Stop a nuovi ipermercati Prampolini: «Troppo tardi»
di Luciano Salsi
La variante sul commercio verrà sottoposta al voto del consiglio comunale Confcommercio amara: «Chiudono la stalla quando i buoi sono già scappati»
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REGGIO EMILIA. Non bastavano le tante strutture commerciali esistenti, fra cui sei ipermercati, e il nuovo contestatissimo Conad in costruzione in via Luxemburg. Il Piano strutturale comunale ne prevedeva al di fuori del centro storico altri quarantamila metri quadrati, cioè almeno quindici ipermercati da 2.500 metri ciascuno. Una follia che dovrebbe essere cancellata dalla variante al Psc che la Giunta ha fatto propria sentito il parere della Conferenza di pianificazione e che sarà sottoposta in novembre alla discussione e al voto del consiglio comunale. Lo scopo, coerente con il nuovo orientamento urbanistico, è duplice: limitare l'espansione della periferia e favorire le ristrutturazioni e gli insediamenti nel centro storico. Perciò viene imposto un alt alle gallerie commerciali sul modello dei Petali, che sottraggono ai negozi del centro migliaia di frequentatori. «La variante sul commercio – commenta Alex Pratissoli, assessore alla pianificazione urbanistica – rafforza ulteriormente le politiche di rigenerazione urbana andandosi ad aggiungere alle precedenti varianti in riduzione, che hanno consentito di cancellare ed escludere di essere edificati, sotto la vigenza dell'attuale Piano operativo comunale, oltre due milioni di metri quadrati di aree potenzialmente utilizzabili, pari a 1.130 alloggi. Inoltre per aumentare l'attrattività del centro storico è necessario ridurre in maniera significativa le potenzialità di nuovi insediamenti commerciali e, nel contempo, favorire le residenze e le attività terziarie in centro con misure economiche e con la drastica semplificazione delle procedure». La reazione di Confcommercio è amara.
«Siamo felici – riferisce la presidente Donatella Prampolini – che venga finalmente recepito ciò che diciamo da anni. Non c'è bisogno di nuovi insediamenti commerciali. Quello di via Luxemburg era già approvato e non si poteva fermare. Lo si sarebbe potuto bloccare prima. La crescita è stata eccessiva e le strutture si stanno cannibalizzando. I fatturati sono in calo. Si assiste alla chiusura di punti vendita sia in città (ex-Standa) sia in provincia. Il Comune è arrivato un po’ tardi. Chiude la stalla quando i buoi sono già scappati». «Non è vero – obietta Pratissoli – che arriviamo fuori tempo massimo. Il comune di Reggio ha un rapporto di metri quadrati commerciali per abitante molto più basso che a Parma e Modena. Con questa variante blocchiamo una crescita che non è ancora esplosa come nelle città vicine. E' una scelta che avrà effetti positivi sul centro storico, che era in sofferenza, ma ora registra un venti per cento in più di aperture all'anno. Il 95% dell'attività edilizia riguarda le ristrutturazioni dei fabbricati, prevalentemente in centro».
Per la rigenerazione dell'esagono la variante rafforza misure già parzialmente introdotte. Si liberalizzano completamete gli usi degli immobili, purchè consentiti sotto il profilo della sanità e della sicurezza. Si permettono gli insediamenti commerciali, compresi i ristoranti, a qualunque piano. La riqualificazione delle facciate viene incentivata consentendo la trasformazione di una eguale superficie accessoria, ad esempio trasformando un sottotetto in un vano abitabile senza pagare oneri. Così su un'area di cento metri quadri si risparmierebbero più di quattromila euro. Gli interventi sono agevolati, inoltre, con la gratuità della Cosap per i primi due mesi di cantiere».
«Siamo felici – riferisce la presidente Donatella Prampolini – che venga finalmente recepito ciò che diciamo da anni. Non c'è bisogno di nuovi insediamenti commerciali. Quello di via Luxemburg era già approvato e non si poteva fermare. Lo si sarebbe potuto bloccare prima. La crescita è stata eccessiva e le strutture si stanno cannibalizzando. I fatturati sono in calo. Si assiste alla chiusura di punti vendita sia in città (ex-Standa) sia in provincia. Il Comune è arrivato un po’ tardi. Chiude la stalla quando i buoi sono già scappati». «Non è vero – obietta Pratissoli – che arriviamo fuori tempo massimo. Il comune di Reggio ha un rapporto di metri quadrati commerciali per abitante molto più basso che a Parma e Modena. Con questa variante blocchiamo una crescita che non è ancora esplosa come nelle città vicine. E' una scelta che avrà effetti positivi sul centro storico, che era in sofferenza, ma ora registra un venti per cento in più di aperture all'anno. Il 95% dell'attività edilizia riguarda le ristrutturazioni dei fabbricati, prevalentemente in centro».
Per la rigenerazione dell'esagono la variante rafforza misure già parzialmente introdotte. Si liberalizzano completamete gli usi degli immobili, purchè consentiti sotto il profilo della sanità e della sicurezza. Si permettono gli insediamenti commerciali, compresi i ristoranti, a qualunque piano. La riqualificazione delle facciate viene incentivata consentendo la trasformazione di una eguale superficie accessoria, ad esempio trasformando un sottotetto in un vano abitabile senza pagare oneri. Così su un'area di cento metri quadri si risparmierebbero più di quattromila euro. Gli interventi sono agevolati, inoltre, con la gratuità della Cosap per i primi due mesi di cantiere».
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