Boretto ha salutato Saccani Gazza: «Gli dobbiamo tanto»
BORETTO. Prima di arrivare in basilica il suo feretro è rimasto per alcune ore nella sala consiliare del municipio, all’interno della quale per anni è stato assoluto protagonista della vita politica...
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BORETTO. Prima di arrivare in basilica il suo feretro è rimasto per alcune ore nella sala consiliare del municipio, all’interno della quale per anni è stato assoluto protagonista della vita politica borettese. Questo l’omaggio concesso al 95enne Luigi Saccani, sindaco di Boretto dal 1970 al 1986 e padre fondatore di importanti associazioni come la Pro Loco e la Motonautica Boretto Po.
In tanti ieri hanno partecipato al funerale di “Gigetto”, dagli amici di famiglia a chi lo ha affiancato nella carriera sia di maestro che di primo cittadino. Prima della conclusione, due sono stati gli interventi atti a ricordare la figura di Saccani. Il primo è stato quello del sindaco Massimo Gazza, che per descrivere l’operato del suo predecessore ha sottolineato tre aspetti: radicamento, innovazione e stile.
«Radicamento – ha spiegato Gazza – perché ancor prima di essere un sindaco è stato un borettese “doc”. Innovazione perché le sue idee hanno dato una spinta decisiva al paese, arrivando a realizzare la piscina, l’area industriale e a strutturare i servizi sociosanitari. Stile perché la sua presenza è sempre stata presagio di serietà, sobrietà e rispetto».
Dopo di lui, il saluto da parte dell’amico di una vita, Giuliano Cantoni, con cui ha condiviso anni di esperienze politiche nella maggioranza. (a.v.)
In tanti ieri hanno partecipato al funerale di “Gigetto”, dagli amici di famiglia a chi lo ha affiancato nella carriera sia di maestro che di primo cittadino. Prima della conclusione, due sono stati gli interventi atti a ricordare la figura di Saccani. Il primo è stato quello del sindaco Massimo Gazza, che per descrivere l’operato del suo predecessore ha sottolineato tre aspetti: radicamento, innovazione e stile.
«Radicamento – ha spiegato Gazza – perché ancor prima di essere un sindaco è stato un borettese “doc”. Innovazione perché le sue idee hanno dato una spinta decisiva al paese, arrivando a realizzare la piscina, l’area industriale e a strutturare i servizi sociosanitari. Stile perché la sua presenza è sempre stata presagio di serietà, sobrietà e rispetto».
Dopo di lui, il saluto da parte dell’amico di una vita, Giuliano Cantoni, con cui ha condiviso anni di esperienze politiche nella maggioranza. (a.v.)
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