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Ecco il contratto di affitto di via Filangieri

Ecco il contratto di affitto di via Filangieri

Il 2018 sarà l’anno sperimentale per la svolta. Le migliorie non saranno negate immotivatamente

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REGGIO EMILIA. Un contratto standard da 13 pagine. È questo il documento incluso nel bando delle Fiere di Reggio, vinto dalla cordata di undici imprenditori che hanno dato vita alla Terminal One (T1), società che regolerà la gestione dei padiglioni di via Filangieri. Un affitto di un anno dal sapore sperimentale, fino al 31 dicembre 2018, che lascia intravvedere l’ipotesi successivo di un acquisto da parte della cordata di industriali. E solo allora si potranno davvero capire le reali potenzialità di un gruppo di industriali che assommano in sé, con le rispettive aziende, un fatturato da un miliardo di euro. Nel contratto, si contemplano attività fieristiche e di ristorazione da bar. Sul fronte investimenti, l’affittuario «potrà effettuare quegli investimenti in impianti, macchinari, attrezzature, arredi, mobilie macchine, che riterrà opportuni, nonché apportare addizioni e migliorie». Proprio ogni miglioria dovrà essere concordata con Reggio Emilia Fiere, «la quale peraltro non la negherà immotivatamente»: «Qualora le addizioni e le migliorie apportate dall’affittuaria dovessero tradursi nell’acquisto di nuovi beni da aggiungersi a quelli facenti parte del ramo d’azienda, ma comunque separabili da altri beni materiali proprietari senza pregiudizio per gli stessi – si legge nel documento – detti nuovi beni rimarranno in esclusiva proprietà della affittuaria, la quale, pertanto, alla cessazione del presente contratto d’affitto, avrà diritto di trattenerli, dovendo tuttavia procedere al loro asporto».

Diverso, invece, il caso in cui i miglioramenti saranno in qualche modo non separabili dal bene “materiale” delle fiere: «Alla cessazione del Contratto, e sempreché l’affittuaria non proceda all’acquisto del ramo d’azienda rimarranno in proprietà di Reggio Emilia Fiere».

Al momento dell’eventuale restituzione, infine, tutti i beni «dovranno trovarsi nel medesimo stato di fatto in cui essi si troveranno allo scoccare del termine iniziale, salvo in ogni caso il deterioramento degli stessi prodotto dal loro normale e diligente uso». E, in generale, «il ramo d’azienda dovrà trovarsi nelle stesse condizioni e caratteristiche in cui l’affittuaria l’ha ricevuto, fatto salvo il normale deterioramento prodotto dall’uso e dall’obsolescenza e fatta eccezione per le modifiche, addizioni, variazioni consentite a mente del presente contratto».

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