Obiettivo, promuovere energie rinnovabili
di Roberto Fontanili
Ieri al Tecnopolo sottoscritta un’intesa tra Regione, Comune e Iren che traccia contenuti e tempi
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REGGIO EMILIA. Riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente favorendo interventi di rigenerazione urbana, la creazione di un’accademia ambientale al Tecnopolo, (un luogo in cui sviluppare formazione, ricerca e sviluppo di soluzioni e tecnologie innovative nei settori dell’energia e dell’ambiente) e la realizzazione da Gavassa di un impianto a Biometano per la trasformazione in energia della frazione di organico ottenuta dalla raccolta differenziata. Questi i capisaldi dell’accordo per promuovere le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica sottoscritto nel pomeriggio di ieri al Tecnopolo da Comune di Reggio, Iren Rinnovabili e Regione. Il protocollo siglato dall’assessore regionale alle Attività Produttive Palma Costi, dal sindaco di Reggio Luca Vecchi e dal presidente di Iren Paolo Peveraro, ha l’obiettivo di sviluppare l’utilizzo delle fonti rinnovabili, l’efficienza energetica, ricerca e innovazione, trova la sua collocazione fisica all’interno del capannone 15 B/C del Parco Innovazione alle ex Reggiane.
Si tratta di un accordo che fissa obiettivi e tempi di realizzazione e di cui si parlava già dai tempi di Graziano Delrio sindaco e che negli anni ha avuto una sua evoluzione all’interno del Piano energetico regionale. In particolare per la parte che riguarda la riqualificazione energetica degli edifici, l’obiettivo è ridurre gli sprechi e le emissioni (che secondo le stime incidono per il 33% sull’inquinamento atmosferico), con due conseguenze dirette: una riduzione delle emissioni inquinanti e dei costi energetici per i cittadini e contemporaneamente favorire il rilancio del settore delle costruzioni con interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana (con adeguamenti che in molti casi avvengono su edifici che per oltre il 70% sono stati costruiti dopo gli anni ’60). Un percorso su cui Acer ha già attivato un progetto che ha portato a risultati incoraggianti, in particolare per la riduzione dell’incidenza delle bollette energetiche sui bilanci familiari. La creazione al Tecnopolo di un centro per la formazione, ricerca e sviluppo alla ricerca di tecnologie nei settori energetici e ambientali, che vedrà la presenza nel capannone 15 di Iren Rinnovabili o di aziende controllate come Studio Alfa, s’innesta in questo percorso per creare un modello. Infine il progetto di realizzare e gestire a Gavassa un impianto a biometano (in grado di ricevere e lavorare l’umido proveniente nelle tre province di Reggio, Parma e Piacenza), va a sostituire quello inizialmente ipotizzato di Tmb. Si tratta di un progetto ha già determinato una forte preoccupazione e malcontento nel comitato dei residenti di Gavassa che temono l’arrivo nel nuovo impianto di un grande afflusso di mezzi pesanti per alimentarlo.
All'atto della firma del protocollo l’assessore Palma Costi ha sottolineato «come quest’accordo sia in linea con il Piane energetico regionale che per il 2003 si è dato l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni in atmosfera rispetto al livello del 1990, attraverso un incremento al 27% dei consumi utilizzando fonti rinnovabili, e un incremento, sempre del 27% della efficienza energetica». Il progetto denominato “Rebuild”, ha spiegato il sindaco, sottolineando l’importanza dell’accordo con Iren e Regione «ha già coinvolto oltre 4 mila appartamenti e 16 mila cittadini, abbozzando un modello che può essere di riferimento anche per resto del Paese». Il presidente di Iren Paolo Peveraro, ha posto invece l’accento sul fatto che l’accordo «prevede la realizzazione di tre progetti ambizioni e solo per quanto riguarda l’Impianto Forsu di Gavassa Iren investirà circa 54 milioni di euro. E si tratterà di una esperienza pilota per il riutilizzo sia della frazione organica sia da scarto dei processi agricoli».
Si tratta di un accordo che fissa obiettivi e tempi di realizzazione e di cui si parlava già dai tempi di Graziano Delrio sindaco e che negli anni ha avuto una sua evoluzione all’interno del Piano energetico regionale. In particolare per la parte che riguarda la riqualificazione energetica degli edifici, l’obiettivo è ridurre gli sprechi e le emissioni (che secondo le stime incidono per il 33% sull’inquinamento atmosferico), con due conseguenze dirette: una riduzione delle emissioni inquinanti e dei costi energetici per i cittadini e contemporaneamente favorire il rilancio del settore delle costruzioni con interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana (con adeguamenti che in molti casi avvengono su edifici che per oltre il 70% sono stati costruiti dopo gli anni ’60). Un percorso su cui Acer ha già attivato un progetto che ha portato a risultati incoraggianti, in particolare per la riduzione dell’incidenza delle bollette energetiche sui bilanci familiari. La creazione al Tecnopolo di un centro per la formazione, ricerca e sviluppo alla ricerca di tecnologie nei settori energetici e ambientali, che vedrà la presenza nel capannone 15 di Iren Rinnovabili o di aziende controllate come Studio Alfa, s’innesta in questo percorso per creare un modello. Infine il progetto di realizzare e gestire a Gavassa un impianto a biometano (in grado di ricevere e lavorare l’umido proveniente nelle tre province di Reggio, Parma e Piacenza), va a sostituire quello inizialmente ipotizzato di Tmb. Si tratta di un progetto ha già determinato una forte preoccupazione e malcontento nel comitato dei residenti di Gavassa che temono l’arrivo nel nuovo impianto di un grande afflusso di mezzi pesanti per alimentarlo.
All'atto della firma del protocollo l’assessore Palma Costi ha sottolineato «come quest’accordo sia in linea con il Piane energetico regionale che per il 2003 si è dato l’obiettivo di ridurre del 40% le emissioni in atmosfera rispetto al livello del 1990, attraverso un incremento al 27% dei consumi utilizzando fonti rinnovabili, e un incremento, sempre del 27% della efficienza energetica». Il progetto denominato “Rebuild”, ha spiegato il sindaco, sottolineando l’importanza dell’accordo con Iren e Regione «ha già coinvolto oltre 4 mila appartamenti e 16 mila cittadini, abbozzando un modello che può essere di riferimento anche per resto del Paese». Il presidente di Iren Paolo Peveraro, ha posto invece l’accento sul fatto che l’accordo «prevede la realizzazione di tre progetti ambizioni e solo per quanto riguarda l’Impianto Forsu di Gavassa Iren investirà circa 54 milioni di euro. E si tratterà di una esperienza pilota per il riutilizzo sia della frazione organica sia da scarto dei processi agricoli».
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