«Inascoltate le nostre richieste di aiuto»
Solo lunedì sera i residenti si erano riuniti in un’affollata assemblea sul degrado del quartiere
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REGGIO EMILIA. «Il 16 marzo del 2016 fummo convocati dall’assessore Natalia Maramotti: c’era la possibilità che la zona stazione di Reggio partecipasse al bando per la riqualificazione delle periferie indetto dal Governo. Non se n’è saputo più nulla. Intanto però, mentre alle Reggiane sono arrivati 18 milioni di euro, Modena ha partecipato a quel bando e si è portata a casa 18 milioni per la stazione. A Reggio invece nessuna progettualità, manca una cabina di regìa». È una delle affermazioni lanciate da Corrado Grasselli del Comitato Reggio Emilia Sicura (ex Cres, Comitato Reggio Est, nato nella primavera 2014), durante l’assemblea aperta svoltasi lunedì sera al centro congressi Simonazzi di via Turri 55, di fianco alla Cisl.
Una serata partecipata: circa 150 persone (su 200 aderenti al comitato), in platea parecchi amministratori, sia di minoranza sia di maggioranza. Tra questi ultimi Dario De Lucia, Maura Manghi, Gianluca Cantergiani; Alessandra Guatteri e Norberto Vaccari per il M5S; ma anche l’avvocato Claudio Bassi (FI) ed ex consiglieri della Lega Nord come Miles Barbieri.
«Abbiamo fatto il punto della situazione e dato la parola ai cittadini, che hanno raccontato la loro quotidianità in un quartiere degradato che ha subìto una vera e propria metamorfosi nell’ultimo decennio – spiega Grasselli – Storie di illegalità, minacce, spaccio di droga, commercio abusivo di cibo, degrado diffuso, mancato rispetto dell’Abc della convivenza».
Tra i relatori Luca Falcitano, sindacalista della Municipale (segretario provinciale Sulpl), che ha illustrato dal punto di vista tecnico la legge Minniti, che amplia i poteri dei sindaci-sceriffi. Proprio su questo tasto Grasselli, dopo aver ribadito i cinque punti consegnati il 29 agosto scorso alla giunta «per un confronto che ci è stato negato», ha insistito sulla necessità che il sindaco Luca Vecchi emetta un’ordinanza anti-prostituzione che colpisca i clienti «perché, dopo aver allontanato le prostitute cinesi, ora siamo assediati da quelle nigeriane». Pur ammettendo che l’ordinanza anti-alcol non ha avuto gli effetti desiderati.
All’indomani dell’assemblea, le reazioni non si sono fatte attendere. In un testo inviato dal gruppo consiliare del M5S (Guatteri, Bertucci e Vaccari), i grillini esprimono vicinanza ai residenti, accusano giunta e sindaco di essere «incapaci di rispondere ai bisogni di chi chiede aiuto» e vanno all’attacco: «Perché il sindaco, il vicesindaco, gli assessori Maramotti e Foracchia non provano ad andare a vivere in zona stazione per qualche mese? Forse si renderebbero conto di cosa sia l’insicurezza percepita». Da parte sua, la consigliera Pd Maura Manghi precisa: «La ristrutturazione delle Reggiane non ha nulla a che fare con la zona stazione, il parallelo è improprio. Si tratta di fondi di origine diversa: quello delle Reggiane è un finanziamento europeo per i tessuti produttivi, il bando che si è aggiudicato il quartiere di Santa Croce (dove è stata inserita una parte del piano Reggiane) è successivo, mentre dal bando della stazione Reggio è stata esclusa».
Sul mood della serata, Manghi è cauta: «Certamente esiste una situazione di disagio che nessuno ha mai negato. Occorre però distinguere tra ordine pubblico, da affrontare insieme alle forze dell’ordine, e altre criticità come integrazione, inciviltà e quant’altro, di competenza dell’amministrazione comunale». (am.p.)
Una serata partecipata: circa 150 persone (su 200 aderenti al comitato), in platea parecchi amministratori, sia di minoranza sia di maggioranza. Tra questi ultimi Dario De Lucia, Maura Manghi, Gianluca Cantergiani; Alessandra Guatteri e Norberto Vaccari per il M5S; ma anche l’avvocato Claudio Bassi (FI) ed ex consiglieri della Lega Nord come Miles Barbieri.
«Abbiamo fatto il punto della situazione e dato la parola ai cittadini, che hanno raccontato la loro quotidianità in un quartiere degradato che ha subìto una vera e propria metamorfosi nell’ultimo decennio – spiega Grasselli – Storie di illegalità, minacce, spaccio di droga, commercio abusivo di cibo, degrado diffuso, mancato rispetto dell’Abc della convivenza».
Tra i relatori Luca Falcitano, sindacalista della Municipale (segretario provinciale Sulpl), che ha illustrato dal punto di vista tecnico la legge Minniti, che amplia i poteri dei sindaci-sceriffi. Proprio su questo tasto Grasselli, dopo aver ribadito i cinque punti consegnati il 29 agosto scorso alla giunta «per un confronto che ci è stato negato», ha insistito sulla necessità che il sindaco Luca Vecchi emetta un’ordinanza anti-prostituzione che colpisca i clienti «perché, dopo aver allontanato le prostitute cinesi, ora siamo assediati da quelle nigeriane». Pur ammettendo che l’ordinanza anti-alcol non ha avuto gli effetti desiderati.
All’indomani dell’assemblea, le reazioni non si sono fatte attendere. In un testo inviato dal gruppo consiliare del M5S (Guatteri, Bertucci e Vaccari), i grillini esprimono vicinanza ai residenti, accusano giunta e sindaco di essere «incapaci di rispondere ai bisogni di chi chiede aiuto» e vanno all’attacco: «Perché il sindaco, il vicesindaco, gli assessori Maramotti e Foracchia non provano ad andare a vivere in zona stazione per qualche mese? Forse si renderebbero conto di cosa sia l’insicurezza percepita». Da parte sua, la consigliera Pd Maura Manghi precisa: «La ristrutturazione delle Reggiane non ha nulla a che fare con la zona stazione, il parallelo è improprio. Si tratta di fondi di origine diversa: quello delle Reggiane è un finanziamento europeo per i tessuti produttivi, il bando che si è aggiudicato il quartiere di Santa Croce (dove è stata inserita una parte del piano Reggiane) è successivo, mentre dal bando della stazione Reggio è stata esclusa».
Sul mood della serata, Manghi è cauta: «Certamente esiste una situazione di disagio che nessuno ha mai negato. Occorre però distinguere tra ordine pubblico, da affrontare insieme alle forze dell’ordine, e altre criticità come integrazione, inciviltà e quant’altro, di competenza dell’amministrazione comunale». (am.p.)
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