose: una vittima ha cercato una sistemazione per le vacanze al mare, l’ha trovata e ha pagato. Poi ha preso i due figli, uno dei quali disabile, ed è partita per la tanto sospirata vacanza al mare, salvo trovare altre persone in quella che doveva essere prenotata per lei. Una beffa costata centinaia di chilometri a vuoto, la caparra e le vacanze saltate anche per tante altre persone, che al tentativo di contattare il presunto “proprietario” di casa venivano sfidati dagli autori della truffa che con sms di offese di ogni tipo li informavano con assurda spudoratezza di essere “cascati” nel loro raggiro vantandosi anche con frasi del tipo «vai pure a denunciarmi tanto non mi prenderanno mai».
Non sapevano, infatti, di essere monitorati dai carabinieri reggiani, che ieri hanno fatto scattare le manette a sei persone con l’accusa di associazione a delinquere, truffa aggravata, estorsione, sostituzione di persona e falso in atto pubblico. In carcere è finita Franca Ceglia, 49 anni, considerata la regista del sodalizio criminale che agiva da nord a sud calpestando la buona fede e i diritti di centinaia di “clienti”. La donna, originaria di Giffoni Valle Piana (Salerno) e domiciliata a Reggio Emilia, è stata seguita dietro le sbarre dal figlio Damiano Leone (29 anni) e da Giorgio Barone (29 anni). Vincenza Ceglia (53 anni residente a Scandiano) e Erika Culeddu (28 anni di Reggio) sono invece ai domiciliari, mentre per Antonietta Flaminio, 25 anni residente a Scandiano, è stato disposto l’obbligo di firma e di dimora. La holding criminale, in oltre due anni di indagini, con un pool ad hoc della procura di Reggio e un “filo diretto” con le stazioni dei carabinieri di mezza Italia, ha individuato così quelle che sono state soprannominate le “signore della truffa”. Dodici persone indagate oltre ai 6 arresti, legate per buona parte da vincoli di parentela e, nel caso di due indagati, c’è una parentela diretta con un esponente della camorra. Le tipologie di truffe utilizzate, anche online erano in totale sei. Oltre alle case vacanze, i carabinieri hanno infine appurato come, in alcuni casi, il denaro, versato dalle vittime sulle Postepay, a distanza di pochi minuti dall’accredito, venisse poi sistematicamente riciclato nelle sale slot, generalmente in Emilia Romagna.
Enrico Lorenzo Tidona
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