Il soccorritore ferito è sempre in coma
Ventasso, la montagna si stringe attorno a Davide Tronconi ancora grave nell’ospedale di Parma
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VENTASSO. Sono ancora stazionarie, ma purtroppo in un quadro clinico di estrema gravità, le condizioni di Davide Tronconi, l'operatore del Soccorso Alpino rimasto vittima di un grave incidente mentre era impegnato in un'azione di soccorso domenica. Con altri tre colleghi del Soccorso Alpino, a bordo di un fuoristrada, stava raggiungendo un’escursionista infortunata, in una domenica segnata dagli incidenti in montagna: tre infortuni e due incidenti, tra cui quello del mezzo del Saer, tutti concentrati in pochissime ore l’uno dall’altro.
Nella serata di lunedì a Minozzo, nell’antica Pieve, e ieri sera, martedì, a Castelnovo Monti, sono state organizzate veglie di preghiera per gli ammalati e in particolare proprio per Davide, che è una persona estremamente conosciuta in tutta la montagna. Davide non solo è molto noto ma è anche unanimemente stimato per il suo impegno nel soccorso alpino, ma anche per essere una delle colonne della Cooperativa I Briganti di Cerreto, per la quale svolge lavori di forestazione e servizi turistici.
Insieme agli altri componenti della cooperativa, Davide in questi anni è diventato una vera e propria bandiera dell'Appennino.
La sua è considerata una dimostrazione di come, con impegno, inventiva, capacità di sfruttare le eccellenze del territorio, si possa costruire un proprio percorso di vita su questo territorio a cui dire che Davide è fortemente legato è un eufemismo. Ne è un simbolo.
Per questo davvero tutta la montagna in queste ore spera in notizie meno drammatiche di quelle emerse nelle prime ore dopo l'incidente, ma per ora è molto difficile capire quale sarà il quadro clinico delle prossime ore e dei prossimi giorni. Il tecnico Saer di 39 anni infatti continua a lottare tra la vita e la morte all’ospedale Maggiore di Parma (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Nella serata di lunedì a Minozzo, nell’antica Pieve, e ieri sera, martedì, a Castelnovo Monti, sono state organizzate veglie di preghiera per gli ammalati e in particolare proprio per Davide, che è una persona estremamente conosciuta in tutta la montagna. Davide non solo è molto noto ma è anche unanimemente stimato per il suo impegno nel soccorso alpino, ma anche per essere una delle colonne della Cooperativa I Briganti di Cerreto, per la quale svolge lavori di forestazione e servizi turistici.
Insieme agli altri componenti della cooperativa, Davide in questi anni è diventato una vera e propria bandiera dell'Appennino.
La sua è considerata una dimostrazione di come, con impegno, inventiva, capacità di sfruttare le eccellenze del territorio, si possa costruire un proprio percorso di vita su questo territorio a cui dire che Davide è fortemente legato è un eufemismo. Ne è un simbolo.
Per questo davvero tutta la montagna in queste ore spera in notizie meno drammatiche di quelle emerse nelle prime ore dopo l'incidente, ma per ora è molto difficile capire quale sarà il quadro clinico delle prossime ore e dei prossimi giorni. Il tecnico Saer di 39 anni infatti continua a lottare tra la vita e la morte all’ospedale Maggiore di Parma (l.t.)
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