A Fico si parla reggiano con la coop la Collina
di Chiara Cabassa
Il vice presidente Burani sulla fabbrica contadina, inaugurazione a novembre «Stiamo gestendo la semina nel terreno dedicato all’agricoltura biodinamica»
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REGGIO EMILIA. Fico Eataly World parla reggiano. Nel più grande parco agroalimentare del mondo, la Fabbrica italiana contadina (appunto, Fico) che aprirà a Bologna il 15 novembre, la semina dell’area dedicata all’agricoltura biodinamica sarà infatti gestita dalla cooperativa La Collina di via Teggi. Anzi, continuerà ad essere gestita, perché la prima semina è già avvenuta. A parlarcene, con inevitabile entusiasmo, è il vice presidente nonché anima della cooperativa Enea Burani.
Come siete approdati a Fico?
«Innanzitutto la cooperativa La Collina è già fornitrice di Eataly per quanto riguarda il vino e la passata di pomodoro. Siamo presenti nei punti vendita più grandi, da Roma a Milano passando da Torino. Ho avuto quindi modo di conoscere personalmente il presidente di Eataly, Oscar Farinetti. E quando, due anni fa, mi ha parlato di quello che sarebbe stato Fico, ho lanciato una sorta di sfida».
Cioè?
«In particolare, l’amministratrice delegata di Fico, Tiziana Primori, ci ha spiegato che per la prima volta era stato tolto l’asfalto e al suo posto era stata portata della terra. La sua opinione era che per rendere fertile un terreno di riporto, sarebbero serviti agronomi competenti. Io, a quel punto, ho lanciato l’idea, sostenendo che esistono pratiche di agricoltura biodinamica in grado di rendere la terra fertile senza usare concimi chimici. “Ci possiamo provare”, mi è stato risposto. Subito dopo è arrivato l’ok di Farinetti che è particolarmente sensibile al tema dell’agricoltura biodinamica».
In concreto come si traduce la vostra presenza a Fico?
«Ci è stata data in gestione un’area di mille metri che noi coltiveremo con le pratiche agronomiche dell’agricoltura biodinamica seguendo un preciso disciplinare. Si è iniziato ad aprile con la prima semina: abbiamo piantato diverse varietà di graminacee, crucifere e leguminose. Le piantine, una volta cresciute ma prima della fioritura, sono state tagliate e interrate con la tecnica del “sovescio”: in questo modo le piantine fresche sono usate per concimare il suolo. Cinque giorni fa, ho fatto la seconda semina in tempo utile perché i risultati siano visibili il giorno dell’inaugurazione».
La sfida è stata vinta...
«Certo. Anche se siamo solo all’inizio. Faremo altre colturazioni sia erbacee che erboree con un obiettivo preciso: dimostrare che quella biodinamica è un’agricoltura professionale e non, come in molti credono, filosofica. Dobbiamo fare capire che l’agricoltura biodinamica è praticabile ed anche economicamente sostenibile».
La vostra presenza nel parco agroalimentare pare avere una forte connotazione didattica.
«Assolutamente sì. Accanto al terreno coltivato con pratiche biodinamiche sarà presente un cartellone nel quale verrà spiegato in cosa consiste l’agricoltura biodinamica, illustrandone caratteristiche, modalità obiettivi. Non mancherà un cartellone con la descrizione dell’attività della cooperativa La Collina. Con l’Associazione biodinamica italiana che organizzerà corsi sulla biodiversità».
Insomma, per la vostra cooperativa Focus rappresenta un’importante vetrina.
«È sicuramente un’occasione per avere maggiore visibilità come azienda agricola e, nello stesso tempo, avere la possibilità di dimostrare le potenzialità dell’agricoltura biodinamica».
Senza dimenticare l’aspetto commerciale.
«Certo, saremo a Fico con i nostri prodotti, vino e passata di pomodoro, che da tre anni vendiamo nei negozi di Eataly. E che, va detto, stanno dandoci soddisfazioni».
Come siete approdati a Fico?
«Innanzitutto la cooperativa La Collina è già fornitrice di Eataly per quanto riguarda il vino e la passata di pomodoro. Siamo presenti nei punti vendita più grandi, da Roma a Milano passando da Torino. Ho avuto quindi modo di conoscere personalmente il presidente di Eataly, Oscar Farinetti. E quando, due anni fa, mi ha parlato di quello che sarebbe stato Fico, ho lanciato una sorta di sfida».
Cioè?
«In particolare, l’amministratrice delegata di Fico, Tiziana Primori, ci ha spiegato che per la prima volta era stato tolto l’asfalto e al suo posto era stata portata della terra. La sua opinione era che per rendere fertile un terreno di riporto, sarebbero serviti agronomi competenti. Io, a quel punto, ho lanciato l’idea, sostenendo che esistono pratiche di agricoltura biodinamica in grado di rendere la terra fertile senza usare concimi chimici. “Ci possiamo provare”, mi è stato risposto. Subito dopo è arrivato l’ok di Farinetti che è particolarmente sensibile al tema dell’agricoltura biodinamica».
In concreto come si traduce la vostra presenza a Fico?
«Ci è stata data in gestione un’area di mille metri che noi coltiveremo con le pratiche agronomiche dell’agricoltura biodinamica seguendo un preciso disciplinare. Si è iniziato ad aprile con la prima semina: abbiamo piantato diverse varietà di graminacee, crucifere e leguminose. Le piantine, una volta cresciute ma prima della fioritura, sono state tagliate e interrate con la tecnica del “sovescio”: in questo modo le piantine fresche sono usate per concimare il suolo. Cinque giorni fa, ho fatto la seconda semina in tempo utile perché i risultati siano visibili il giorno dell’inaugurazione».
La sfida è stata vinta...
«Certo. Anche se siamo solo all’inizio. Faremo altre colturazioni sia erbacee che erboree con un obiettivo preciso: dimostrare che quella biodinamica è un’agricoltura professionale e non, come in molti credono, filosofica. Dobbiamo fare capire che l’agricoltura biodinamica è praticabile ed anche economicamente sostenibile».
La vostra presenza nel parco agroalimentare pare avere una forte connotazione didattica.
«Assolutamente sì. Accanto al terreno coltivato con pratiche biodinamiche sarà presente un cartellone nel quale verrà spiegato in cosa consiste l’agricoltura biodinamica, illustrandone caratteristiche, modalità obiettivi. Non mancherà un cartellone con la descrizione dell’attività della cooperativa La Collina. Con l’Associazione biodinamica italiana che organizzerà corsi sulla biodiversità».
Insomma, per la vostra cooperativa Focus rappresenta un’importante vetrina.
«È sicuramente un’occasione per avere maggiore visibilità come azienda agricola e, nello stesso tempo, avere la possibilità di dimostrare le potenzialità dell’agricoltura biodinamica».
Senza dimenticare l’aspetto commerciale.
«Certo, saremo a Fico con i nostri prodotti, vino e passata di pomodoro, che da tre anni vendiamo nei negozi di Eataly. E che, va detto, stanno dandoci soddisfazioni».
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