«Io, raggirato e poi minacciato dai truffati»
Il testimone: «In buona fede ho raccolto soldi per un concerto contro i tumori, ma era tutto falso»
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REGGIO EMILIA. Hanno preso un cantante neo melodico, Gigi Finizio, per sfruttarne la visibilità (a sua insaputa) e spillare soldi agli ignari fans. Solo questo colpo vale oltre 3mila euro, come raccontato ieri da Giovanni Angelone, vittima di uno degli innumerevoli raggiri messi a segno delle “signore della truffa”. «Sono stato contattato per dare una mano per la vendita dei biglietti per un evento a scopo solidale in favore della ricerca contro il cancro - racconta l’uomo, guardia giurata a Reggio - Ho dato questa fatidica mano per vendere i biglietti. Li ho venduti anche perché erano per una giusta causa, con prezzi da 27 a 33 euro l’uno. Solo che l’incasso dei biglietti li davo alla signora poi indagata, che diceva che le servivano per organizzare l’evento di beneficenza. Dopo un po’ di tempo ho visto dal sito del cantante che fino al 7 novembre, quando si doveva fare il concerto, non c’era niente. Ancora adesso sono vittima di minacce di morte a causa di alcune persone che hanno pagato a me il biglietto ma hanno perso i soldi avendo dato l’incasso a lei che è scappata via».
Le tipologie di truffe sono state ben individuate, gestite tranquillamente da casa nel caso di quelle online, da persone spesso disoccupate che drenano soldi dai conti dei “clienti”. Si parte dalle ormai classiche truffe online per false case vacanze, per le quali si facevano poi accreditare le caparre delle locazioni sulle carte Postepay trasmettendo anche via mail finti contratti. C’è poi la truffa online per falsi annunci di offerta lavoro, forti della crisi economica. Simulavano di garantire ai neoassunti vitto, alloggio nonché l’accompagnamento sul posto di lavoro con autobus. In cambio, gli autori chiedevano di versare, su apposite Postepay, somme di denaro per finti costi assicurativi e per le formalità relative all’assunzione. È così che decine e decine di disoccupati, spesso anche facendo collette tra i parenti, riuscivano ad accumulare e a versare il denaro richiesto, nella speranza del tanto atteso posto di lavoro. Una trappola come quella della truffe online su chat incontri, per le quali si spacciavano da partner chiedendo i soldi per raggiungere le vittime per un incontro amoroso. Ci sono poi le truffe sempre online con offerta di falsi coupon per fantomatici servizi di pulizie, manutenzione caldaie eccetera. Per finire, oltre alle truffe dei già citati concerti, c’erano quelle ai danni di tabaccherie: gli autori si recavano a turno presso varie tabaccherie site in tutta Italia effettuando ricariche per migliaia e migliaia di euro su Postepay proprie e di altri indagati utilizzando prevalentemente una settantina di codici fiscali rubati o smarriti, simulando poi il pagamento con bancomat appositamente “vuoti” e uscendo promettendo di rientrare con il denaro per poi sparire nel nulla. (e.l.t.)
Le tipologie di truffe sono state ben individuate, gestite tranquillamente da casa nel caso di quelle online, da persone spesso disoccupate che drenano soldi dai conti dei “clienti”. Si parte dalle ormai classiche truffe online per false case vacanze, per le quali si facevano poi accreditare le caparre delle locazioni sulle carte Postepay trasmettendo anche via mail finti contratti. C’è poi la truffa online per falsi annunci di offerta lavoro, forti della crisi economica. Simulavano di garantire ai neoassunti vitto, alloggio nonché l’accompagnamento sul posto di lavoro con autobus. In cambio, gli autori chiedevano di versare, su apposite Postepay, somme di denaro per finti costi assicurativi e per le formalità relative all’assunzione. È così che decine e decine di disoccupati, spesso anche facendo collette tra i parenti, riuscivano ad accumulare e a versare il denaro richiesto, nella speranza del tanto atteso posto di lavoro. Una trappola come quella della truffe online su chat incontri, per le quali si spacciavano da partner chiedendo i soldi per raggiungere le vittime per un incontro amoroso. Ci sono poi le truffe sempre online con offerta di falsi coupon per fantomatici servizi di pulizie, manutenzione caldaie eccetera. Per finire, oltre alle truffe dei già citati concerti, c’erano quelle ai danni di tabaccherie: gli autori si recavano a turno presso varie tabaccherie site in tutta Italia effettuando ricariche per migliaia e migliaia di euro su Postepay proprie e di altri indagati utilizzando prevalentemente una settantina di codici fiscali rubati o smarriti, simulando poi il pagamento con bancomat appositamente “vuoti” e uscendo promettendo di rientrare con il denaro per poi sparire nel nulla. (e.l.t.)
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