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Due progetti firmati Irccs vengono finanziati dall’Ue

Due progetti firmati Irccs vengono finanziati dall’Ue

Dodici milioni per uno screening personalizzato del tumore alla mammella  Il secondo studio pilota riguarda invece la prevenzione dell’obesità infantile

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REGGIO EMILIA. Un piano di screening personalizzato per il tumore della mammella e un progetto pilota per la prevenzione dell’obesità infantile, entrambi coordinati dalla struttura di Epidemiologia dell’Irccs reggiano, sono stati finanziati dall’Unione Europea. Dopo aver superato una dura selezione, i due studi hanno ottenuto il finanziamento nell’ambito dei bandi europei Horizon 2020 e questo risultato per il direttore scientifico dell’Ausl Irccs di Reggio Massimo Costantino «è la riprova che la struttura di Epidemiologia e il suo Centro Screening si confermano uno dei fiori all’occhiello della sanità pubblica reggiana».

Il primo progetto “My Personalized Breast Screening” ha ottenuto un finanziamento di 12 milioni di euro e vedrà Reggio guidare il consorzio italiano, mentre il coordinamento a livello europeo farà capo al centro per la lotta contro il cancro “Gustave Roussy” di Parigi. Lo studio prevede di reclutare circa 100mila donne, di cui 30mila in Italia, oltre che in Francia, Gran Bretagna, Belgio e Israele e ha lo scopo di realizzare un percorso di screening con protocolli personalizzati. A partire dal profilo genetico, alla storia della donna e della sua famiglia e della densità del seno, per modulare l’intensità dei controlli e della loro frequenza in base al livello di rischio delle donne che parteciperanno allo studio. I risultati di questo lavoro arriveranno non prima di 10 anni.

Il secondo studio invece vede l’azienda Usl reggiana essere stata scelta, unica in Italia, per il progetto che fa parte del programma europeo per la prevenzione dell’obesità infantile. Lo scopo dello studio è individuare nuove tecnologie che favoriscano la collaborazione tra cittadini e istituzioni, coinvolgendo tutti gli operatori e le istituzioni che possono contribuire alla prevenzione dell’obesità. Fra le innovazioni previste anche un’app in grado di favorire la comunicazione tra istituzioni, pediatri e genitori per rafforzarne il dialogo e il confronto. «Fare ricerca in sanità pubblica non è facile – è il commento del direttore di Epidemiologia dell’ Ausl dottor Paolo Giorgi Rossi – perché si devono mettere in campo energie enormi e coinvolgere migliaia di persone tra pazienti, ricercatori, e operatori che devono collaborare in maniera efficace. In stretta collaborazione tra ospedale e territorio». (r.f.)

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