Pastori del 118
«Sempre più cittadini pronti a intervenire in emergenza»
MONTECCHIO. Lunedì il primo intervento di soccorso del 15enne è stato effettuato dall’insegnante di educazione fisica. Il docente, in stretto contatto con la sala operativa del 118, ha praticato il...
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MONTECCHIO. Lunedì il primo intervento di soccorso del 15enne è stato effettuato dall’insegnante di educazione fisica. Il docente, in stretto contatto con la sala operativa del 118, ha praticato il massaggio cardiaco. Dal momento che il ragazzo si è ripreso, si è deciso di non usare subito il defibrillatore, che invece è stato impiegato quando sono arrivati i soccorritori, perché lo studente aveva perso nuovamente conoscenza.
«Sempre più spesso, in questi casi, la centrale del 118 mantiene l’utente al telefono per seguire le prime fasi del soccorso e fornire istruzioni prima dell’arrivo del personale qualificato - spiega Antonio Pastori, responsabile infermieristico del 118 Emilia Ovest -. Il numero di defibrillatori presenti sul territorio si sta diffondendo, così come aumentano le persone che lo sanno usare, anche nelle scuole».
Dal 2012 il defibrillatore deve essere presente obbligatoriamente in ogni impianto sportivo, ma questo strumento si trova sempre più spesso nelle scuole (anche al D’Arzo, che ha personale formato per usarlo). A settembre al Liceo Moro di Reggio è stata salvata la vita a una madre, che era andata a un colloquio, grazie al defibrillatore, impiegato da una professoressa in costante collegamento con il 118.
«Dieci anni fa durante eventi di questa natura - dice Pastori - l’utente non dava la disponibilità ad iniziare manovre cardiocircolatorie, per mille motivi. Oggi registriamo un cambio di atteggiamento culturale e sempre più persone danno la loro disponibilità. Inoltre, come detto, i defibrillatori si stanno progressivamente diffondendo in vari ambiti».
La centrale del 118 si è adeguata a questo nuovo scenario. «Riascoltiamo le telefonate - prosegue Pastori - cerchiamo di capire il modo migliore per parlare a chi è dall’altra parte, perché non è sempre facile farlo in determinate condizioni. La legge prevede che il defibrillatore sia utilizzato da personale formato. Ma in caso di emergenza prevale lo stato di necessità e la centrale operativa si assume il compito di chiedere all’utente di poter applicare questo strumento, tra l’altro abbastanza semplice da usare».
«Sempre più spesso, in questi casi, la centrale del 118 mantiene l’utente al telefono per seguire le prime fasi del soccorso e fornire istruzioni prima dell’arrivo del personale qualificato - spiega Antonio Pastori, responsabile infermieristico del 118 Emilia Ovest -. Il numero di defibrillatori presenti sul territorio si sta diffondendo, così come aumentano le persone che lo sanno usare, anche nelle scuole».
Dal 2012 il defibrillatore deve essere presente obbligatoriamente in ogni impianto sportivo, ma questo strumento si trova sempre più spesso nelle scuole (anche al D’Arzo, che ha personale formato per usarlo). A settembre al Liceo Moro di Reggio è stata salvata la vita a una madre, che era andata a un colloquio, grazie al defibrillatore, impiegato da una professoressa in costante collegamento con il 118.
«Dieci anni fa durante eventi di questa natura - dice Pastori - l’utente non dava la disponibilità ad iniziare manovre cardiocircolatorie, per mille motivi. Oggi registriamo un cambio di atteggiamento culturale e sempre più persone danno la loro disponibilità. Inoltre, come detto, i defibrillatori si stanno progressivamente diffondendo in vari ambiti».
La centrale del 118 si è adeguata a questo nuovo scenario. «Riascoltiamo le telefonate - prosegue Pastori - cerchiamo di capire il modo migliore per parlare a chi è dall’altra parte, perché non è sempre facile farlo in determinate condizioni. La legge prevede che il defibrillatore sia utilizzato da personale formato. Ma in caso di emergenza prevale lo stato di necessità e la centrale operativa si assume il compito di chiedere all’utente di poter applicare questo strumento, tra l’altro abbastanza semplice da usare».
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