Truffe e raggiri online arrestate sei persone
di Enrico Lorenzo Tidona
Blitz dei carabinieri: individuata associazione criminale con base a Reggio 18 gli indagati autori di centinaia di inganni avvenuti da nord a sud Italia
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REGGIO EMILIA. Un pool creato all’interno della procura di Reggio Emilia ha spulciato per due anni migliaia di tracce elettroniche e bancarie legate a 500 truffe e raggiri online solo apparentemente scollegati tra loro. L’intuizione dei carabinieri di Reggio coordinati dal sostituto procuratore Valentina Salvi ha portato a una delle più vaste operazioni contro dei truffatori seriali, con base in questo caso nel Reggiano. Si va dalle false case vacanze ai raggiri ai tabaccai, dai finti coupon online alle fittizie offerte di lavoro, sino all’uso delle chat di incontri per spillare soldi alle vittime, sfruttando in modo ignobile taluni concerti di beneficenza di noti cantanti italiani per vendere falsi biglietti d’ingresso.
Tirata su la rete a strascico, la procura ha individuato e indagato 18 persone - due parenti di sodali della criminalità organizzata campana - che fanno parte non di una semplice banda delle truffe, bensì un’articolata associazione criminale sgominata dai carabinieri di Reggio Emilia formata per metà da donne originarie del sud.
Il sodalizio è stato sgominato ieri mattina dai carabinieri che hanno effettuato un vero e proprio blitz all’alba, arrestando sei persone, mentre le restanti dodici sono denunciate e indagate a piede libero.
L'inchiesta dei carabinieri di Reggio Emilia, diretti dal colonnello Antonino Buda, ha permesso di incastrare una rete di truffatori online, e ha visto per la prima volta in Emilia-Romagna, secondo un recentissimo orientamento della Corte di Cassazione, applicare il riconoscimento dell'aggravante della minorata difesa, ovvero la “debolezza contrattuale” di chi, in rete, non ha la possibilità di verificare l’affidabilità del venditore. Un’aggravante che ha permesso di applicare gli arresti. La banda incastrata aveva proposto affitti in case vacanze fittizie in prestigiose località turistiche della Costiera Amalfitana, di Rimini, Brunico e Courmayeur, ma anche pubblicato finti annunci di lavoro e ideato raggiri ai commercianti. Inoltre ha venduto falsi biglietti per concerti di beneficenza di noti cantanti italiani, tra cui anche il neomelodico Gigi Finizio, con un unico obiettivo: incassare soldi da ignare vittime. Soldi sono stati sequestrati ieri durante il blitz. «Il lavoro svolto è stato eccezionale e di grande sacrificio sia per la procura che al nostro interno – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri Antonino Buda – Centinaia di migliaia di dati incrociati: uno sforzo immane che non si fa in un giorno. Molte di queste truffe sono ignobili dal punto di vista anche morale. Siamo riusciti a disarticolare per intero un sodalizio che era tutt'ora in attività, quindi alla ricerca di ulteriori vittime».
«Siamo riusciti – avverte il pm Salvi – a riunire una mole incredibile di casi legati sempre agli stessi soggetti dando prova certa così dell’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale».
Tirata su la rete a strascico, la procura ha individuato e indagato 18 persone - due parenti di sodali della criminalità organizzata campana - che fanno parte non di una semplice banda delle truffe, bensì un’articolata associazione criminale sgominata dai carabinieri di Reggio Emilia formata per metà da donne originarie del sud.
Il sodalizio è stato sgominato ieri mattina dai carabinieri che hanno effettuato un vero e proprio blitz all’alba, arrestando sei persone, mentre le restanti dodici sono denunciate e indagate a piede libero.
L'inchiesta dei carabinieri di Reggio Emilia, diretti dal colonnello Antonino Buda, ha permesso di incastrare una rete di truffatori online, e ha visto per la prima volta in Emilia-Romagna, secondo un recentissimo orientamento della Corte di Cassazione, applicare il riconoscimento dell'aggravante della minorata difesa, ovvero la “debolezza contrattuale” di chi, in rete, non ha la possibilità di verificare l’affidabilità del venditore. Un’aggravante che ha permesso di applicare gli arresti. La banda incastrata aveva proposto affitti in case vacanze fittizie in prestigiose località turistiche della Costiera Amalfitana, di Rimini, Brunico e Courmayeur, ma anche pubblicato finti annunci di lavoro e ideato raggiri ai commercianti. Inoltre ha venduto falsi biglietti per concerti di beneficenza di noti cantanti italiani, tra cui anche il neomelodico Gigi Finizio, con un unico obiettivo: incassare soldi da ignare vittime. Soldi sono stati sequestrati ieri durante il blitz. «Il lavoro svolto è stato eccezionale e di grande sacrificio sia per la procura che al nostro interno – ha spiegato il comandante provinciale dei carabinieri Antonino Buda – Centinaia di migliaia di dati incrociati: uno sforzo immane che non si fa in un giorno. Molte di queste truffe sono ignobili dal punto di vista anche morale. Siamo riusciti a disarticolare per intero un sodalizio che era tutt'ora in attività, quindi alla ricerca di ulteriori vittime».
«Siamo riusciti – avverte il pm Salvi – a riunire una mole incredibile di casi legati sempre agli stessi soggetti dando prova certa così dell’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale».
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