Arriva Bonaccini, la montagna si divide
Domani il presidente al Bismantova per i fondi alle aree interne. La contestazione è pronta, ma le Cicogne si sfilano
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CASTELNOVO MONTI. Una serata su una iniziativa fondamentale per l’Appennino, che porterà 30 milioni di investimenti sul territorio, rischia di passare in secondo piano di fronte alle annunciate contestazioni che saranno rivolte al presidente della Regione Stefano Bonaccini per la chiusura del punto nascite del Sant’Anna. Ma va sottolineato che si tratta di una protesta non unanime: alla mobilitazione annunciata dal nuovo gruppo “Montagna Re-Esiste” non ha aderito lo storico comitato Salviamo le Cicogne.
Andando con ordine: domani saranno presentati alle ore 20.30 al teatro Bismantova gli investimenti legati alla Strategia aree interne in cui l’Appennino reggiano è stata tra le prime aree inserite. Le azioni previste, e in gran parte già finanziate, sono contenute nel Documento programmatico per la Strategia Aree Interne: ad illustrarlo ci saranno il deputato Enrico Borghi, consigliere del Governo per la Strategia aree interne, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini.
La strategia nazionale Aree interne è l'iniziativa del Governo rivolta a sostenere quella parte ampia dell’Italia, circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione, distante da grandi centri di agglomerazione e di servizio, con traiettorie di sviluppo instabili ma dotata di risorse che mancano alle aree centrali, dal punto di vista ambientale, sociale, produttivo. A seguito dell’annuncio dell’iniziativa il gruppo “Montagna Re-Esiste: Diritto di Nascita Montanara”, che si fa chiamare più semplicemente Di.Na.Mo, ha annunciato una mobilitazione: «Ci ritroveremo al teatro insieme alle mamme e ai bambini che, venuti alla luce in condizioni estreme, secondo i medici, non sarebbero arrivati a Reggio vivi, nel caso fosse già stato chiuso il punto nascite di Castelnovo. Invitiamo tutti gli iscritti al gruppo, tutti i gruppi e a tutti i comitati a partecipare. Chiediamo a tutte le mamme che hanno avuto problemi di parto risolti grazie alla vicinanza del nostro ospedale di scrivere un cartello, fotografare il proprio figlio o figlia, stampare la foto che consegneremo personalmente a Bonaccini, in silenzio perché la loro scelta non merita parole. Pensiamo che sia una forma di informazione sulla nostra idea di sicurezza da lasciare a Bonaccini».
Ma ieri pomeriggio sull’iniziativa è arrivata la nota delle Cicogne, che ne hanno preso le distanze: «Venute a conoscenza dell'iniziativa prevista il 20 ottobre in Teatro, precisiamo che non è una iniziativa del Comitato Salviamo le Cicogne – si legge –. Il Comitato non interviene nel merito di quanto sopra organizzato, lasciando libera scelta ai singoli. Il percorso intrapreso dal Comitato è noto a tutti ed è giunto a una fase in cui le manifestazioni di piazza o altre iniziative che riterremo utili per la problematica riguardante il punto nascita saranno, se fatte, rese note da noi e non da altri che non ci rappresentano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Andando con ordine: domani saranno presentati alle ore 20.30 al teatro Bismantova gli investimenti legati alla Strategia aree interne in cui l’Appennino reggiano è stata tra le prime aree inserite. Le azioni previste, e in gran parte già finanziate, sono contenute nel Documento programmatico per la Strategia Aree Interne: ad illustrarlo ci saranno il deputato Enrico Borghi, consigliere del Governo per la Strategia aree interne, il presidente della Provincia Giammaria Manghi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini.
La strategia nazionale Aree interne è l'iniziativa del Governo rivolta a sostenere quella parte ampia dell’Italia, circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione, distante da grandi centri di agglomerazione e di servizio, con traiettorie di sviluppo instabili ma dotata di risorse che mancano alle aree centrali, dal punto di vista ambientale, sociale, produttivo. A seguito dell’annuncio dell’iniziativa il gruppo “Montagna Re-Esiste: Diritto di Nascita Montanara”, che si fa chiamare più semplicemente Di.Na.Mo, ha annunciato una mobilitazione: «Ci ritroveremo al teatro insieme alle mamme e ai bambini che, venuti alla luce in condizioni estreme, secondo i medici, non sarebbero arrivati a Reggio vivi, nel caso fosse già stato chiuso il punto nascite di Castelnovo. Invitiamo tutti gli iscritti al gruppo, tutti i gruppi e a tutti i comitati a partecipare. Chiediamo a tutte le mamme che hanno avuto problemi di parto risolti grazie alla vicinanza del nostro ospedale di scrivere un cartello, fotografare il proprio figlio o figlia, stampare la foto che consegneremo personalmente a Bonaccini, in silenzio perché la loro scelta non merita parole. Pensiamo che sia una forma di informazione sulla nostra idea di sicurezza da lasciare a Bonaccini».
Ma ieri pomeriggio sull’iniziativa è arrivata la nota delle Cicogne, che ne hanno preso le distanze: «Venute a conoscenza dell'iniziativa prevista il 20 ottobre in Teatro, precisiamo che non è una iniziativa del Comitato Salviamo le Cicogne – si legge –. Il Comitato non interviene nel merito di quanto sopra organizzato, lasciando libera scelta ai singoli. Il percorso intrapreso dal Comitato è noto a tutti ed è giunto a una fase in cui le manifestazioni di piazza o altre iniziative che riterremo utili per la problematica riguardante il punto nascita saranno, se fatte, rese note da noi e non da altri che non ci rappresentano».
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