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L’Unione Europea chiede chiarimenti sulla Cispadana

L’Unione Europea chiede chiarimenti sulla Cispadana

Reggiolo: lettera di Bruxelles a ministero, Regione e Comuni dopo l’appello dei comitati del no alla commissione petizioni

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REGGIOLO. Una delegazione formata da Nunzio Tinchelli, Zeno Razzaboni, Luca Ferioli, Silvano Tagliavini del “Coordinamento cispadano No autostrada” ed Elisa Montanari, assessore alla cultura del Comune di Novi di Modena, ha presentato nei giorni scorsi a Bruxelles alla “Commissione petizioni” della Comunità europea le ragioni del proprio No all’infrastruttura autostradale «convinti che il territorio abbia bisogno non di una autostrada ma di una strada extraurbana che risponda alle reali esigenze del sistema produttivo locale demandando all’infrastruttura ferroviaria la risposta alla domanda di trasporto per le medie e lunghe distanze».

«La commissione – riferisce Fausto Bocceda – sentite queste petizioni e dopo un interessante dibattito, ha deciso di mantenere aperta la procedura della petizione e di scrivere una lettera a ministero dell’Ambiente, Regione Emilia-Romagna e Comuni interessati di forte preoccupazione sui risvolti ambientali. La commissione ha inoltre sollecitato i referenti della petizione a inoltrare ulteriore documentazione per determinare maggiore consapevolezza nella commissione del problema esposto».

L’audizione dei promotori di due petizioni, una su carta e una on-line, entrambe «finalizzate ad evidenziare le ambiguità» di un progetto, che in Italia ha già superato il vaglio della commissione di Via, è avvenuta l’11 ottobre.

Le considerazioni della commissione si basano sull’evidente e gravissimo fenomeno dell’inquinamento della Pianura Padana, su cui l’autostrada Cispadana farà convergere traffico di rilevanza internazionale, nell’ottica di uno sviluppo delle linee di attraversamento su gomma est-ovest.

Non solo, la Commissione con sede a Bruxelles ha rilevato quanto possa essere contraddittorio un progetto cui la commissione di Via ha dato l’ok, riempiendolo però di circa 200 prescrizioni (per lo più di tutela ambientale) «che nessuno sarà mai in grado di verificare o far rispettare, tantomeno i Comuni, per di più interessati a tangenziali e complanari varie».

Visto l’esito della spedizione in Belgio, i membri del comitato “No autostrada” sperano in un ripensamento delle autorità competenti e un ritorno al progetto di strada a scorrimento veloce, meno costoso, meno impattante e più utile alla viabilità locale.

Ora resta di capire quali saranno le risposte che le istituzioni italiane coinvolte darranno all’organismo con sede a Bruxelles e se le stesse saranno considerate sufficienti.

Mauro Pinotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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