comune e municipale
Ora controlli rafforzati ma mancano le risorse
REGGIO EMILIA. «Attualmente siamo fuori tutti i giorni con le nostre pattuglie e adesso intensificheremo ancora i controlli, soprattutto sulle strade principali della città». A dirlo è il comandante...
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REGGIO EMILIA. «Attualmente siamo fuori tutti i giorni con le nostre pattuglie e adesso intensificheremo ancora i controlli, soprattutto sulle strade principali della città». A dirlo è il comandante della polizia municipale di Reggio Emilia, Stefano Poma, dopo gli ultimi sforamenti consecutivi al limite di microgrammi al metro cubo di pm10.
Quantità, quelle registrate in città, che hanno fatto scattare la “fase 1” del piano sulla qualità dell’aria, molto più stringente.
Un piano giudicato però non del tutto positivamente dall’assessore Mirko Tutino: «I provvedimenti sulla qualità dell’aria del 2017 voluti dalla Regione presentano aspetti positivi, come il meccanismo automatico che prevede una limitazione ai mezzi a gasolio euro 4 dopo 4 giorni di sforamento. Ma resta da capire quali misure ulteriori, oltre a quelle regionali, si potrebbero mettere in atto dopo i 10 giorni di sforamento, quando si arriva a un livello 2 di emergenza». Misure come ad esempio le targhe alterne o il blocco totale e proprio per parlare di questo si terrà a breve un incontro fra Comune e Arpae.
«Temo che entro fine anno queste situazioni si verificheranno – prosegue Tutino – ma l’aspetto che continuo a ritenere critico è l’assenza di una strategia di bacino padano che vada oltre le limitazioni emergenziali e lavori su interventi strutturali. L’attuale Giunta regionale ha fatto i salti mortali per garantire le stesse risorse degli anni scorsi, ma quando si chiede ai cittadini di lasciare a casa la macchina questo livello di finanziamento non è sufficiente a coprire le esigenze di mobilità. Ci sono aziende regionali come Tper che fanno utili grazie a contribuzioni regionali forti in alcuni bacini, come quello di Bologna, eppure non si redistribuisce nulla. Un errore che paghiamo, nel medio e lungo periodo, anche in termini di qualità ambientale». (l.g.)
Quantità, quelle registrate in città, che hanno fatto scattare la “fase 1” del piano sulla qualità dell’aria, molto più stringente.
Un piano giudicato però non del tutto positivamente dall’assessore Mirko Tutino: «I provvedimenti sulla qualità dell’aria del 2017 voluti dalla Regione presentano aspetti positivi, come il meccanismo automatico che prevede una limitazione ai mezzi a gasolio euro 4 dopo 4 giorni di sforamento. Ma resta da capire quali misure ulteriori, oltre a quelle regionali, si potrebbero mettere in atto dopo i 10 giorni di sforamento, quando si arriva a un livello 2 di emergenza». Misure come ad esempio le targhe alterne o il blocco totale e proprio per parlare di questo si terrà a breve un incontro fra Comune e Arpae.
«Temo che entro fine anno queste situazioni si verificheranno – prosegue Tutino – ma l’aspetto che continuo a ritenere critico è l’assenza di una strategia di bacino padano che vada oltre le limitazioni emergenziali e lavori su interventi strutturali. L’attuale Giunta regionale ha fatto i salti mortali per garantire le stesse risorse degli anni scorsi, ma quando si chiede ai cittadini di lasciare a casa la macchina questo livello di finanziamento non è sufficiente a coprire le esigenze di mobilità. Ci sono aziende regionali come Tper che fanno utili grazie a contribuzioni regionali forti in alcuni bacini, come quello di Bologna, eppure non si redistribuisce nulla. Un errore che paghiamo, nel medio e lungo periodo, anche in termini di qualità ambientale». (l.g.)
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