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L’arte naif e il fiume Po in mostra fino al 29 ottobre
GUALTIERI . La bassa è sempre stata terra fertile per l’arte naif. L’ennesima conferma è arrivata dalla mostra collettiva “I naifs del Po” inaugurata nella Sala Falegnami di Palazzo Bentivoglio. La...
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GUALTIERI . La bassa è sempre stata terra fertile per l’arte naif. L’ennesima conferma è arrivata dalla mostra collettiva “I naifs del Po” inaugurata nella Sala Falegnami di Palazzo Bentivoglio. La mostra sarà visitabile sino al 29 ottobre.
Questa quarta edizione – organizzata dall’associazione Artistica Tricolore con il Comune in occasione del “mese naif”, dedicato alla riscoperta della forma d’espressione artistica più tipica del territorio della bassa – si è inserita nel vastissimo programma di “Viaggio a Gualtieri”. La mostra ha radunato le opere di ben tredici artisti, “eredi” di quella stessa corrente che da queste parti ha visto muoversi uno dei suoi esponenti più celebri come Antonio Ligabue.
Diversi i relatori che sono intervenuti – insieme al critico Emanuele Filini. «Questi artisti – ha spiegato Luigi Camellini dell’Associazione Artistica Tricolore – sono legati con un cordone ombelicale inscindibile a questo territorio. Senza troppi fronzoli, hanno l’esigenza di esprimere quello che sentono dentro». Il saluto istituzionale è stato opera del vicesindaco e assessore alla Cultura Marcello Stecco, che non ha mancato di evidenziare che il movimento naif abbia le sue radici a Gualtieri. Tra gli interventi, anche quello del giornalista della Gazzetta di Reggio Tiziano Soresina, che ha sottolineato come i naifs si sentano “orfani” del museo e dello storico premio di Luzzara, ma allo stesso tempo hanno saputo adattarsi ai tempi: infatti, sono riusciti a creare una nuova piazza virtuale su internet nella quale si incontrano con i loro colleghi di tutto il mondo. (a.v.)
Questa quarta edizione – organizzata dall’associazione Artistica Tricolore con il Comune in occasione del “mese naif”, dedicato alla riscoperta della forma d’espressione artistica più tipica del territorio della bassa – si è inserita nel vastissimo programma di “Viaggio a Gualtieri”. La mostra ha radunato le opere di ben tredici artisti, “eredi” di quella stessa corrente che da queste parti ha visto muoversi uno dei suoi esponenti più celebri come Antonio Ligabue.
Diversi i relatori che sono intervenuti – insieme al critico Emanuele Filini. «Questi artisti – ha spiegato Luigi Camellini dell’Associazione Artistica Tricolore – sono legati con un cordone ombelicale inscindibile a questo territorio. Senza troppi fronzoli, hanno l’esigenza di esprimere quello che sentono dentro». Il saluto istituzionale è stato opera del vicesindaco e assessore alla Cultura Marcello Stecco, che non ha mancato di evidenziare che il movimento naif abbia le sue radici a Gualtieri. Tra gli interventi, anche quello del giornalista della Gazzetta di Reggio Tiziano Soresina, che ha sottolineato come i naifs si sentano “orfani” del museo e dello storico premio di Luzzara, ma allo stesso tempo hanno saputo adattarsi ai tempi: infatti, sono riusciti a creare una nuova piazza virtuale su internet nella quale si incontrano con i loro colleghi di tutto il mondo. (a.v.)
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